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lntervista a Lorenzo Forti – IT Manager di Html.it


Buongiorno Lorenzo. Ringraziandoti per questa intervista, ti chiedo: sembra che il web sia nato 1.0, nel senso: il webmaster offre dei contenuti, l'utente li legge. Ora si sarebbe arrivati al web 2.0: il proprietario del sito offre una piattaforma, e gli utenti aggiungono, modificano o cancellano il contenuto. A guardare YouTube si direbbe che è un sistema estremamente efficace. Ma ha qualche difetto, secondo te, questo web 2.0?

Lorenzo Forti

Indubbiamente sì. Dal punto di vista tecnico, ritengo che il difetto più grande del cosiddetto web 2.0 sia proprio il suo nome: lo sbaglio sta nell'avere etichettato un generico stato di Internet, proponendolo come una rivoluzione che dà un taglio netto al passato. Personalmente, mi ritrovo fra quelle persone che sostengono la non esistenza del web 2.0, o meglio, il 2.0 altro non è che la naturale trasformazione del www. E' vero che oggi possiamo editare contenuti e partecipare attivamente alle comunità, ma questo non è altro che una semplice evoluzione degli strumenti che prima erano già presenti. Facciamo riferimento per esempio alla BBS, in cui c'era una partecipazione degli utenti in una sorta di forum, che poi si è evoluta come strumento assumendo la forma che conosciamo oggi, il che non ha fatto sì che si parlasse di web 2.0 o 1.5. Dal punto di vista tecnologico, si è passati solamente ad una naturale evoluzione degli strumenti presenti prima, un pò come succede quando c'è una nuova versione del linguaggio, da Php 3 a Php 4 o da Asp a Asp.net: non c'è una vera e propria rottura con il passato, dal punto di vista tecnico è naturale essere passati all'utilizzo di Ajax, Xml e Rss che poi sono tecnologie che già esistevano nel passato, non sono nate due anni fa.

La stessa cosa per quanto riguardo l'ambito strettamente sociologico: il blog, che poi è lo strumento principe del 2.0, non è altro che l'evoluzione dei siti web personali. Già prima, 10 anni fa o qualche tempo dopo, c'era la voglia di conoscere nuove persone e far leggere al mondo le proprie idee, solo che oggi tutto questo è molto più facile. Se prima l'utente per condividere le proprie foto doveva saper costruire un sito in html, oggi basta registrarsi a siti come YouTube piuttosto che ad una comunità di condivisione foto… ed ecco che forse non c'è una enorme rottura con il passato, si è solamente andati avanti nel cammino intrapreso tanti anni fa.

Come difetto, direi che l'aver inflazionato questo nome ha portato ad abusare degli strumenti classici del cosiddetto web 2.0: sembra quasi che oggi non si possa pubblicare un sito senza il feed rss per qualsiasi occasione o Ajax o altri strumenti che spesso non sono necessari. Attenzione, non sono contro le tecnologie, anzi, dico solo che sono contro gli estremismi. Dover pubblicare un sito nel nome di web 2.0 e riempirlo di tool che sono caratteristici di questa cosiddetta era moderna, in molte occasioni porta a creare confusioni all'utente. Diciamo che ad oggi abbiamo strumenti interessanti che fino a qualche anno fa non c'erano: utilizziamoli con parsimonia. Abbiamo un pò voluto enfatizzare questa cosa, e abbiamo dei siti con dei tool non necessari e superflui, e molti siti che poi si assomigliano data la presenza di stessi strumenti.

L'intervista continua a pagina 2
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Tu sei indubbiamente uno dei webmaster migliori del web italiano e…

Ah, dai, bè, esagerato. Apprezzo comunque il complimento… Diciamo che ho avuto la possibilità di farmi conoscere, questo sì.

…e allora, dalla tua esperienza vorrei dirti: tutti gli utenti che vogliono aprire un sito devono studiare o utilizzare strumenti tecnici. però… diciamo… niente che uno non possa imparare leggendo o chiedendo nei forum tecnici. Ma io vorrei sapere qualcosa che nasce dall'esperienza umana del webmaster e non si trova scritto in giro. Cosa fa un bravo webmaster? a cosa pensa? cosa valuta? a cosa sta attento?

Mi permetto un attimo di porre l'accento sulla parola webmaster, che hai usato in questo caso. Rispetto a 10 anni fa, che poi è la data in cui mi sono affacciato su Internet, il webmaster era un'unica figura che portava avanti tutto il processo di realizzazione di un sito: si occupava del contatto con il cliente, della realizzazione grafica, del codice, della redazione dei testi. Oggi non è più così, perchè c'è un livello di specializzazione altissimo e quindi darei quasi per defunta la figura del webmaster in quanto factotum del web. Per quanto riguarda il secondo aspetto, credo che sia importante specializzarsi in un determinato ambito o meglio specializzarsi in un ambito rispetto ad altro, concentradosi ad esempio sulla programmazione: in quel caso non sarà necessario conoscere programmi di grafica come Photoshop anche perchè poi a tutt'oggi, visto il livello di specializzazione di certi software, è molto difficile che si raggiunga un alto livello sia in ambito di programmazione che in ambito grafico, è difficilissimo ad esempio conoscere Photoshop al 100%. Un cosiddetto webmaster deve poi sapersi guardare in giro, deve avere la percezione di quello che sta succedendo in rete, deve sapere che cosa sia una tagcloug o un cms, anche perchè l'utilizzo oggi è anche abbastanza semplice.

