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Intervista a Margherita Hack – Astrofisica


Membro delle più prestigiose Società fisiche e astronomiche, Margherita Hack è stata anche direttore del Dipartimento di Astronomia dell'Università di Trieste dal 1985 al 1991 e dal 1994 al 1997. È un membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei (socia nazionale nella classe di scienze fisiche matematiche e naturali; categoria seconda: astronomia, geodesia, geofisica e applicazioni; sezione A: Astronomia e applicazioni)

Ha lavorato presso numerosi osservatori americani ed europei ed è stata per lungo tempo membro dei gruppi di lavoro dell'ESA e della NASA[citazione necessaria]. In Italia, con un’intensa opera di promozione, ha ottenuto che la comunità astronomica italiana espandesse la sua attività nell'utilizzo di vari satelliti giungendo ad un livello di rinomanza internazionale.

Ha pubblicato oltre 250 lavori originali su riviste internazionali e molti libri sia divulgativi sia di livello universitario. Nel 1994 ha avuto conferita la Targa Giuseppe Piazzi per la ricerca scientifica. Nel 1995 ha ricevuto il Premio Internazionale Cortina Ulisse per la divulgazione scientifica. Dal 1989 è Garante Scientifico del CICAP e, dal 2002, fa parte del comitato di presidenza dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti; dal 2005 è iscritta all'Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca scientifica.Margherita Hack è, insieme a Corrado Lamberti, direttore della rivista di divulgazione scientifica di cultura astronomica Le Stelle.

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Buongiorno Margherita e grazie per aver accettato questa intervista. La prima domanda è specificatamente di astrofisica: secondo la teoria più accreditata, il Big Bang, una enorme esplosione verificatasi all'inizio dei tempi, ha dato origine a tutto l'Universo, e quindi anche alle grandezze fisiche dello spazio e del tempo. Ma se è cosi, dove e quando si è verificato lo stesso Big Bang?

Se il Big Bang c'è stato davvero non lo sappiamo, noi sappiamo di costruire l'evoluzione dell'universo a partire da pochi millesimi di secondo dall'inizio dell'espansione fino ad oggi. Se l'Universo sia sempre esistito, infinito nei tempi e nello spazio, oppure abbia avuto inizio da un volume estremamente piccolo, questo non lo sappiamo. Sappiamo che ad un certo momento c'è stato un cambiamento fisico per cui da temperature e densità estremamente alte, l'espansione ha portato ad una diminuzione di temperatura e densità che ha permesso la formazione delle stelle, delle galassie e dell'Universo come lo conosciamo oggi.

Immagini un giovane scienziato di belle speranze, che sta per partire per gli USA a fare carriera, e fa questo perchè sa che in Italia non ci sono infrastrutture sufficienti per la ricerca. Che consiglio darebbe a questo ragazzo? gli direbbe di andare? di rimanere?

Dipende, dipende perchè non è vero che in Italia non ci sono strutture, dipende dai campi di ricerca. Per esempio, un fisico particellare o un astrofisico, i mezzi di ricerca li ha, perchè l'Italia fa parte del CERN di Ginevra per quanto riguarda la fisica delle particelle, fa parte dellOsservatorio Europeo dell'emisfero australe, e dell'Agenzia Spaziale Europea per quanto riguarda l'astrofisica, e quindi ha a disposizione delle strutture di prim'ordine. Semmai, manca la possibilità di avere, dopo il dottorato di ricerca, un contratto a tempo indeterminato, cioè di vincere un concorso da ricercatore e poter iniziare la carriera scientifica con una certa tranquillità. Il problema è trovare il posto: in generale uno deve passare degli anni da precario, con borse di studio e contratti di ricerca a tempo determinato, con assegni eccetera…però poi alla fine, se è bravo, il posto lo trova: certo che in America è più facile trovare un posto. Ma non sono le strutture quelle determinanti nella scelta, almeno per quanto riguarda la fisica e l'astrofisica.

Tolomeo, come tanti altri, è vissuto tutta la vita credendo che la terra fosse al centro del sistema solare: scientificamente parlando, è un fallito?

Bè, eh, guarda, direi di no. L'immediata sensazione che si poteva avere in passato era quella: anche oggi a uno che non sa niente, l'immediata sensazione è che la volta celeste sia una grande cupola che ruota da est a ovest con la terra al centro, quindi, non direi che è stato un fallito, è stato uno dei primi tentativi di dare una spiegazione di quello che si osserva. Certo, se oggi uno, come è successo a me, mi scrive per dirmi “si sta sbagliando che la terra è al centro” allora sì che quello è veramente un fallito.

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Nell'astrofisica, cosa ti emoziona? cosa ti fa sentire felice di fare questo lavoro?

