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Intervista ad Antonino De Lorenzo – Direttore Dipartimento di Nutrizione all'Università Tor Vergata in Roma


Dott. De Lorenzo, lo sviluppo dei prodotti OGM viene ostacolato da parecchi dubbi proposti sia dagli stessi genetisti, che dai nutrizionisti… a Suo parere, nella situazione attuale e considerando le odierne obiezioni a livello scientifico sugli OGM, quali punti dovrebbero essere definitivamente chiariti, quali problemi andrebbero definitivamente risolti al fine di poter considerare gli OGM degli alimenti perfettamente sicuri come i prodotti tradizionali?

Oggi gli Ogm, da un punto di vista della ricerca, presentano molte caratteristiche intriganti perché a noi ricercatori che viviamo di curiosità pongono una serie di prospettive molto interessanti. Dal punto di vista della sicurezza alimentare, queste caratteristiche diventano dei dubbi, delle perplessità. Oggi noi sappiamo che un alimento deve passare un vaglio che è duraturo nel tempo, deve avere un impatto sulla popolazione che lo consuma per lungo periodo. Deve avere insomma quelle caratteristiche di sicurezza, che gli Ogm oggi non hanno nella maniera più assoluta. Noi come nutrizionisti siamo per esempio impegnati a promuovere un modello di dieta che è sicuramente salutare, che viene fuori da un ricerca durata cinquant’anni, che è la dieta mediterranea, che ha delle caratteristiche nutrizionali importantissime fra cui la sicurezza alimentare, determinata in gran parte dalla coltivazione biologica.

Queste caratteristiche, sperimentate per lunghi anni, sulla popolazione, definiscono una dieta salutare. Quando si parla invece di integrazione o sostituzione con alimenti geneticamente modificati generalmente tutti questi criteri di sicurezza in qualche modo saltano. Basta pensare che esiste per convenzione fra i nutrizionisti una dose giornaliera accettabile che, assunta per tutta la vita, non provoca effetti nocivi, dose che di molti alimenti Ogm non abbiamo.

C’è un problema ancora più importante: un livello minimo di effetto osservato, un livello senza effetti nocivi osservabili che per questi prodotti Ogm ancora nella nostra dieta non esiste, e non esiste un sistema per rilevarli, non esiste chi ne controlla l’assunzione con la dieta, non è in essere un sistema di rete in grado di garantirla. Questo resta una importante questione di politica nutrizionale nel nostro paese.

Ma allora un normale consumatore per avere informazioni su un prodotto OGM che avrebbe intenzione di assumere a quali istituzioni statali o scientifiche dovrebbe fare riferimento?

Guardi, ci sono dei momenti importanti in cui la sicurezza alimentare viene delegata ad enti istituzionali, come l’EPSA, Ente Europeo per la Sicurezza Alimentare. L’Agenzia Italiana della Sicurezza Alimentare è tarda a partire, l’Istituto Superiore della Sanità per alcune cose riesce a dare delle informazioni, i centri di ricerca universitaria vagliano e valutano i risultati della tossicologia, ma manca del tutto un ente indipendente che riesce a comunicare correttamente le informazioni. Noi avevamo promosso a suo tempo un Osservatorio per la formazione di un consumatore consapevole ma la politica non è matura per recepire queste istanze.

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Lei è soddisfatto dell’informazione alimentare che c’è adesso in Italia?

No, è assolutamente insufficiente, è carente: come le dicevo prima non esiste un ente indipendente, come invece in America dove alla domanda del consumatore vengono fuori dei position paper, una posizione ufficiale, dove ricercatori, scienziati e medici, comunicano il rischio e comunicano anche l’informazione corretta. L’idea che io ho già proposto a livello istituzionale è quella di costituire un osservatorio del tutto indipendente per rendere il consumatore consapevole ed orientarlo verso un consumo salutare.

Che differenza c'è fra il mandarancio, incrocio fra mandarino e arancio, gli incroci in generale fatti dagli agricoltori, e gli OGM, dal punto di vista tecnico-genetico?