Ma, ripeto, deve sapersi specializzare, anche perchè sarà facile per un programmatore incontrare un grafico che faccia al suo caso, basta andare in una comunità di social networking e le due figure si incontreranno facilmente, compensandosi. Penso, visto che il mercato richiede figure professionali che una volta non c'erano e livelli di specializzazione altissimi, ci si debba concentrare su uno specifico campo. Se si vuole fare il programmatore ci si concentrerà sui linguaggi più utili per la costruzione di siti web, se si vuole fare il grafico bisogna concentrarsi su altri programmi, fermo restando che un'occhiata su quello che accade attorno è necessaria.

L'intervista continua a pagina 3
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Internet è globale. Ma l'Internet italiana non ti sembra un pò chiusa in se stessa?

Sì, da un punto di vista comunicativo l'unico grande handicap per il nostro paese e dunque per la nostra rete è la lingua. Proprio perchè l'inglese è la lingua ufficiale della rete, i nostri contenuti sono in un certo senso penalizzati: credo che in Italia ci siano realtà buone per quanto riguarda il contenuto, ma che siano rimaste chiuse proprio per la questione della lingua. Sarebbe interessante se ci fosse uno strumento efficace, non come i traduttori di oggi, che possano tradurre in modo istantaneo un sito dall'italiano all'inglese.

Lorenzo Forti in versione Matrix

Spesso mi capita di pensare che se Html potesse essere tradotto sarebbe in grado di ritagliarsi una buona fetta anche oltreoceano. Ancora non è possibile realizzarlo anche perchè in Italia manca la voglia, il tempo per poter tradurre un sito di grosse dimensioni. Va da sè che l'operazione non solo costerebbe molti soldi ma potrebbe portare via anche parecchio tempo: è proprio questo l'unico neo dell'Internet italiana, non sono i contenuti, anzi, spesso i contenuti italiani possono essere superiori a contenuti americani dove la diffusione di internet è sicuramente maggiore. Poi questo discorso dell'internet italiana può essere fatto anche da un punto di vista più tecnico, riguardo la banda larga. In Italia abbiamo ancora grossissimi problemi di banda, finchè non saremo raggiunti tutti dall'Adsl, saremo sempre un pochino in ritardo, basti pensare ai prezzi, basti pensare ch
e in parecchi posti in Italia ancora internet non raggiunge tutti oppure si spera sempre di non avere problemi di connessione perchè contattare il proprio operatore è un'operazione che spesso porta stress e non si risolve nulla. Questi sono forse i caratteri che fanno dell'internet italiana un'internet un pò chiusa in se stessa.

Tu sei conosciuto come Saibal. Ha un significato questo nick?

Nel 1999, quando un mio amico venne a casa mia per farmi la registrazione a Tiscali, mi chiese un nick. Proprio qualche giorno prima avevo letto un libro che parlava di un capo indiano, di nome Saibal e non sapendo cosa mettere, perchè Lorenzo era già occupato, decisi di mettere Saibal: da quel momento è diventato il mio nick, che ha la fortuna di essere davvero poco diffuso. Saibal è un nome che si può trovare spesso in India, ma in Italia no, ho un nick abbastanza riservato.

Qual'è la tua giornata lavorativa?

Sempre troppo corta e piena di imprevisti purtroppo. Di base il mio lavoro giornaliero è portare avanti progetti a lunga scadenza, che pianifichiamo in ufficio. Si tratta di siti che ovviamente non nascono in un giorno, ma sono il frutto di un lungo processo di elaborazione. Insieme a questo devo far fronte a tutte le cose che accadono durante la giornata: si rompe un server, bisogna programmare una nuova campagna sponsor, tutte cose che non si possono prevedere. Per fortuna sono supportato da un team di tecnici che è veramente uno dei migliori del web. Infatti paragono spesso Massimiliano Valente, il nostro Boss, a Moratti che quando trova un campione in giro per il web, sicuramente propone una collaborazione.

L'intervista continua a pagina 4
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Ho fatto un giro sul tuo sito… Lorenzone.it.

Ah

Dal momento che abbiamo un certo livello di amicizia mi permetto di dirtelo: Il motto del tuo sito ti rispecchia

Eh, eh, ti ringrazio, è un complimento

Però ho riso mezz'ora…

Purtroppo non ho più il tempo di aggiornarlo come vorrei, perchè il livello di specializzazione del nostro network si è parecchio alzato. Prima avevo il tempo di scrivere molte cose, adesso non più. Speriamo in un futuro migliore.

