Cybersquatting. Un problema non solo di sicurezza
Mar 24, 2008 | di Alessandro Fadini | Categoria: Spam e PhishingL’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (Wipo) nel 2007 ha espulso dalle pagine Web un numero record di siti “cybersquatter” con nomi di dominio che richiamavano marchi di società , fondazioni e vip.
La Wipo, agenzia delle Nazioni Unite con sede a Ginevra, ha ricevuto nell’anno passato 2.156 reclami per “registrazione abusiva di marchi su Internet”, il 18% in più che nel 2006 e il 48% in più che nel 2005.
“Questi aumenti confermano che il ‘cybersquatting’ rimane una questione significativa per i detentori dei diritti”, ha detto ieri Francis Gurry, vice direttore generale del Wipo.
La maggior parte delle lamentele è arrivata dai settori farmaceutico, bancario, delle telecomunicazioni, del commercio e dell’intrattenimento.
Le aziende farmaceutiche sono al primo posto “a causa di numerose adozioni di nomi protetti registrati per siti Web che offrono o linkano a vendite online di farmaci o medicine”, ha spiegato la Wipo.
I domini che nel 2007 sono rimasti coinvolti nelle dispute coprono un’ampia gamma di prodotti, eventi e persone: dall’Airbus A380 ai Mondiali 2010, dalla Harvard Business School alla fondazione Livestrong di Lance Armstrong, dalla conduttrice di talk show americana Oprah Winfrey ai Simpson.
