Buongiorno Mario. Grazie per l'intervista.
Buongiorno
Mario Notaro… Notaro è un nome laziale?
Notaro è un nome del sud, forse qualcosa dall'Emilia del tardo medioevo. Io sono del sud, e so che, in particolare in Calabria e in Sicilia, ce ne sono molti con questo cognome…
Notaro è General Manager di Html.it. Anzitutto in cosa consiste il tuo lavoro?
E abbastanza semplice definirlo, complesso farlo. Mi occupo di tutti gli aspetti orientati al marketing e comunazioni, aspetti che all'interno di un gruppo articolato come quello di Html prevedono che mi occupi anche della qualità dei siti, proposte editoriali… diciamo, è un lavoro trasversale tra le anime del network
L'intervista continua nella pagina successiva
[pagebreak]

La gestione è fondamentalmente diversa, le risorse di redazione si occupano che il lavoro dei collaboratori esterni sia omogeneo rispetto al lavoro che essi stessi compiono. Sono loro che coordinano il lavoro dei lavoratori sparsi in Italia. E' un lavoro molto delicato e che va fatto molto bene, perchè siamo uno dei gruppi che da più affidamento sulle risorse esterne, che scegliamo fra le migliori
Ci sono molte persone che avrebbero piacere di lavorare con Html.it. Quali caratteristiche dovrebbero avere i candidati per essere interessanti agli occhi di Html?
Sicuramente la competenza. Aggiungo anche l'aspetto caratteriale e la serietà . Deve essere una persona seria e collaborativa. Questo per i collaboratori esterni
E se uno volesse far parte della redazione fisica, del cuore di Html dovrebbe avere caratteristiche particolari?
Direi una residenza a Roma e per qualcuno… un pò di fortuna. Aggiungerei anche delle capacità gestionali, in quanto i collaboratori interni hanno delle responsabilità sui collaboratori esterni, oltre ad una competenza ancora maggiore degli altri. Anche se, sicuramente, ci sono persone estremamente competenti come Francesco Caccavella, Cesare Lamanna, Giacomo Dotta, Alessandro Fulciniti che non lavorano fisicamente nella redazione ma che sono tra le migliori nelle loro aree. Chi non cito non se l'abbia a male, sarebbe una lista lunghissima
L'intervista continua nella pagina successiva
[pagebreak]
Proprio questo gruppo ha creato un anno fa una linea di blog, il OneBlog Network. Una curiosità. All'interno di questo network esiste, per esempio, il blog ItSecurity, che tratta argomenti di sicurezza. Però, all'interno di Html.it, esiste già una sezione di sicurezza, con articoli e altri blog interni al sito. Allo stesso modo esiste il sito Pmi.it che parla di piccola e media impresa, ma che fa sempre capo ad Html. Come mai avete la tendenza a creare più domini diversi sempre sotto lo stesso gruppo e a “duplicare” le piattaforme su cui offrite i contenuti?
Bella domanda Trizio, si vede che ti sei documentato. Sono comunque cose diverse; sotto Html abbiamo articoli di approfondimento e guide, quello che trovi su OneBlog è un post classico che porta in evidenza un fatto, lo fa conoscere a chi non lo conosce, e prevede uno scambio di opinioni e anche di contenuto. Su PMI.it è trattato in modo che sia d'aiuto sia per l'IT pro che per il manager
C'è una tendenza generale di questo tipo. Internet è nato negli USA ed è arrivato in tutto il mondo. Tuttavia, ancora oggi, qualsiasi cosa inerente la rete nasce negli Stati Uniti e arriva in Italia di conseguenza. Il blog, i linguaggi, il web 2.0: ci è arrivato tutto dall'America. Non ho mai visto un programmatore italiano che inventa un linguaggio che viene poi utilizzato in tutto il mondo. Non ho mai visto un motore di ricerca italiano, ma anche francese, tedesco, finlandese, che diventa conosciuto in tutto il resto della rete. Secondo te perchè l'evoluzione di internet è mondirezionale?
Ci sono alcune cose che nascono da menti italiane. Un italiano, finanziato da capitali statunitensi bisogna ammetterlo, sta creando un motore di ricerca semantico. Purtroppo è troppo poco.
