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Intervista a Paolo Corsini – Editore di Hardware Upgrade


Buongiono Paolo e grazie della grande disponibilità. Vorrei cominciare con una mia curiosità personale. Dimmi, secondo te, perchè l'hardware appassiona così tanto gli utenti?

Buongiorno a te Roberto. Credo che la motivazione alla base di questo è che l'hardware è qualcosa di tangibile, qualcosa che può essere maneggiato con le mani e nel caso particolare dell'hardware informatico, rappresenta uno strumento che permette all'utente di interagire con qualcosa che è sostanzialmente intangibile come un computer quando viene utilizzato con sistemi operativi, programmi e quant'altro. Penso che la passione e l'interesse notevole per l'hardware che hanno molti utenti sia proprio legato a questo. In secondo luogo c'è tutto quello che è legato alle prestazioni. Ognuno vuole avere qualcosa che sia sempre più potente di quello che si ha: un appassionato di sci spende lira di Dio per comprarsi un nuovo set di sci tecnologicamente più avanzato, se uno compra una macchina vuole una più potente, magari non è capace di guidare o va molto adagio, ma lo fa per il fatto di poterla avere, la stessa cosa anche nel settore informatico. In questo caso la potenza del motore può essere espressa in modo più semplice rispetto ad altre tipologie di prodotti, nei quali una evoluzione tecnologica va di pari passo anche con l'abilità di chi la utilizza. Io posso comprare un paio di sci da gara, bellissimi, costosissimi, ma non sono capace di sciare, non vado veramente da nessuna parte. Al limite ci metto meno tempo a fare cose banali, ma potrò comunque sfruttare le migliori prestazioni.

Tu hai basato la tua carriera sull'hardware…

Non consapevolmente. Tutto è nato per una passione, essendo anche io fra quelli definiti “Enthusiast”, sono appassionato di tecnologia in generale e nello specifico di tecnologia informatica. Quindi, passando molto tempo on-line, sperimentando con il mio computer, e raccogliendo un pò di informazioni pubblicate da altri appassionati, ho aperto la mia home page personale e dando sfogo a questa passione, volendo scrivere, raccontare un pò di esperienza ad altri utenti appassionati come me, è nato quello che poi è adesso.

Questa tua considerazione è un'introduzione perfetta alla seconda domanda. Come si porta un sito, nato per semplice passione, a diventare così popolare?

E' stata esattamente la cosa per cui è nato tutto: la passione. Il web 10 anni fa era molto diverso rispetto a quello che è adesso e fra 10 anni sarà totalmente differente. In qualsiasi ambito nel quale si esprime l'ingegno e la capacità espositiva, i contesti cambiano, ma ritengo che ci siano delle regole di base che guidano la presenza di una persona all'interno di un particolare settore. Questo vale un pò per tutti gli ambiti, che siano legati ad una passione, che siano legati ad una professione. Nel caso specifico di Hardware Upgrade, di quella che è la mia esperienza, sicuramente c'è un discorso di passione, che dopo 10 anni… voglio dire…nell'arco della mia giornata lavorativa che è molto lunga, la cosa che preferisco in assoluto più di tutte di quelle che faccio è mettermi in laboratorio e testare prodotti. Pagherei pur di fare questo tutto il giorno… Quindi ritengo che debba esserci necessariamente come sottofondo un elemento di passione. Questo assieme alle esperienze delle persone che lavorano con me, le quali sono tutte legate da una passione per la tecnologia e quindi si trovano di svolgere una attività professionale che comunque le soddisfa dal punto di vista personale.

Ho visto tante realtà in questi anni che sono cresciute e hanno avuto magari grande successo, e ho visto che le realtà di successo erano sempre quelle legate alla passione. E' chiaro che la struttura economica serve perchè le persone lavorano per prendere uno stipendio alla fine del mese, possibilmente divertendosi, ma alla fine è quello lo scopo finale, ma laddove veniva a mancare la passione, mancava qualcosa… anche perchè l'utente non è molto stupido, capisce quando una persona scrive, racconta un'esperienza, e nel nostro caso regala consigli, capisce quando questo tipo di servizio che viene offerto è legato ad una passione personale molto forte, o a una situazione di tipo differente, più legata ad una logica di mercato.

L'intervista continua nella prossima pagina

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Adesso in rete si trova praticamente di tutto: software, hardware, telefonia…

No, no.

No? Davvero? Cosa manca?

