HomeCybersecurityProteggere la privacy. I trucchi dell'hacker n.1 al mondo

Proteggere la privacy. I trucchi dell’hacker n.1 al mondo

Quando i consigli per proteggere la privacy e i trucchi per la protezione dei dati personali vengono da Kevin Mitnick, l’hacker più abile del mondo, inevitabile drizzare le antenne.

Il pirata informatico che ha cominciato la sua carriera da adolescente, e che ha trascorso quasi 5 anni in prigione per violazione di sistemi informatici, è ora dalla parte della legge. Mitnick svolge la sua attività di consulente in giro per il mondo aiutando i clienti a proteggersi dalle vulnerabilità.

L’edizione aggiornata del suo nuovo libro, aiuta chiunque, dagli utenti che utilizzano internet sporadicamente a quelli che ne sono profondi conoscitori, ad essere più preparati quando si tratta di proteggere le proprie informazioni personali.  La nuova edizione de “L’arte dell’invisibilità”, copre una serie di argomenti che alcuni lettori potrebbero trovare addirittura eccessivi. Dal creare una password sicura all’inviare delle mail cifrate e in mezzo decine e decine di altri argomenti per proteggere la privacy. C’è persino la sezione che spiega come proteggere i propri dati alla dogana.

Proteggere la privacy. Quando a dirtelo è Mitnick: il primo hacker al mondo

Era il terrore del Governo USA. Ora Kevin Mitnick, dopo 5 anni di prigione, è il l'hacker numero 1 al mondo. La nuova edizione del suo libro punta sulle tecniche per proteggere la privacy
Era il terrore del Governo USA Ora Kevin Mitnick dopo 5 anni di prigione è il lhacker numero 1 al mondo La nuova edizione del suo libro punta sulle tecniche per proteggere la privacy

Ma Mitnick ha spiegato che devono essere i lettori a scegliere una soluzione che funzioni per loro. Non esiste una risposta che vada bene per chiunque, e spesso la soluzione che appare leggermente più facile è anche leggermente meno sicura. “La mia visione dell’intero libro vuole insegnare alle persone come individuare la migliore tecnologia per proteggere la propria privacy, piuttosto che utilizzare quella che viene consigliata da qualcuno”, spiega Mitnick con particolare riferimento ai sistemi di cifratura per lo scambio di messaggi.

Mitnick, che ha partecipato alla conferenza di sicurezza informatica della RSA che si tiene ogni anno per una settimana a San Francisco, ha illustrato le ultime tendenze dell’hacking e le modalità con cui difendere i sistemi informativi e proteggere la privacy. Cnet ha ottenuto una intervista che proponiamo nella sua versione italiana.

La sua capacità di accedere alla vita digitale di qualcuno deriva dalla sua grandissima storia come hacker. Ma il suo libro è rivolto a persone normali. Come crede che una persona normale possa pensare come un hacker, e lei che è un hacker come crede di essere in grado di pensare come una persona normale?

È stato difficile.  Ad esempio, quando ho iniziato a lavorare con il mio co-autore ho dovuto faticare molto per fargli capire che aveva bisogno di un’intero progetto per proteggere la sua privacy, perché lui credeva di non compiere nessun particolare errore. Ho avuto una lunga discussione con lui. Invece, anche se non sembra, è importante proteggere la propria privacy anche perché una volta che perdi i tuoi diritti alla privacy questi non ti vengono restituiti.

Io fornisco alle persone una piccola lista di cose per innalzare il livello di sicurezza e rendere sempre più difficile per gli altri ottenere i dati. Ad esempio, se usiamo un password manager come LastPass, possiamo farlo in maniera semplice. Se usiamo Lastpass possono ancora colpirci? Sì, utilizzando sistemi complessi. Ma comunque il livello della difficoltà è superiore alla media. Nonostante non ci sia una protezione al 100%.

Che cosa dice alle persone che affermano di non avere nulla da nascondere?

Gli risponderei di sbloccare lo smartphone e di consegnarmelo. “Posso controllare le tue mail i tuoi messaggi?” “No” “Perché? Non hai nulla da nascondere. Allora fallo!” “No, non ho alcuna intenzione di darti il mio smartphone.”. Lo vede?

Quando stai facendo una telefonata a casa, vorresti che qualcuno ti possa ascoltare? È fastidioso, cambia il tuo comportamento, perché viola le regole fondamentali e il tuo diritto alla riservatezza. Tu hai il diritto di parlare come vuoi, pensare come vuoi pensare, e socializzare con le persone con cui vuoi socializzare in maniera riservata.

"Che risponde a chi dice che non ha nulla da nascondere?" Se telefoniamo a casa, - spiega Mitnick - chi vorrebbe essere ascoltato?
Che risponde a chi dice che non ha nulla da nascondere Se telefoniamo a casa spiega Mitnick chi vorrebbe essere ascoltato

Lei stesso è obiettivo di hacker, e un tempo si è dovuto nascondere dal governo degli Stati Uniti. Ma perché il resto di noi dovrebbe essere preoccupato da una eventuale invasione della privacy?

Forse i tuoi bambini vogliono leggere il tuo cellulare, o forse i tuoi genitori. Forse il tuo insegnante. Magari il tuo datore di lavoro. I datori di lavoro molto spesso possono controllare legalmente molti dati dei dipendenti, e le persone non sanno che possono farlo. E poi i criminali, quelli che vogliono rubarti l’identità, quelli che vogliono le informazioni della tua carta di credito, quelli che vogliono diventare te.