Direi che ci sono diversi motivi. La facilità con cui negli USA si reperiscono i fondi per dar vita a nuove idee è il primo. La lingua è un fattore importante per la diffusione rapida. Magari nasce qualcosa in Giappone ma arriverà prima la versione americana. Le aziende più innovative e affermate sono poi tutte statunitensi, anche questo è un motivo.
L'intervista continua nella pagina successiva
[pagebreak]
Ci sono stati dei tentativi… tipo Jumpy…
Si ma Jumpy cos'era? era un portale copiato. C'era anche CiaoWeb, copiato da Virgilio, copiato da AOL. Le guide di superEva erano copiate da About.com. Per la verità ICTv è la prima web television europea, qui siamo stati i primi. Non l'abbiamo inventata noi, ma l'abbiamo proposta per bene. Per tornare al discorso di prima, gli USA sono bravi anche ad attrarre intelligenza: se uno ha una buona idea trova anche terreno fertile per farla crescere. Ricordiamo che anche i mezzi hanno la loro importanza, sotto l'ala di una azienda americana le cose sono più facili.
Adesso una domanda, non mia ma di Bill Gates. Gates è andato sul social network Linkdln e ha chiesto: “Come si potrebbe fare per rendere il mercato della tecnologia più appetibile per i giovani che vogliono fare carriera?” Tu come risponderesti?
Secondo me è tutto veicolato dal mercato. Meno risorse informatiche, migliori stipendi, migliori stipendi, maggiori risorse informatiche. Poi gioca il suo ruolo anche la passione, che spesso è il volano che permette di avvicinarsi a questo mondo. Ormai l'informatica fa parte del quotidiano, fino a qualche anno fa non era così diffusa, oggi far funzionare un computer è cosa di tutti i giorni. Avere a che fare con strumenti informatici e normalissimo.
Poi anche le tecnologie ci hanno facilitato. Joomla ora permette anche a chi ha pochissime conoscenze di aprire un sito, così come software estremamente facili e semplificati.
Quindi ci vorrebbe un approccio economico più che tecnico
Si. Assolutamente, il mercato di solito regola questi aspetti.
L'intervista continua nella pagina successiva
[pagebreak]
Un difetto della new economy è quello delle mode: un imprenditore rischia di puntare tempo, soldi e fatica su un'idea che piace enormemente al pubblico, ma che dopo pochi mesi viene completamente dimenticata. Navigando su Html ho letto: “L'accorta filosofia di sviluppo, impermeabile ai facili entusiasmi e alle immotivate depressioni retaggio della “new economy”, ha garantito una base solida ad una crescita sana. Come riuscite a capire quando un progetto non è una moda del momento ma un progetto su cui si può costruire qualcosa?
Queste sono spesso intuizioni dell'imprenditore, una persona che rischia il proprio patrimonio economico e personale in generale. Rischia con le proprie idee. Quando le aziende si ingrandiscono, il lavoro diventa di squadra, ma la decisione finale è sempre di uno. Nel nostro caso di Massimiliano Valente, fondatore di HTML.it e attuale Presidente.Spesso bisogna basarsi sulle proprie intuizioni anche quando non c'è un apparente riscontro.
Rischio imprenditoriale allo stato puro…
Certo<
br />
Il tuo primo approccio a Internet.
Personalmente ero incuriosito, era il 1998, sentivo che era nata questa roba…Internet. Ho inziato così a navigare, e fra le prime cose che ho visto, ero incuriosito dalle realtà romane, ho scoperto Html. L'ulteriore impulso è stata la comprensione delle tante cose che era possibile già all'epoca fare…
Cosa fa Mario quando non lavora?
Mi diverto in cucina e sto in famiglia, che comprende anche gli amici naturalmente
Cosa sai cucinare?
La matriciana… e la pizza rustica…
Fai un complimento a Mario Notaro
[ride e non risponde]
Fai una critica a Mario Notaro
Vuole fare troppe cose tutte insieme
Fatti un augurio
Un augurio ad Html. Sempre così.
Dimmi qualcosa che state preparando su Html che non potresti dirmi, ma me la dici lo stesso
Una importante novità editoriale nel mondo digitale
Bene Mario. Molto fiduciosi… aspettiamo
cod:119





0 comments
Aggiungi il tuo commento