22 Gennaio 2026
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Cessate il fuoco tra Iran e Israele: una tregua fragile, tra accuse e speranze di pace

Dopo undici giorni di escalation militare che hanno tenuto il Medio Oriente con il fiato sospeso, è stato raggiunto un accordo per un cessate il fuoco tra Israele e Iran, mediato dal presidente statunitense Donald Trump e dal Qatar. La tregua, annunciata nella notte tra il 23 e il 24 giugno, è entrata ufficialmente in vigore alle 7:30 ora di Teheran (le 6:00 in Italia), ma la situazione resta tesa e il rischio di nuove violazioni è ancora alto.

Gli ultimi colpi prima della tregua

Nelle ore che hanno preceduto il cessate il fuoco, il conflitto ha raggiunto il suo apice. Missili iraniani hanno colpito edifici residenziali a Be’er Sheva, nel sud di Israele, provocando almeno quattro vittime civili secondo i primi bilanci, saliti poi a cinque secondo aggiornamenti successivi. Dall’altra parte, raid israeliani hanno ucciso almeno nove persone nella provincia iraniana di Gilan, tra cui donne e bambini, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnim.

Nonostante l’annuncio ufficiale, la mattina del 24 giugno sono suonate ancora sirene d’allarme in Israele, soprattutto nel centro del Paese e in Cisgiordania, segnalando l’arrivo di razzi e minacce in corso. Israele ha accusato l’Iran di aver violato la tregua con nuovi lanci missilistici, minacciando una “potente risposta nel cuore di Teheran” se le ostilità dovessero continuare. Teheran, però, ha smentito ogni violazione: “Nessun missile è stato lanciato in direzione del nemico” dal momento dell’entrata in vigore del cessate il fuoco, ha dichiarato un alto ufficiale iraniano alla CNN.

Le dichiarazioni delle parti in causa

Il governo israeliano, dopo una riunione del gabinetto di sicurezza, ha confermato di aver accettato la proposta di cessate il fuoco “alla luce del raggiungimento degli obiettivi dell’operazione” in Iran, sottolineando di aver “rimosso una doppia minaccia esistenziale immediata, sia nel campo nucleare che in quello dei missili balistici”. Il premier Benjamin Netanyahu ha ringraziato gli Stati Uniti per il sostegno e ha avvertito che Israele “risponderà con forza a qualsiasi violazione”.

Dall’altra parte, il Consiglio Supremo per la Sicurezza nazionale iraniano ha definito l’accordo una “sconfitta del nemico sionista”, rivendicando una “risposta umiliante ed esemplare” agli attacchi subiti. Teheran resta però in allerta: “Le nostre forze armate, con il dito sul grilletto, sono pronte a rispondere con forza a qualsiasi violazione da parte del nemico”.

La tregua è stata resa possibile grazie alla mediazione del Qatar e degli Stati Uniti. Secondo fonti della Casa Bianca, dopo l’attacco iraniano a una base americana in Qatar, Teheran avrebbe trasmesso un messaggio in cui dichiarava la fine della propria risposta, aprendo la strada ai negoziati per il cessate il fuoco. Donald Trump, in un post sul social Truth, ha definito il cessate il fuoco una “vittoria per il mondo” e ha esortato le parti a non violarlo: “Israele e Iran non si spareranno mai più”.

Tuttavia, la situazione resta delicata. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha chiesto un incontro al ministro degli Esteri iraniano per sollecitare la ripresa della cooperazione sul programma nucleare, nella speranza di una soluzione diplomatica all’annosa controversia.

Il cessate il fuoco tra Iran e Israele rappresenta una svolta significativa dopo giorni di scontri e tensioni, ma la pace resta fragile. Mentre le sirene tornano a tacere e le popolazioni escono dai rifugi, la comunità internazionale osserva con attenzione, consapevole che la strada verso una stabilità duratura è ancora lunga e incerta.

Andrea Pizzo
Andrea Pizzohttp://www.alground.com
Profondo conoscitore di tutto ciò che è il mondo della rete e delle informazioni su device Apple, tiene corsi nelle università per l'educazione alla sicurezza informatica in Italia e in Europa.
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