Paolo Corsini, Editore di Hardware Upgrade

In generale nella rete non credo ci sia tutto. Mi viene in mente una cosa molto banale ma alla portata di tutti gli utenti. YouTube, tre anni fa, non esisteva. Proprio come strumento non si pensava a questa cosa. Ma non sono cambiati gli operatori di settore, è una realtà che invaso l'ordinarietà. Dire che sul web c'è tutto, è incompleto. Dal mio modo di vedere le cose: probabilmente internet è uno strumento informativo che è in continua evoluzione, e può adattarsi a quelli che sono gli interessi, le domande, le esigenze dei suoi fruitori, e di conseguenza reinventarsi in ogni momento, come il paragone di prima. Il web 10 anni fa era molto diverso da quello attuale, sia per le persone, sia per i contenuti, sia per gli strumenti che sono a disposizione adesso rispetto a quelli che c'erano 10 anni fa. L'elemento comune è sicuramente il fatto che c'è una persona, un insieme di appassionati, che per hobby o per professione, raccontano le loro esperienze e forniscono dei contenuti a chi poi naviga.

Ultimamente, c'è la novità dei multi-core. Però gli utenti dicono due cose: anzitutto con i software che abbiamo adesso, un quad-core è sprecato, e poi c'è un costo non indifferente. Ma i multi-core rimarranno ad essere usati sui computer della Nasa, o arriveranno un giorno anche ad essere usati dalla casalinga?

Partirei da due punti. Considerazione: “I Quad-core costano tanto”. Il quad-core dal costo più basso, se la memoria non mi inganna, viene 266 dollari. Vedendo il tasso di cambio inesistente, le tasse, lo sdoganamento, ci sono molti intermendiari, il costo è 250 euro. Poi ci sono i quad-core all'utente finale, io compreso. Un processore quad-core di Amd costa oggi attorno ai 180 euro. Sono prezzi relativamente popolari, che magari non vanno su tutti i sistemi, ma che permettono di generare un buon computer desktop. Si tratta di macchine di fascia medio-alta, adattissime per giocare e per moltissimi ambiti applicativi: quindi, primo mito da sfatare. I quad-core costano tanto, francamente no.

“Il quad-core non serve a niente da un punto di vista prestazionale perchè manca il software”: allora, faccio un paragone automobilistico che rende l'idea. Se io esco di casa con l'automobile, faccio tre chilometri e vado all'ipermercato, torno a casa e compro due sacchetti di spesa tutte le volte, la più scassata macchina va bene per me. Va benissimo una Smart. Se faccio il rappresentante di commercio, faccio 60mila chilometri all'anno, il 70% in autostrada, ho bisogno di caricare parecchio materiale per i miei clienti, la Smart potrebbe andare bene ma non è la soluzione corretta. Nel paragone, il quad-core può essere sfruttato dai software? certamente, ma non da tutti in forma piena. Ci sono alcuni software che non richiederanno poteziale operativo di quattro processori in parallelo, ce ne sono altri che non richiederanno potenziale operativo di due processori in parallelo. Altri ancora che con architetture a single-core sono assolutamente sovradimensionate rispetto alla potenzialità del calcolo a disposizione di un processore. Quindi in realtà
bisognerebbe sempre parametrare le offerte, cioè la potenza elaborativa e le prestazioni, con la domanda del tipo di software che devo sfruttare. Sono delle domande a cui si può rispondere con varie serie di test, confrontando le varie famiglie di processore disponibili e le differenti architetture. Quindi non si può posizionare un prodotto in senso assoluto.

In secondo luogo, oggi i quad-core, domani gli octa-core, in seguito, cambiando architetture, sistemi con tanti piccoli core, non è niente altro che il segnale di come l'evoluzione tecnologica stia cambiando quello che è l'approccio all'informatica di un certo tipo verso qualcosa di differente. Si tratta di innovazioni tecnologiche che permettono di arrivare ad un incremento della potenza lavorativa, rilanciando da una parte i costi, dall'altra i consumi. Se i primi processori quad-core sono stati lanciati nel novembre del 2006 al prezzo di mille dollari, ora siamo scesi ad un quinto del prezzo. L'anno prossimo potremo addirittura avere quad-core a 100 dollari.

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Il caso Seagate. In fase di montaggio degli hard disk per la nota società, le aziende cinesi hanno installato un trojan. Vorrei sapere: secondo te, è un caso isolato o c'è il rischio di una nuova tipologia di infezione, quella “preinstallata” sul pc appena comprato? e poi non ci sono dei controlli sui pezzi prima del commercio?

