24 Febbraio 2026
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La guerra quantica: cos’è?

La guerra quantica rappresenta una frontiera rivoluzionaria nel panorama dei conflitti moderni, dove le leggi della fisica subatomica vengono applicate a strategie militari avanzate. Questa nuova dimensione bellica sfrutta fenomeni come la sovrapposizione quantistica, l’entanglement e altre proprietà della meccanica quantistica per sviluppare capacità militari senza precedenti in ambito di calcolo, comunicazione, rilevamento e crittografia. Mentre potenze come Stati Uniti, Cina e Russia investono miliardi nello sviluppo di queste tecnologie, esperti avvertono che siamo sull’orlo di una trasformazione radicale della guerra moderna, dove chi raggiungerà per primo la supremazia quantistica potrebbe ottenere vantaggi strategici paragonabili a quelli conseguiti con lo sviluppo della bomba atomica nel secolo scorso.

Le fondamenta della Guerra Quantica

La guerra quantica o “quantum warfare” si riferisce all’applicazione delle tecnologie quantistiche in ambito militare e di sicurezza nazionale. Differentemente dalla guerra convenzionale, che si basa su principi della fisica classica, la guerra quantica sfrutta i principi della meccanica quantistica per sviluppare nuove capacità offensive e difensive. Per comprendere appieno questo concetto, è necessario richiamare alcuni principi fondamentali della fisica quantistica.

La meccanica quantistica è la teoria fisica che descrive il comportamento della materia e dell’energia a livello atomico e subatomico, dove le teorie classiche risultano inadeguate. A differenza della fisica newtoniana, la fisica quantistica riconosce il dualismo onda-particella, il principio di indeterminazione di Heisenberg e fenomeni come la sovrapposizione degli stati e l’entanglement quantistico. Queste caratteristiche, apparentemente controintuitive, stanno ora trovando applicazioni concrete nei sistemi militari avanzati.

La guerra quantica non comporta necessariamente l’introduzione di nuove armi fisiche, quanto piuttosto un miglioramento significativo delle capacità di misurazione, rilevamento, precisione e potenza di calcolo delle tecnologie militari esistenti e future. Si tratta di una trasformazione silenziosa ma profonda, paragonabile all’introduzione del radar durante la Seconda Guerra Mondiale, che rivoluzionò le operazioni militari fornendo intelligence in tempo reale sui movimenti nemici.

Dal Bit al Qubit

Il cuore della rivoluzione quantica militare risiede nel passaggio dai bit classici ai qubit (bit quantistici). Mentre i computer tradizionali elaborano informazioni in bit binari (0 o 1), i computer quantistici utilizzano qubit che, grazie alla sovrapposizione quantistica, possono esistere simultaneamente in più stati. Questo permette di eseguire calcoli paralleli su vasta scala, risolvendo problemi complessi in tempi drasticamente ridotti rispetto ai supercomputer classici.

Il calcolo quantistico rappresenta probabilmente l’applicazione più dirompente per la sicurezza nazionale. I computer quantistici, sfruttando fenomeni come la sovrapposizione e l’entanglement, possono teoricamente decifrare le attuali forme di crittografia in tempi brevissimi. Questo potrebbe compromettere la sicurezza delle comunicazioni militari, dei sistemi finanziari e delle infrastrutture critiche a livello globale.

Algoritmi quantistici come quello di Shor potrebbero rendere obsoleti gli attuali sistemi di crittografia asimmetrica, aprendo la strada a quella che alcuni esperti definiscono “apocalisse quantistica”. Chi possiederà per primo questa capacità potrà accedere a informazioni classificate delle potenze rivali, sovvertendo gli equilibri geopolitici esistenti.

Parallelamente alla minaccia per i sistemi crittografici attuali, le tecnologie quantistiche offrono anche nuove opportunità per comunicazioni ultrasicure. La distribuzione quantistica delle chiavi (QKD) sfrutta principi quantistici per creare canali di comunicazione teoricamente impossibili da intercettare senza essere rilevati.

