Holus. Cos’è e come funziona la piramide che crea ologrammi

Holus. Cos’è e come funziona la piramide che crea ologrammi

L’ologramma è una figura che offre una rappresentazione tridimensionale dell’oggetto mostrato, rilanciato recentemente da Holus, una piramide che crea ologrammi. Gli amanti della fantascienza assoceranno immediatamente questo termine a una delle più note scene del quarto capitolo della saga di Guerre Stellari (quando la principessa Leila chiede aiuto a Luke Skywalker attraverso una sua immagine in 3D un po’ fluttuante proiettata dal robot R2-D2).

Ma per molti la parola ologramma ha ancora un significato un po’ oscuro perché poco usata. A torto, però, perché da tempo l’ologramma è entrato silenziosamente nella vita di tutti: siccome è difficile da contraffare, è infatti usato come sistema antifalsificazione in banconote, carte d’identità, passaporti, carte di credito, CD e DVD. Tuttavia, grazie a un nuovo prodotto chiamato Holus, gli ologrammi (questa volta in stile Guerre Stellari) potrebbero, entro breve, esserci molto più familiari.

Holus. Cos’è e come funziona la piramide che crea ologrammi

Basato su una struttura a forma di parallelogramma contenente una piramide di vetro trattata per riflettere la luce in modo particolare, Holus è una piattaforma olografica in grado di trasformare in ologramma ogni contenuto digitale proveniente da computer, tablet o smartphone.

Questo è il modo in cui l’ideatore, la società canadese H+ Technologies, presenta il progetto con cui intende creare un collegamento tra il mondo reale e quello virtuale, un link capace di dar vita attraverso una rappresentazione tridimensionale a giochi, strutture di DNA o al sistema solare: in pratica, pressoché ogni soggetto può essere rappresentato all’interno di Holus, permettendo di essere visualizzato da differenti angolazioni e consentendo un’interazione sinora mai sperimentata.

Per la casa e per l’ufficio

Holus. Cos'è e come crea ologrammii: i presonaggli del videogame si animano

I giochi prendono davvero vita

Posizionato su un tavolo, Holus può essere usato a casa per studiare o divertirsi. In particolare, sottolinea H+ Technologies, a differenza di molti dispositivi indossabili e per il tempo libero che tendono a isolare le persone, Holus dà vita a una sorta di “focolare social”, attorno al quale riunirsi per condividere l’esperienza di utilizzo e divertirsi tutti assieme avendo contatto fisico e non tramite uno scambio di contenuti virtuali.

Ma Holus può trovare valido impiego anche in un ufficio, per esempio per tenere videoconferenze particolarmente realistiche in cui sembra di avere l’interlocutore di fronte. Inoltre, è in grado di riconoscere il movimento delle mani (attraverso dispositivi come Leap Motion o Kinect) e permette di controllare gli oggetti raffigurati direttamente con impulsi cerebrali, tramite un sistema che rileva i campi elettrici del cervello (Emotiv Brain Sensor).

Queste due ultime funzionalità, associate alla disponibilità di uno specifico kit di sviluppo (per Windows, Linux, iOS e Android), consentiranno sicuramente di dar vita ad affascinanti applicazioni, eventualmente indirizzate a specifici campi d’impiego.

A ciascuno il suo Holus

Holus è un progetto che si è concretizzato all’interno di Kickstarter, il noto sito di crowfunding. Il reperimento dei fondi necessari alla sua messa in opera è stato pressoché immediato: l’obiettivo di H+Technologies era di raccogliere 50.000 dollari in un mese, ma per raggiungerlo sono bastate due ore. Attualmente la raccolta di fondi è ben oltre i 200.000 dollari e quindi l’entrata in produzione di Holus dovrebbe seguire la tabella di marcia pianificata.

Questa dovrebbe portare entro la prossima estate alla messa in commercio di due versioni, Home e Pro: la prima dovrebbe integrare 3 porte USB (due delle quali capaci anche di caricare smartphone), mentre la seconda dovrebbe avere a bordo un’interfaccia HDMI, cinque porte USB (4 per la ricarica) includere il kit di sviluppo software per poter creare nuove applicazioni.