La cosa interessante dal punto di vista nutrizionale è che il mandarancio può sommare qualità nutrizionali sia del mandarino che dell’arancio. Il prodotto Ogm invece, come è stato segnalato da Carlo Leifert, ha il 40/60% in meno di antiossidanti, zinco e ferro. Questo significa che se uno assume, come avviene in America, un latte geneticamente modificato per ottenere la stessa qualità nutrizionale, dovrà assumere una porzione in più di frutta, verdura e ortaggi con un problema non indifferente dal punto di vista del costo, per soddisfare il fabbisogno giornaliero salutare.

Ma..non stiamo osando troppo nei confronti della Natura?

E’ un azzardo, è un rischio serio quello che noi stiamo correndo; per fortuna le tecnologie per poter porre una corretta valutazione dell’effetto degli Ogm ci danno una mano: oggi con la nutrigenomica noi possiamo valutare la regolazione dell’espressione genica, e definire l’assunzione di alimenti modificati, però questo è ancora un lavoro tutto da sviluppare. Gli Ogm ad oggi, per quello che noi abbiamo osservato come ricerca, hanno qualità nutrizionali inferiori. Oltretutto non risolvono (questa è un’opinione politica, perché gli Ogm sono essenzialmente un problema politico) parecchi problemi: oggi noi dobbiamo e vogliamo garantire una buona salute a tutti, questo è un diritto importante, e sappiamo quali sono gli alimenti, qual è il modello alimentare di riferimento e non si capisce perché bisogna insistere sugli Ogm e non proporre una dieta salutare, come quella mediterranea, di riferimento, privilegiando sempre la freschezza del prodotto. Sappiamo bene che quell’ ottavo della popolazione che soffre la fame può essere aiutato ridistribuendo l’eccesso delle derrate alimentari.

Se ci fosse un referendum per far circolare in Italia gli OGM nella più totale libertà, come negli USA, voterebbe a favore o contro?

Contrario, perché non ritengo che ci siano ad oggi i criteri di sicurezza per poter diffondere questo tipo di alimento: credo che ci siano invece tutti i criteri per promuovere i nostri prodotti, i prodotti del biologico, con sicurezza rispetto all’Ogm.

Mi dice qual'è il posto più bello dove è stato?

Ho avuto la fortuna di girare un po’ il mondo… credo che un posto bello dove sono stato è il ritorno alla mia terra, questo “Sfasciume” Pendulo nel Mediterraneo, che mi dà sempre forti emozioni. La mia terra è la Calabria.

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Faccia un complimento a De Lorenzo

E’ un testardo

Faccia una critica a De Lorenzo

Una critica forte è la mia generosità… questa è una contraddizione, mi porta ad essere vittima di falsi amici che approfittano della mia disponibilità

Si faccia un augurio

Io mi voglio fare un solo augurio… vorrei stare con i miei figli almeno per Natale perché un destino cinico e crudele me li ha portati via… e sono la ragione della mia vita… Mario e Allegra

Com’è la vita di uno scienziato?

Guardi… è una vita estremamente eccitante, ricca di emozioni, ma è anche una vita spesso fatta di solitudine e rinunce.

E’ contento di fare questo lavoro?

Assolutamente sì

Se i suoi figli volessero fare il Suo lavoro sarebbe contento?

Il mio augurio per loro è che la loro vita sia nella serenità e nella disciplina, poi il resto… Volevo che mia figlia facesse il medico ma… sa come sono le mamme… fanno il lavaggio del cervello…le portano lontano dai padri.

Ma cosa vorrebbe fare?

Ma no… mia figlia ha dieci anni, ma credo che sia orientata verso tutt’altra formazione.

Qual è il suo piatto preferito?

Ah, ah, ah, una domanda difficile… il mio piatto preferito… è la pasta con le melanzane, gli spaghetti alla Norma. Le posso dire anch
e la ricetta.

Si dai ce la dica

Ma, io la faccio con una pasta che non è in commercio, si chiama stroncatura, fatta con il 60% di farinella, melanzane amara, basilico nano, ricotta salata e pomodoro fresco. E saltata in padella.

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Buona, ora che me l’ha detta la faccio anch’io. Peccato che la pasta che usa non è in commercio…

Ma vanno bene gli spaghetti, quelli della Barilla vanno bene, anche se il grano non so se sia geneticamente modificato o no

;)

C’è un consiglio che vorrebbe dare a quelli che si preoccupano di mangiare bene?