La Cina ha già dimostrato un’impressionante leadership in questo settore, implementando una rete nazionale in fibra ottica basata su principi quantistici e lanciando satelliti dedicati alle comunicazioni quantistiche. Secondo analisti americani, nel giro di pochi anni la Cina potrebbe diventare una “fortezza digitale” praticamente inviolabile agli attacchi informatici16.

Sensori Quantistici: vedere l’invisibile

I sensori quantistici rappresentano un’altra area cruciale di sviluppo militare. Questi dispositivi, sfruttando le proprietà quantistiche della materia, possono rilevare campi magnetici, gravitazionali ed elettromagnetici con una sensibilità senza precedenti.

L’agenzia DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) americana ha recentemente avviato il programma RoQS (Robust Quantum Sensors) per sviluppare sensori quantistici in grado di operare efficacemente anche su piattaforme militari dinamiche. Questi sensori potrebbero rivoluzionare le capacità di ricognizione e sorveglianza, consentendo il rilevamento di sottomarini, aerei stealth e altre minacce difficilmente individuabili con le tecnologie attuali.

Un’applicazione particolarmente rilevante per le forze armate è la navigazione quantistica, che potrebbe fornire alternative al GPS in scenari dove i segnali satellitari sono disturbati o negati. I sensori quantistici possono misurare con estrema precisione accelerazioni e rotazioni, consentendo sistemi di navigazione inerziale molto più accurati di quelli attuali.

La corsa alla supremazia quantistica

Gli Stati Uniti stanno investendo massicciamente nelle tecnologie quantistiche attraverso iniziative congiunte tra settore privato, accademia e difesa. Aziende come Google, IBM e Microsoft guidano la ricerca sui computer quantistici, mentre il Dipartimento della Difesa sta integrando queste tecnologie nelle proprie strategie.

Recentemente, i legislatori statunitensi hanno presentato il “Defense Quantum Acceleration Act”, un disegno di legge che mira ad accelerare l’adozione delle tecnologie quantistiche nel settore della difesa. La proposta prevede la creazione di un consulente quantistico e di un centro di eccellenza per catalizzare la ricerca e lo sviluppo in questo settore strategico.

La Cina e l’ambizione quantistica

La Cina ha identificato le tecnologie quantistiche come priorità nazionale, investendo centinaia di milioni di dollari in programmi di ricerca avanzata. Il “father of quantum”, un progetto guidato da 130 ricercatori presso l’Università di Scienza e Tecnologia della Cina, è solo uno degli ambiziosi programmi lanciati da Pechino.

Nel campo della crittografia e delle comunicazioni quantistiche, la Cina ha già superato gli Stati Uniti in termini di brevetti depositati. Questa leadership potrebbe tradursi in un vantaggio strategico significativo, consentendo a Pechino di proteggere le proprie comunicazioni mentre potenzialmente compromette quelle avversarie.

Russia, Europa e altri attori

Anche Russia ed Europa sono entrate nella corsa quantistica, sebbene con investimenti più contenuti rispetto a USA e Cina. La Russia sta concentrando i propri sforzi sull’applicazione delle tecnologie quantistiche alla guerra ibrida, mentre l’Unione Europea ha lanciato un’ambiziosa Flagship sulle tecnologie quantistiche.

La guerra quantica avrà un impatto profondo sulla cybersecurity e sulla guerra informatica. Da un lato, i computer quantistici potrebbero compromettere le attuali infrastrutture di sicurezza informatica; dall’altro, offrono nuove possibilità per rafforzare le difese contro gli attacchi convenzionali.

Un attacco quantistico alle chiavi di crittografia asimmetrica potrebbe causare il collasso di tutti i sistemi informativi, portando a quella che alcuni esperti definiscono “apocalisse quantistica”. La minaccia è sufficientemente concreta da spingere governi e aziende a sviluppare urgentemente standard di crittografia post-quantistica.

Le tecnologie quantistiche potrebbero ridefinire anche le dinamiche della guerra irregolare e asimmetrica. Sensori quantistici avanzati potrebbero consentire l’identificazione precisa di combattenti nemici in ambienti urbani complessi, mentre algoritmi quantistici potrebbero analizzare enormi quantità di dati per prevedere attacchi terroristici o individuare reti clandestine.