In questo caso mi è venuto in mente il proverbio: “La mamma degli idioti è sempre incinta”. Nel senso che non mi sorprende il fatto che qualcuno possa manomettere un prodotto che non è ancora stato immesso in commercio. Lo trovo un caso isolato, tecnicamente fattibile senza particolari problemi, non mi farei prendere dalla psicosi. Se è per questo ci sono psicosi molto più concrete. I controlli ci sono, sicuramente i controlli devono seguire l'evoluzione tecnologica: se i software antivirus tre anni fa erano scritti e sviluppati in un determinato modo, e ora sono inadatti ai malware perchè troppo vecchi, lo stesso approccio deve essere seguito per coloro che producono dispositivi nei quali, potenzialemente, i virus si possono installare. E' necessario che queste aziende inseriscano all'interno dei loro processi produttivi alcune forme di verifica per scongiurare qualsiasi tipologia di intromissione.

Credo che questo tipo di episodi debbano essere un campanello d'allarme per i produttori, è indubbio che presto o tardi si sarebbe arrivati a questo, quindi anzichè eseguire qualcosa di non controllato su un sistema da remoto, ora qualcuno può operare direttamente sul sistema senza destare sospetti. Credo che mentre si tende a pensare che il pericolo nasca nel momento in cui il pc è collegato alla rete, questo episodio deve far riflettere sul fatto che in realtà un pc è sempre vulnerabile, sicuramente in modo molto più difficile nel momento in cui vengono seguite alcune evoluzioni degli strumenti di gestione.

Quali sono i tuoi hobby?

La mia famiglia. Passando troppo tempo al pc, quando mi libero la prima cosa che cerco di fare è staccarmi dal pc. Il vero problema è che chi mi sta vicino poi si lamenta che ho poco tempo libero. A parte la battuta… neanche poi tanto una battuta, i miei hobby rimangono legati a tutto quello che riguarda la tecnologia. Slegata dal lavoro, mi resta la passione legata alla fotografia, anche qui sia dal punto di vista del software, sia dal punto di vista tecnico legato all'hardware, e sono sicuramente appassionato di motori. Due ruote un pò meno… molto di più le macchine, perchè comunque uno invecchiando tende a stare più sulle quattro ruote. E poi una passione per la musica che ho sempre avuto: sia ascoltata che suonata…

Cosa suoni?

Nel poco tempo che ho, che ultimamente è sempre meno, suono la batteria. Suonavo in un gruppo con una delle persone che lavorano con me, che ha fatto il mio chitarrista per tanti anni. Quando tiriamo fuori questi vecchi discorsi, a qualcuno viene magari un pò l'occhio lucido, perchè manca il tempo, però ho suonato per parecchio tempo e mi piacerebbe poterlo fare un pò di più. Anche se la batteria è uno strumento un pò disgraziato, nel senso che richiede oltre alla passione, oltre al tempo, anche un luogo molto lontano dagli altri perchè si fa parecchio rumore, purtroppo.

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Ma pensa…andavi in una sala o in un garage?

Andavamo in una saletta, in un locale dato da un amico. Poi è mancata la saletta e si è fatta un pò di fatica. Abitando poi in una zona lontano dalle città, non ci sono neanche strutture dove poter andare a suonare la sera. Ce ne sono… però… devi prendere la macchina per andare a suonare, e a uno gli passa un pò la voglia.

Il proverbio dice: “Italia, paese di santi, poeti e navigatori”. Nella firma del tuo account nel forum di HWU tu scrivi: “Italia la mia patria. Terra dove tutti sono commissari tecnici, piloti, politici, gestori di siti web e sistem admin”… ora tu mi devi dire come hai fatto a scegliere questa firma…

Guarda, la firma nasce da una considerazione. In 10 anni la rete è molto cambiata, e una cosa che non mi piace personalmente è come sono cambiati gli utilizzatori della rete: 10 anni fa, quando pubblicavo un articolo, gli utenti mi dicevano “Hai fatto bene, hai fatto male”, “vorrei capire di più questo pezzo che hai scritto”… era una interazione incredibile con gli utenti. Ti faceva capire quanto fosse importante scrivere bene un pezzo. Prima c'era un approccio molto stimolante. Ora ci sono molte persone che si credono un pò depositari della saggezza assoluta. E quindi si prendono la libertà di commentare un pò quello che vogliono. E da lì è nata la firma.