Noi riusciamo a definire con precisione il fabbisogno calorico del singolo individuo, ma soprattutto studiando e valutando la composizione corporea, cioè quanto grasso, e come è distribuito, quanta massa muscolare e quanta massa ossea, a definire una dieta assolutamente salutare che ci fa raggiungere e mantenere la stato di salute senza grandi rinunce.

Quali progetti sta portando avanti?

Noi abbiamo scoperto di recente una sindrome, la Normal Weight Obese Syndrome (NWO) che sostanzialmente è una sindrome che non era mai stata segnalata in precedenza, una sindrome al femminile tipica di donne di peso normale ma obese, caratterizzata da un’infiammazione cronica di basso grado. Che cos’ha in particolare? La sindrome è caratterizzata da peso ed indici antropometrici normali, ma da una ridotta massa muscolare ed un aumento della massa grassa, predisponendo al rischio nell’età adulta di malattie cronico-degenerative. Infatti, risultano alterati i principali indici di rischio cardiovascolare, legati ai valori di trigliceridi, di colesterolo HDL e LDL; alterati anche i parametri infiammatori quali le citochine infiammatorie, la proteina C reattiva, e l’omocisteina. Mutazioni di alcuni dei geni per i mediatori dell’infiammazione e di quelli implicati nel metabolismo dell’acido folico aumentano il rischio di malattie cardiovascolari e di tumori solidi, dell’apparato gastroenterico e colon.
Oltre la predisposizione genetica gioca un ruolo importante lo stile di vita. Comportamenti a rischio sono un’alimentazione ricca di grassi e la sedentarietà, fattori modificabili in maniera mirata.

Una persona che stima

Oh, così, tout court?

Stimo molte persone, ma stimo molto una persona di cui preferisco non fare il nome perché è una donna, e questo potrebbe creare forte imbarazzo

Il periodo dell’anno che le piace di più…

La primavera

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C’è una scoperta scientifica che vorrebbe fare?

Eh, tante. Molti gruppi americani hanno scoperto prima di me, cose che io ho dovuto scoprire, cose che stavo studiando… ma loro sono arrivati prima. Ma sul singolo fenomeno siamo arrivati prima noi.

E’ vero che gli americani nella scienza sono più bravi di noi?

Gli americani nell’organizzazione sono i primi nel mondo, per il modo di organizzare il sistema ricerca, per il modo di utilizzare la ricerca , di investire capitali nella ricerca, sono i primi del mondo. Per quanto riguarda il potenziale umano credo che gli italiani non hanno nulla da invidiare a nessuno. Quando sono andato alla Columbia University, il mio laboratorio era una piccola cosa, nel giro di dieci anni sono state fatte però delle cose importanti, tanto che loro sono venuti anche da noi per vedere quello che facevamo. Ammiro molto il sistema americano.

Un’intervista piacevole, anche perché passiamo da dettagli tecnici a ricette di cucina con una velocità impressionante.

Sì, stiamo parlando di cose serie, fra cui quello che è il principio della democrazia, perché il problema degli Ogm è chi ne detiene le sementi, e del diritto alla salute, il diritto alla salute dice che l’accesso ai cibi di qualità è una garanzia per la salute e quindi i nuovi poveri sono quelli che non hanno accesso al cibo di qualità. Per questo dobbiamo fare un grandissimo sforzo, tutti devono fare la propria parte, ricerca, i mass-media, politica, per garantire l’indipendenza, salvaguardare la democrazia e sostenere chi ha bisogno.

C’è qualche scoperta scientifica che viene ostacolata dalle industrie?

Ho visto 20 anni fa al CNR un motore girare con una miscela di alcool, senza aggiunta di benzina. Però ovviamente nessuno la tira fuori, so di qualche difficoltà delle multinazionali per contrastare la diffusione di questa scoperta. Questa è una cosa che… ho visto delle macchine camminare così già vent’anni fa. Il problema eventuale è come produrre gli alcol, ma la ricerca può fare tanto; l’eccedenza agricola dei prodotti di scarto, tutto quello che noi buttiamo nell’immondizia, può essere trasformato in alcol.

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