Holus. Cos'è e come crea ologrammi: un esempio di videoconferenza

Le videoconferenze sembrano più reali

Differente sarà anche la risoluzione massima: 1.600 x 1.600 pixel per Holus Home e 1.920 x 19.20 per Holus Pro. Da sottolineare che ognuno dei quattro lati della piramide consente di visualizzare 640.000 pixel sul modello Home e 921.600 sul modello Pro.

Riguardo i prezzi, la versione Home costerà 850 dollari, mentre quella Pro 950 dollari. Sono però previsti alcuni “bundle” per il modello Pro, comprensivi di accessori o del kit di sviluppo, che possono far crescere il prezzo fino a 1.250 dollari.

Molto altro non è oggi dato di sapere su Holus. Cos’è e come crea ologrammi lo spiegherà più in dettaglio H+ Technologies in un secondo momento, quello di cui possiamo essere certi è che a partire dal prossimo anno gli ologrammi potrebbero diventare sia uno dei più diffusi passatempi sia uno dei più utili strumenti di lavoro.

Ologrammi: una corsa già partita

D’altra parte, il mondo degli ologrammi e della realtà aumentata più in generale sta vivendo un periodo di particolare fermento. Artefice di questa attività è stata Google con i suoi Glass, un progetto che aveva lasciato intravedere grandi possibilità, ma che ha per ora conosciuto una diffusione meno folgorante di quella prevista.

Ben più solidi e con notevoli prospettive si stanno invece rivelando gli Oculus Rift, degli occhiali (o addirittura quasi un caschetto) che isolano dall’ambiente circostante e che, collegati a un computer, consentono di immergersi a una realtà virtuale a tre dimensioni, potendola esplorare in tutte le direzioni, interagendo eventualmente anche con gli oggetti o le persone che si incontrano.

Frankenstein al MIC con Epson Moverio

Il mostro di Frankenstein si aggira fra le pallicole

Grazie agli Oculus Rift, una serie di videogiochi in uscita dovrebbe consentire un’immersione totale nel gameplay, dando l’idea di vivere in prima persona le vicende sinora gestite solo via mouse e tastiera

Nella realtà aumentata si è gettata anche Epson con i suoi Moverio, una differente interpretazione di occhiali che consentono sovrapporre al soggetto inquadrato una ricca raccolta di informazioni, arrivando anche a ricreare ologrammi. Questi occhiali si indirizzano prevalentemente all’impiego in ambito lavorativo (per esempio a chi deve svolgere attività di manutenzione), ma esistono svariate applicazioni anche di diversa natura.

Una di queste la si può provare gratuitamente al Museo Interattivo del Cinema di Milano (MIC): camminando tra le diverse migliaia di pellicole dell’archivio, grazie ai Moverio ci si può per imbattere nei personaggi che hanno caratterizzato alcuni dei più noti classici del genere horror.

I visori Microsot Hololens creano una "mixed reality"

I visori Hololens creano una “mixed reality”

Di recente anche Microsoft ha presentato una propria interpretazione della realtà aumentata. La società fondata da Bill Gates ha puntato su dei visori chiamati Hololens, che non esita a definire computer olografici. In pratica, si tratta di occhiali che consentono di arricchire ciò che si vedere con informazioni dettagliate e ologrammi.

Microsoft dice che con gli Hololens si crea una “mixed reality”, in cui le immagini olografiche si mescolano con quelle reali per dar vita a nuovi modi di comunicare, giocare e lavorare. E le prime dimostrazioni sembrano davvero confermare tale affermazione.

La società prevede di mettere in vendita gli Hololens all’inizio del 2016. Da sottolineare che, per funzionare, i nuovi visori necessitano di Windows 10, il primo sistema operativo in grado di supportare il computing olografico.

Holus. Cos’è e come funziona la piramide che crea ologrammi ultima modifica: 2015-06-17T14:15:18+00:00 da Patrizia Godi

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Patrizia Godi

Ho iniziato quasi per caso a scrivere dei più svariati temi ICT nella remota era della carta stampata e non ho più smesso. Dopo un tempo immemore, mi ritrovo a provare ancora lo stesso entusiasmo anche nell’epoca di Internet

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