Sempre sul tuo sito ho visto che ti piacciono le candele. Cosa trovi di bello nelle candele?

E' l'unica collezione che faccio, ho iniziato per caso, perchè c'è stato un anno che, non so perchè, tra Natale e il mio compleanno ho ricevuto diverse candele, magari andava di moda quell'anno… Mi sono piaciute perchè sono colorate, arredano ma non sono pesanti come arredamento e ho una collezione di circa 80 candele che adesso sinceramente non so più dove mettere, perchè non le accendo. Ho provato a collezionare anche figuracce, qui in Html.it, poi mi hanno stoppato perchè ne ho fatte veramente tante, quindi ho avuto una sorta di ultimatum.

Ah, ok, capisco… Un'altra cosa, davvero curiosa. Se io cerco una guida di Html, Php o C, si trovano moltissimi testi simili. Perchè l'informazione che dà Html ha successo?

I fattori che hanno decretato il successo di Html.it sono tanti. Indubbiamente abbiamo al timone un capitano che ci ha portato fino a questo punto e uno dei suoi tanti pregi è stato quello di guardare parecchio avanti. Per esempio, lanciare un progetto come la tv in Internet in Italia poteva sembrare abbastanza avventuroso, adesso veniamo ripagati dello sforzo profuso in questo progetto. Già in passato Massimiliano Valente ha sempre cercato di andare avanti, non fermarsi mai. Magari un successo poteva far rilassare più del dovuto qualsiasi altra azienda, noi abbiamo invece sempre reinvestito tutto quello che di buono ci aveva portato il precedente lavoro.

In più c'è una redazione e una rete di collaboratori esterni che non ha eguali. Quando troviamo una persona che è in grado di fornire dei contenuti originali – questa è forse la nostra forza: avere contenuti originali – abbiamo sempre cercato di avviare una collaborazione. C'è anche da dire che la nostra comunità ha creato un gruppo forte che raccoglie ogni giorno tantissimi visitatori, che vengono perchè sanno di trovare contenuti originali, non copiati da altri siti, che cercano di venire incontro ai diversi livelli di utenti che abbiamo, dal meno esperto al più esperto. Da non dimenticare poi, sempre guardando la lungimiranza di Massimiliano, che il dominio ha fatto la sua parte: è un dominio facile da ricordare e importante”

L'intervista continua a pagina 5
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In Html cosa è cambiato dalla fondazione ad oggi? è cambiato qualcosa?

Farei prima a dire cosa non è cambiato, io sono qui da 8 anni, ho iniziato la mia avventura quando in redazione eravamo in 3, adesso siamo più di 30. Più altre decine e decine di collaboratori in Italia. Sono cambiate le tecnologie, i contenuti, che si sono espansi, abbiamo iniziato a spaziare vari settori: dal network OneBlog alla televisione sul web come ICTv. Sono in progetto tanti altri nuovi siti dato che non ci fermiamo mai. In più sono cambiate anche le regole, bisogna stare molto più attenti quanto pubblichiamo dei contenuti. Magari tanti anni fa, parlo del 2000, si facevano errori un pochino superficiali, adesso si sta attenti anche alla correzione delle bozze. Ci siamo specializzati, ognuno qui dentro ha un ruolo preciso che svolge al meglio.

All'inizio mi pare che Massimiliano aprì solo il forum…

Sì, e poi faceva tutto lui, dalla pubblicazione e stesura delle guide al codice html. Adesso ci siamo specializzati, abbiamo un IT Manager che sfortunatamente per Html.it sono io, abbiamo un Project Manager, il reparto grafico, il reparto programmatori e una redazione molto unita.

Quanto è importante il forum per un sito e per Html?

Il forum è importante in generale, per Html.it ha avuto una funzione fondamentale nella costruzione di una comunità che quando era più piccola ha decretato la crescita del sito anche dal punto di vista dei contenuti, anche perchè proprio sul forum abbiamo trovato collaboratori che si sono proposti o con cui abbiamo cercato di collaborare proprio per la stesura dei contenuti. Attualmente la comunità di Html è molto grande e abbastanza coesa, molto spesso si organizzano raduni dal vivo, perchè internet non è solo virutale, ci si può anche conoscere davvero attraverso un forum. Il forum ci permette di avere un contatto diretto con gli utenti, è usanza, almeno sul nostro forum, contattare i responsabili del sito per comunicare errori, opinioni, anche, perchè no, fare delle lamentele: l'unico strumento per avere un contatto diretto e forse anche meno impersonale di un modulo via email è proprio il forum.

Fai una critica a Lorenzo Forti

Troppo polemico

Un complimento

Un gran bel ragazzo… è un complimento rubato perchè non è così… va bè.. dai… dedito al lavoro, quello sì

Un augurio

Crescere professionalmente e non fermarsi mai.

Penso sia proprio questa la tua forza, Lorenzo.

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