Prende un computer in prestito dal suo collega: era pieno di foto pedofile.

Giu 17, 2008 | di Roberto Trizio | Categoria: Focus

Ha vissuto una terribile avventura, probabilmente non ancora finita, un impiegato americano accusato di pedopornografia.

Michael Fiola, un investigatore del Dipartimento Industriale americano, ha infatti preso in prestito un computer dal suo datore di lavoro nel novembre del 2006, senza la protezione fornita da alcuni programmi di sicurezza: ebbene il dramma è scattato quando sul computer sono state ritrovate delle fotografie e dei contenuti pedopornografici che lo hanno portato ad essere pubblicamente accusato di pedofilia.

Fortunatamente per lui, gli analisti forensi del tribunale, hanno accertato che i contenuti non sono stati scaricati volontariamente da Fiola, ma che sono arrivati su quel pc per via di un attacco informatico, avvallato dalla mancanza di elementari software di sicurezza.

“Immaginate la scena - ha detto Timothy Bradl, il legale difensore di Fiola - di ricevere un computer pieno di foto compromettenti da un vostro collega di lavoro, e di essere poi accusati del peggiore dei crimini,  e di essere trattati come dei pazzi criminali. E’ stata una cosa orrenda, che potrebbe fra l’altro capitare a tutti coloro che usano computer aziendali”

Fiola è stato totalmente scagionato, ma appare evidente come in ambienti in cui il computer è utilizzato da più persone diverse, diventi indispensabile l’uso di programmi di sicurezza, e il controllo dei contenuti, prima di accettare computer presi a prestito.

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