Il nucleare non è la soluzione… soprattutto se sbagli il grafico (e forse anche il paese)

grafico campagna pubblicitaria pro nucleare

Come non notare, in questi giorni, la campagna pubblicitaria promossa dall’ENEL e dall’EDF e avente come slogan il nucleare non è la soluzione, ma senza il nucleare non c’è soluzione?
Grandi foto a colori con distese di girasoli e campi di grano in primo piano, foreste e torri di raffreddamento sullo sfondo, e bei grafici colorati a dimostrare inconfutabilmente quanto importante possa essere il nucleare nel futuro del nostro paese… un attimo… ma stanno parlando dell’Italia? Ma allora il grafico illustrante gli obiettivi del governo non è mica tanto corretto, anzi è sbagliato di grosso!

consumi elettrici sino al 2020

Iniziamo a fare due conti calcolando il fabbisogno elettrico a cui dovremmo far fronte nel 2020 ipotizzando, come indicato, un incremento annuo dell’1,6%.
Si sforano i 423 TWh annui… non considerando però che nel 2009, per effetto della crisi economica, i consumi di energia sono crollati del 6%: applicando quest’unica contrazione e mantenendo il trend indicato dall’ENEL per tutti gli esercizi successivi nel 2020 dovremmo produrre 392 TWh, sotto la soglia psicologica del numero 400, ma comunque in linea con quanto prospettato nella campagna pubblicitaria, quindi niente da ridire in proposito.

Un’occhiata al grafico però fa saltare all’occhio due “dettagli”:

  • il diagramma a colonne è privo di scala e induce a credere che il  fabbisogno di energia elettrica a cui si dovrà far fronte sia oltre il doppio dell’attuale, e non è così;
  • il grafico a torta è stato realizzato come se il 75% dell’energia dovesse provenire da fonti nucleari (come la Francia) e solo il rimanente 25% da altre tipologie di generazione… l’esatto contrario di come dovrebbero stare le cose.

Di seguito riportiamo la rielaborazione dei due grafici incriminati, ecco come si presenterebbero se fossero corretti: ben diversamente da come sono stati stampati.

grafico corretto contributo energia nucleare al 2020

Osservandoli in questo modo si potrebbe pensare che sì, sarà necessario produrre più energia rispetto ad oggi, ma non un quantitativo così catastroficamente elevato, e che l’energia nucleare potrebbe giocare un ruolo importarte, ma non certo prevalente rispetto alla somma di tutte le altre.

Ora andiamo a vedere il grafico presentato in luglio agli industriali durante i “Supply Chain Meeting” organizzati da ENEL-EDF e Confindustria in tutta Italia e citati nella campagna pubblicitaria di cui sopra… che strano… le proporzioni dell’effettivo contributo dato dall’energia nucleare là erano corrette…

slide informative Confindustria su nucleare al 2020slide informative Confindustria su nucleare al 2020

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