Bè, mi emoziona il pensiero che a vedere le stelle, che sono puntini luminosi, così deboli, così lontani, che semplicemente analizzando la luce delle stelle, o meglio, la loro luce bianca nelle loro componenti monocromatiche, si possano ricavare tante informazioni sulla loro natura fisica: qual'è lo stato della materia, se solido, liquido o gassoso, qual'è la loro composizione chimica, quali sono i moti di queste stelle, e risalire a quelle che sono le fonti dell'energia che le fanno brillare. Capire il consumo di energia nucleare, il quale porta ad un loro invecchiamento, e quindi anche le stelle hanno una loro vita: nascono, muoiono… e ricavare tutto questo semplicemente dall'analisi della luce delle stelle (ci siamo arrivati nel giro di poco più di un secolo)… questo mi emoziona e anche mi meraviglia.

Tu fa parte degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. Pensi che si possa capire tutto con la ragione?

Non credo, ma la ragione è il mezzo più potente di cui si dispone e quindi bisogna cercare di andare avanti con l'esperienza, con l'esperimento, l'osservazione. E' troppo comodo spiegare tutto con Dio. In passato, quando la scienza era ancora bambina, gli antichi spiegavano tutto con le divinità: pian piano si è cominciato a capire le ragioni dei vari fenomeni fisici, e le divinità sono diminuite. Siamo arrivati ad un momento in cui abbiamo un'idea di Dio, forse, un pò più spirituale. Io credo che Dio sia un'invenzione degli uomini per spiegare quello che la scienza non sa spiegare e forse non riuscirà mai a spiegare, e poi un'invenzione per credere che ci sia qualcosa dopo la morte. A tutti dispiace morire, ma credo sia un'invenzione, via via si cresce e si crede sempre meno, un pò come un bambino che crede alla befana e a Gesù Bambino, e poi capisce qual'è la realtà.

Hai mai indossato una pelliccia, una borsetta di pelle, delle scarpe di pelle di vitello?

No, mai, mai. La moda che piace a me è quella casual… mi piacciono tanto le tute dove si sta tanto comodi, e le giacche a vento. E poi mi piacciono i marsupi, quelli che si attaccano alla vita per portare le cose e anche per non farsi derubare… comodi soprattutto per la gente che viaggia, che vuole avere le mani libere. Le borsette le ho sempre odiate, tuttalpiù le borse per i documenti, per il lavoro, quelle sì.

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Commenta la frase: “Val più la pratica che la grammatica”

E' vero. La pratica è molto più importante della teoria. La teoria può servire dopo, a spiegare la pratica, però se uno fa solo teoria…probabilmente… non so, insegnamo a uno ad andare in bicicletta senza farlo andare in bicicletta… come si fa? Casca subito.

>Secondo te, esistono gli alieni?

Esistono, ma non vengono sulla terra. Oggi si sa che ci sono molte migliaia, miliardi di pianeti, e probabilmente fra questi ci saranno certamente pianeti adatti alla vita come la terra, e quindi è molto probabile che quando ci sono le condizioni adatte per la vita, la vita si sviluppi: quello che è successo sulla terra sarà successo in molti altri luoghi, perchè la terra e il sole non sono luoghi particolari nell'universo. Però pensare che le altre civiltà, anche molto più evolute della nostra, possano spostarsi da un sistema planetario all'altro e venire a trovarci sulla terra, questo mi sembra molto ma molto improbabile, perchè le distanze sono enormi e la velocità della luce è un limite insuperabile.

Ami la musica? hai mai suonato uno strumento?

No, non ho mai suonato. Non ho molto orecchio, mi insegnavano quando ero bambina, mi insegnavano il pianoforte ma non ho mai… non sono mai andata molto più in là delle scale. Però mi piace ascoltarla, soprattutto certa musica classica. Mi piace Vivaldi, Beethoven, mi piace Mozart… mentre non mi piace Schubert che mi fa venire sonno e lagna.

Leggevo in giro… è vero che hai scritto una poesia sul tuo gatto?

No, poesie non le ho mai scritte. Proprio no, nulla. Amo i gatti, i cani, tutte le bestie… poi siamo bestie anche noi, sicchè… anzi, un'unica poesia che ho inventato, che ho recitato, la mia unica produzione letteraria, poetica, l'ho fatta quando avevo 4 o 5 anni, che mi arrampicavo sullo schienale di una grossa poltrona e da lassù dicevo: “Sulla cima della punta della vetta… e piroetta”… quella è stata l'unica poesia che ho scritto in vita mia.

Fai un complimento a Margherita Hack

Oddio… come faccio a farmi un complimento? Forse la mia maggior virtù è di dire chiaro e tondo quello che penso.

Una critica a Margherita Hack

Mah, che mi incazzo facilmente, soprattutto quando guido… se qualcuno non mi dà la precedenza e il rispetto…

Anch'io… va bè che in macchina si diventa tutti delle belve…

Ma forse anche a piedi… a volte quando cammino fra la folla e vedo tutta la gente che ciondola, e io… mi viene la voglia proprio di gonfiarli come ranocchi, dar botte a destra e a sinistra…

Fatti un augurio

Oddio, cosa vuoi che mi auguri? ho 86 anni!

Eh, dai..

Mha.. di morire senza patire, senza ammalarmi, mi auguro di essere abbastanza sana e lucida fino alla fine.

Con una mente così, puoi stare tranquilla

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