E' nata perchè quello che io vedo fra i nostri utenti è un comportamento che si può paragonare alla situazione del lunedì mattina, dopo che ha giocato la nazionale, dove tutti si sentono un pò commissari tecnici. Piloti, perchè sono tutti bravi a dare giudizi sugli altri salvo poi dimostrarli, politici, anche qui la stessa cosa, gestori di siti web, nel senso che è un comportamento un pò all'italiana, nel senso che diciamo “quanto saremmo bravi al posto di quell'altro” e non ci si rimbocca le maniche. Io ho ricevuto migliaia di consigli su come avrei dovuto mandare avanti il mio lavoro, tutte le volte rispondo dicendo: “Grazie, ma perchè al posto di darmi consigli, regalarmi queste perle di saggezza, non apri un sito da te, e non diventi un editore di successo?”. Io ho provato da solo, e sono arrivato con le mie forze, e non penso di essere tanto meglio della media.

Sistem admin, perchè ci sono nella gestione di Hardware Upgrade delle tecniche per la gestione del traffico degli utenti, e magari ci sono disservizi nel forum per trenta minuti e gli utenti poi arrivano a dire: “Dovevate fare questa cosa, dovevate fare quest'altro”, proprio perchè si credono depositari un pò della ragione, è come se io pretendessi di andare in un'azienda che fa scarpa a dire come fare il loro mestiere, e non ho la più pallida idea di come si faccia una scarpa. Io non mi permetterei mai di andare a dire ad una persona cose del genere, on-line invece, magari il fatto di sentirsi un pò leoni da monitor… uno si sente protetto e sicuro nel suo anonimato e quindi si permette di sparare un pò a zero su tutti, e magari di persona uno non si permetterebbe mai.

Questo è un pò un problema delle depersonalizzazione di internet. Uno dice che ha tanti amici… ma quante mani hai stretto di questi amici? io per un amico do la vita, uno che ho conosciuto on-line non so chi è… magari gliela do lo stesso, però almeno vorrei guardarlo negli occhi.

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ina

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Rimanendo nel discorso… come admin di HWU, quanto conta la community per il successo di un sito? è importante come lo sono i contenuti, di più, di meno…

Ci sono vari livelli. Da un punto di vista del tipo di lavoro svolto in redazione risponderei su due livelli: come motivazione per fare quello che faccio, niente. Nel senso che la motivazione viene prima degli utenti. A noi interessa fare informazione oggettiva. Se poi ci vedono delle persone bene, ma se non lo fosse, il nostro ego è più che soddisfatto. Da un altro punto di vista, la community è importante… il più bell'articolo del mondo, se non lo legge nessuno, non ha molto senso. Di conseguenza il ruolo della community è sicuramente importante. Community in questo caso ha l'accezione di “coloro che leggono Hardware Upgrade”, che sia un utente che viene per caso, legge un pezzo interessante e poi non viene più, che sia un utente che legge tutti i giorni il sito, tutti e due sono importanti allo stesso modo. Poi ci sono utenti che ci seguono giornalmente e che conoscono bene quello che facciamo e che hanno un peso diverso, sono quelli che sono più nel contesto della community. Ma in qualità di editore non discrimino se un utente viene sempre o no. E' importante però che l'esperienza informativa che ha avuto da noi sia stata sufficientemente valida, questo per me è importante.

Dal punto di vista economico, la community è importante sì e no…il fatto di avere una community importante dà la percezione di quello che è il traffico di un sito. Da un punto di vista pubblicitario, c'è invece un impatto un pò più negativo, nel senso che un utente che va nel forum, magari esperto, snobba e salta i messaggi pubblicitari. A volte sentiamo di utenti che utilizzano Firefox e disabilitano i banner perchè annoiano. Premesso che c'è pubblicità e pubblicità, noi cerchiamo pubblicità non invasive, e poi mi viene un pò da ridere quando sento questi discorsi perchè l'utente non capisce che proprio quella pubblicità permette lui di usufruire di quel servizio senza pagare niente. E' un problema di mentalità. Forse sono io che generalizzo, ma mi sembra un atteggiamento un pò strano, di quello che cerca sempre di avere tutto gratis.

Due domande a bruciapelo: sei religioso?

Sì, e anche molto. Abbastanza… a volte mi dimentico un pò… pero sì.

Ripeti cinque volte “Tigre contro Tigre” più velocemente che riesci

“Tigre contro Tigre”
“Tigre contro Tigre”
“Tigre contro Tigre”
“Tigre contro Tigre”
“Tigre contro Tigre”

Eh… la mia R è andata a farsi benedire.

Bravo, bravo. Allora dimmi questo: molti utenti si chiedono, come mai nel campo software c'è un monopolio di Microsoft (al 99%), e nell'hardware nessuno riesce ad occupare il mercato completamente?