La questione sulla polizia di dogana, che può avere accesso agli account e ai dispositivi è forse una delle parti più interessanti del  libro. Che cosa vuole dire alle persone interessate a questo?

C’è stato un ingegnere della NASA, Sidd Bikkannavar,  che fu costretto a consegnare la password del suo cellulare alla dogana. Io non l’avrei mai fatto perché sono un cittadino americano. Loro non possono chiederlo quindi se la dogana vuole prendere il mio computer può farlo. Ma io non sono assolutamente tenuto a fornire le mie credenziali, mai e per nessun motivo.

Se io porto alla dogana un iPhone, e ho attivato la funzione Touch ID, una corte federale potrebbe obbligarti a posizionare il pollice sul device per aprirlo. Ma loro non possono obbligarti a rivelare la tua password secondo le leggi vigenti. Quindi che cosa bisogna fare?

Provate a portare i minimi dati personali quando superate la dogana. Iniziate da un servizio cloud che possa cifrare i dati. Questo è quello che faccio normalmente. Io cifro sempre tutto il mio sistema realizzandone un backup su USB e lo mando tramite un corriere a un amico e non torno a casa finché questo non lo ha ricevuto. L’unica cosa che possono fare alla dogana è requisire i miei dispositivi.

Il capitolo più sorprendente del libro. Come proteggere la privacy alla dogana. "Spedisco i miei dati con UPS ad un amico, prima di imbarcarmi per un volo" spiega Mitnick
Il capitolo più sorprendente del libro Come proteggere la privacy alla dogana Spedisco i miei dati con UPS ad un amico prima di imbarcarmi per un volo spiega Mitnick

Ma questo implica che bisogna rifiutarsi di consegnare la propria password alla polizia.

Normalmente una persona non vuole essere fermata e lo fa. Ma io sono differente, io sono più di un ribelle. Io semplicemente non lo faccio. Non ho fatto niente di male. Tu non hai il diritto di chiedermi la password. La legge è dalla mia parte.

Quale sarebbe un sistema ideale per difendere la privacy di una persona?

Il sistema dove tutto è sicuro, e non hai bisogno di saperlo. Dove non hai bisogno di abilitare niente. Magari quando compri qualcosa, se è un prodotto di sicurezza, schiacci un bottone. Ho pagato per proteggere la privacy e funziona. Fatto

Che cosa serve per rendere tutto questo realtà?

L’innovazione, la domanda del mercato, e che produttori come Apple, dell, HP e Samsung inizino a costruire questi prodotti. E fare in modo che tutto ciò sia parte di loro dispositivi in modo tale che gli utenti non ci debbano nemmeno pensare.

Seguiamo questa storia: iscriviti a questo articolo. Riceverai aggiornamenti in tempo reale non appena vengono pubblicati
Roberto Trizio
Roberto Triziohttps://www.alground.com
Dopo una formazione classica mi sono specializzato in giornalismo digitale, content marketing e posizionamento SEO semantico. Sono esperto di storia dell'antica Roma, ascolto Michael Jackson e i Coldplay.
Altri articoli

TI POSSONO INTERESSARE

L’AfD sfonda in Sassonia-Anhalt: vince col 43,8%, ma governare resta un rebus

L’AfD conquista il 43,8% in Sassonia-Anhalt e ottiene 39 seggi su 83. La maggioranza sfugge per tre voti e apre un difficile rebus di governo.

Il fronte russo-ucraino al 5 settembre 2026: dove si combatte e chi sta avanzando

La Russia aumenta la pressione tra Donetsk e Zaporizhzhia senza ottenere uno sfondamento generale. La situazione aggiornata settore per settore.

Agenti IA attaccano un wiki tedesco: le tracce che portano a OpenAI

Migliaia di messaggi lasciati da agenti IA su un wiki tedesco sollevano dubbi sui controlli di OpenAI. Le prove, le smentite e i rischi.

Militari nel partito di Vannacci: cosa verifica la Procura

La Procura militare di Roma verifica la presenza di appartenenti alle Forze armate nella struttura di Futuro Nazionale. Ecco che cosa prevede realmente la legge.

I nuovi Geran a reazione cambiano la guerra nei cieli dell’Ucraina

La Russia impiega sempre più droni Geran a reazione contro l’Ucraina: sono più veloci, difficili da intercettare e progettati per saturare la difesa aerea.

Il Texas ferma i data center: dietro il boom dell’IA cresce la domanda elettrica fantasma

Il Texas sospende le nuove connessioni dei data center e controlla centinaia di gigawatt di richieste. La domanda energetica dell’IA è reale, ma una parte dei progetti potrebbe esistere soltanto sulla carta.

Il drone di Lipsia apre una nuova fase dello scontro tra Europa e Russia

Berlino attribuisce alla Russia il fallito attentato con drone esplosivo all’aeroporto di Lipsia-Halle. L’Europa reagisce, Mosca nega e lo scontro diplomatico entra in una fase nuova.

Arena-M lo scudo di Mosca che doveva rendere invincibili i carri armati russi

Un T-72B3A avanza lentamente nei pressi di Maiak, nel Donetsk. Sulla torretta spicca una corona di sensori e piccoli lanciatori: è l'Arena-M, il sistema...

Il Patto della Mecca e il debutto turco da protagonista

Come l'accordo tra Riad, Ankara e Islamabad ridisegna gli equilibri del Medio Oriente e perché la Turchia non potrà davvero essere la nuova America...