Il gruppo di hacker-attivisti Anonymous, alla luce delle cronache anche negli ultimi giorni per gli attacchi ai siti del governo italiano, Camera dei Deputati e Mediaset, ha messo a segno un altro colpo: il gruppo si è introdotto nell’archivio e-mail della compagnia di sicurezza informatica HBGary Federal, hanno sottratto decine di migliaia di messaggi e li hanno pubblicati online.
La nuova frontiera si è avvicinata il 4 febbraio quando Aaron Barr, amministratore delegato della HBGary, che fornisce consulenze sulla sicurezza informatica mirate alle necessità del dipartimento della Difesa, all’Fbi, alla Marina e alle altre agenzie del governo Usa, ha dichiarato in un’intervista al Financial Times di essersi infiltrato nel gruppo Anonymous e di aver individuato molti suoi membri. Questa “impresa” sarebbe stata al centro di una conferenza pubblica, poi cancellata.
Dal quel momento il gruppo ha preso di mira molti punti dell’azienda e dello stesso Barr. Il sito dell’azienda è irraggiungibile da quel momento, l’account di twitter di Barr è stato rubato e vi sono stati pubblicati dati personali come l’indirizzo e il numero di telefono, ma soprattutto sono state pubblicate su un sito disponibile a tutti decine di migliaia di e-mail interne dell’azienda.
Alcuni dei messaggi di posta non erano affatto belli e si configura un vero controspionaggio. L’azienda aveva proposto a uno studio legale una strategia, a quanto pare mai realizzata, per difendere Bank of America e la Camera di commercio Usa dalle annunciate rivelazioni di WikiLeaks: HBGary, in collaborazione con altre due compagnia, proponeva di far trapelare documenti falsi per poi contestare il sito di Assange. Un’altra idea era di minacciare danni alle carriere dei giornalisti più strettamente legati a WikiLeaks.
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