Decreto Romani: le polemiche, i pareri, le proposte

Inserito da Roberto Trizio | 1. Attualità | venerdì 29 gennaio 2010 17:02

Nel decreto ci sono aspetti da riconsiderare perché non coerenti con la direttiva comunitaria‘. E’ questo quanto ha dichiarato Corrado Calabrò, Presidente dell’AGCOM – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni -, dopo l’audizione in commissione Lavori pubblici del Senato. Calabrò si riferisce al decreto Romani, disposizione che dovrebbe essere lo strumento per recepire la direttiva europea 2007/65/CE, conosciuta anche come ‘Audiovisual Media Services‘.
Stando a quanto riportato nel decreto, l’AGCOM potrebbe essere chiamata a disporre regolamenti atti ad impedire la pubblicazione di contenuti audiovisivi di proprietà intellettuale di terzi. L’avvocato Guido Scorza, uno dei più autorevoli esperti di diritto informatico e di tematiche connesse alla libertà di espressione ed alle politiche di innovazione, osserva come non si possa rischiare che Internet venga paragonata ad una grande televisione.
Disposizioni del genere potrebbero avere conseguenze ed implicazioni piuttosto importanti, giusto per citare un esempio, per quanto concerne i contenuti caricati su YouTube: in archivio sono moltissimi i contributi desunti dalle trasmissioni di televisioni italiane e straniere.
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