Cosa potrebbero fare i Provider per combattere lo spam

Giu 30, 2008 | di Roberto Trizio | Categoria: Focus

Il Messaging Anti-Abuse Working Group (MAAWG), ha realizzato uno studio, spiegando chiaramente cosa potrebbero fare gli Internet Provider per limitare l’invio di spam. “Innanzitutto - spiega lo studio - gli spammer utilizzano dei remailer, sono cioè soliti inoltrare i messaggi. Per questo i provider dovrebbero innanzitutto dividere i server adibiti all’invio della posta da quelli destinati all’inoltro delle mail. In questo modo, si potrebbero controllare (ed eventualmente bloccare)  le email inoltrate, la maggior parte delle quali sono certamente di spam.”

Inoltre, prendendo come considerazione di base l’uso da parte degli spammer di reti di computer infetti, le famigerate botnet, la prima cosa che i provider potrebbero fare è quella di bloccare la porta 25, un canale di comunicazione normalmente utilizzato dai pc zombie per sparare lo spam in internet, e stilare una lista di indirizzi IP dinamici (indirizzi identificativi del computer che cambiano ad ogni riavvio) per cominciare a rendere duro il lavoro degli spammer: “Bloccando gli indirizzi IP dinamici - spiega Richard D.G. Cox, manager della nota società antispam, SpamHaus - si scoraggerebbero gli spammer, in quanto essi saprebbero che un gran numero delle loro mail non arriverà a destinazione. E questo lavoro potrebbe essere già fatto partendo dalle liste di IP sospetti, stilate da anni dalla nostra società”.

Secondo il MAAWG sono pochi i provider che si stanno muovendo per applicare queste misure di sicurezza. Ed è forse questo il problema più grave, in quanto la collaborazione dei provider nella lotta allo spamming, è un’arma di cui non è possibile fare a meno.

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