Premesso che non vedo Microsoft al 99% nei sistemi operativi, in primo luogo c'è Apple che guadagna terreno, in secondo luogo vedo molte applicazioni workstation basate su Linux, sul piano hardware è difficile dare questa risposta. La vedrei in questo modo: per entrambre le tipologie di realtà, le tecnologie legate ai processori o all'hardware in generale e le tecnologie legate ai sistemi operativi, si tratta di prodotti che richiedono tempi di ricerca e di sviluppo incredibili. Noi diciamo: “Un sistema operativo Windows” ecco, è un sistema che ha avuto una gestazione di 4-5 anni. In realtà non è proprio semplice sviluppare i prodotti hardware. Con il ferro, l'evoluzione tecnologica hardware ha sicuramente dei punti di partenza diversi.

Ci sono architetture e design differenti quindi uno può scegliere una strada di un certo tipo privilegiando alcune capacità prestazionali su altre e quindi fare un processore o una architettura di un certo tipo. Sui sistemi operativi si può fare la stessa cosa ma ci sono più paletti, perchè comunque è un percorso più guidato. Fortunatamente c'è maggiore contrapposizione fra due segmenti dell'hardware cioè due sottoclassi di prodotti, i processori e le CPU. Forse ci sono sistemi molto differenti che possono fare le stesse cose, il gioco pinco pallino funziona su più prodotti dell'azienda A e dell'azienda B, ma con risultati prestazionali di tipo diverso. Un sistema operativo per sua natura, salvo cambiamenti particolari, resta tale per un tempo molto lungo, e l'esperienza che offre è quella standardizzata su tutte le macchine.

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Da un punto di vista storico, ai tempi quando Microsoft sviluppò l'MS-DOS e successivamente si è passati alle prime versioni di Windows, c'è stata una standardizzazione… il punto di svolta secondo me è stata Windows '95, dove la grafica decisamente più avanzata ha decretato il successo in larga scala di questo SO perchè si usava una interfaccia molto accessibile anche ad un utente non esperto. E' la situazione del monopolio, con tutti i pro e i contro, nel settore dei processori Intel si sta riprendendo negli ultimi 8 mesi, da una situazione nella quale la concorrente AMD l'ha sostanzialmente sopravanzata da un punto di vista tecnologico con prodotti molto più validi… e questo è durato perlomeno 3 anni.

Non vedo una situazione simile nel mercato del software, perchè comunque la competizione potrebbe spingere verso lo sviluppo di soluzioni più complete… ecco, Apple potrebbe cambiare un pò questa situazione, ma Apple gira su piattaforme che sono un pò diverse dai pc, non si può installarle sui pc e questo frena un pò… se Apple decidesse di diventare un'azienda dedita allo sviluppo solamente di sistemi operativi e non legate all'hardware, allora credo che potrebbe portare una maggiore diffusione contro Microsoft, ma non credo che Apple seguirà queste linee perchè si è creata la sua nicchia piuttosto ampia e la porta avanti.

Per concludere, proprio parlando di Apple… in quando ad hardware, come ha fatto la Apple, pur avendo, specie prima dei sistemi basati su Intel, costi nettamente superiori rispetto al Pc, e senza la possibilità di “smanettare” sull'hardware come con un pc, a concquistare tutto il mercato business?

Dai miei dati, l'affermazione che Apple domini il mercato business è assolutamente molto lontana dalla realtà. Apple nel settore desktop e workstation e notebook ha incontrato il mercato consumer. Nessun prodotto Apple è destinato al business. Poi che utenti business ne facciano uso, assolutamente, ma siamo nell'ordine del 4-5%.

Ci sono alcune nicchie di mercato nelle quali Apple, nel mercato professionale, ha una penetrazione molto più ampia di quella che è la linea classica di mercato. Ad esempio, le workstation per la grafica e montaggio video. A monte c'è una motivazione molto semplice che è l'elemento software. Ci sono una serie di maggiori prestazioni Mac, per cui l'utente si rivolge a Apple per un prodotto più veloce per questo tipo di applicazioni. Poi la cosa si è standardizzata, e quindi è poi la parte software a fare la differenza. Sul mercato business in generale, magari, dal parrucchiere, o in un negozio, uno ha bisogno di un computer per fare un pò di contabilità in croce, Apple vince non per le applicazioni, ma esclusivamente per il design, un prodotto bello da vedere. Quello che Apple sta facendo e sta facendo con Ipod e Iphone è puntare nell'interazione fra tecnologia, buon software e design: il prodotto Apple interessa l'utente non specializzato perchè è bello, e non perchè l'utente trova un vantaggio nel sistema operativo della casa di Cupertino.

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