Chi ha letto l’immortale capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry, “Il piccolo principe”, non potrà non ricordare la celebre frase che la volpe dice al protagonista: “Non si vede bene che col cuore; l’essenziale è invisibile agli occhi”. La morale della citazione è che i nostri cinque sensi sono comunque limitati per natura e, proprio per questo, in loro soccorso è accorsa ora la tecnologia. Questa volta non parleremo di protesi od altri impianti biomedicali, bensì di visione ad infrarossi applicata ai satelliti in orbita intorno al nostro pianeta.
I primi risultati ottenuti scrutando la Terra con questi sistemi sono stati a dir poco sbalorditivi: tra le sabbie dell’Egitto sono state infatti identificate 17 piramidi ad oggi sconosciute. L’esame all’infrarosso del terreno consente di determinare la presenza nel sottosuolo di materiali con diverse densità ed in questo caso sembrerebbe aver condotto i ricercatori alla città perduta di Tanis, nelle vicinanze della moderna San El Hagar. Oltre alle piramidi, nella stessa area sarebbero sepolti un intero reticolo stradale, migliaia di tombe, nonché una miriade di case e casette e, così, un gruppo di egittologi statunitensi ha avviato gli scavi per dimostrare l’attendibilità di queste analisi. In pochi mesi, sono arrivate le prime conferme: sono già venute alla luce 2 piramidi ed è risultato subito evidente che il sito sia uno dei più ricchi, archeologicamente parlando, mai rinvenuti.
cod:1916





0 comments
Aggiungi il tuo commento