La simulazione quantistica potrebbe inoltre migliorare significativamente la capacità di modellare scenari di conflitto complessi, consentendo ai pianificatori militari di testare numerose strategie in parallelo e identificare approcci ottimali per operazioni contro insurrezionali.

Nel campo delle operazioni di influenza e della guerra dell’informazione, i computer quantistici potrebbero analizzare vasti set di dati provenienti dai social media e dalle reti informative, identificando pattern, tendenze e anomalie che potrebbero indicare tentativi avversari di influenzare l’opinione pubblica o diffondere disinformazione.

Contromisure anti-disinformazione potenziate dal quantum potrebbero simulare la diffusione della disinformazione attraverso le reti, generando contro-narrative su larga scala e in tempo reale.

L’avvento della guerra quantica solleva interrogativi profondi sulla stabilità strategica globale. La possibilità che una potenza raggiunga per prima la supremazia quantistica potrebbe innescare una nuova forma di “first strike advantage”, dove chi detiene il vantaggio tecnologico potrebbe essere tentato di utilizzarlo prima che gli avversari recuperino il divario.

Particolarmente preoccupante è lo scenario in cui computer quantistici avanzati possano decifrare le comunicazioni militari strategiche, compromettendo sistemi di comando e controllo nucleare e potenzialmente destabilizzando la deterrenza nucleare.

Questioni etiche nell’era quantistica

L’etica quantistica è un campo emergente che affronta le implicazioni etiche delle tecnologie quantistiche come calcolo quantistico, crittografia quantistica e rilevamento quantistico. Queste tecnologie hanno il potenziale di rivoluzionare molti settori, tra cui finanza, medicina e difesa nazionale, ma sollevano anche preoccupazioni relative alla privacy, alla sicurezza e al potenziale uso improprio.

Una delle principali considerazioni etiche nell’etica quantistica riguarda la questione della supremazia quantistica, che si riferisce al punto in cui i computer quantistici possono superare le prestazioni dei computer classici in alcune attività. Questo ha il potenziale di interrompere molte industrie e solleva interrogativi sull’impatto sulla forza lavoro e sul potenziale per le perdite di posti di lavoro.

La guerra quantica non è più un concetto di fantascienza, ma una realtà emergente che sta rapidamente trasformando il panorama della sicurezza globale. Le potenze mondiali sono impegnate in una corsa silenziosa ma frenetica per raggiungere la supremazia in questo campo, consapevoli che chi emergerà vittorioso potrebbe acquisire un vantaggio strategico paragonabile a quello ottenuto con lo sviluppo delle armi nucleari nel secolo scorso.

Le tecnologie quantistiche promettono di rivoluzionare tutti gli aspetti della guerra moderna, dalla crittografia ai sensori, dalla navigazione al calcolo avanzato. Le loro applicazioni spaziano dalla guerra cibernetica alle operazioni di influenza, dalla sorveglianza alla modellizzazione di scenari complessi.

Tuttavia, questa rivoluzione tecnologica porta con sé sfide etiche e di sicurezza senza precedenti. Il rischio di un’apocalisse quantistica, dove sistemi critici vengono compromessi da attacchi informatici potenziati dal quantum, richiede un approccio proattivo allo sviluppo di standard di sicurezza post-quantistici e nuovi framework di governance internazionale.

Come sempre nella storia dell’umanità, le nuove tecnologie offrono sia opportunità che minacce. La sfida per governi, organizzazioni internazionali e società civile sarà quella di garantire che la rivoluzione quantistica venga indirizzata verso applicazioni che rafforzino la sicurezza globale, piuttosto che destabilizzarla ulteriormente in un mondo già caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche.

Alex Trizio
Alex Triziohttps://www.alground.com
Alessandro Trizio è un professionista con una solida expertise multidisciplinare, che abbraccia tecnologia avanzata, analisi politica e strategia geopolitica. Ora è Amministratore e Direttore Strategico del Gruppo Trizio, dirigendo il dipartimento di sicurezza informatica. La sua competenza si estende all'applicazione di soluzioni innovative per la sicurezza cibernetica e la risoluzione di criticità complesse.
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