28 Maggio 2026
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L’intelligenza artificiale può migliorare posizionamento e capacità militari

Quando uno Stato deve prendere una decisione sull’invio di unità militari di terra o di navi nei mari ha bisogno di moltissimi dati per decidere dove e come posizionarli e come questi influenzeranno la situazione a lungo termine. Questa quantità di dati è davvero immensa e spesso si trovano difficoltà nel loro utilizzo, ma questa situazione potrebbe cambiare fra poco con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Il Readiness Decision Impact Model che gli Stati Uniti stanno sviluppando attraverso il dipartimento della Difesa può anticipare le decisioni di posizionamento sul campo fino addirittura a 3 anni. In pochi minuti da miliardi di dati che sono già in suo possesso può creare una stima dell’impatto che può essere utilizzata dai dirigenti delle future azioni.

Per come si utilizzano adesso i modelli di previsione gli impatti vengono predisposti per non più di un anno e non esiste un algoritmo in grado di calcolare tutti gli effetti di una decisione operativa. Il problema principale che interviene nelle previsioni a lungo termine è che ci sono troppi dati. Paradossalmente non si hanno problemi nelle previsioni per mancanza di informazioni ma perché sono ormai presenti dati quasi infiniti e di conseguenza non ci sono sistemi informatici capaci di analizzarli.

Altro problema individuato dal Generale David Berger comandante del corpo dei Marines statunitensi è la confusione che molti Stati fanno della capacità militare. Confondono la disponibilità di unità militari disponibili al dispiegamento immediato e al combattimento con quello che queste forze debbano poi fare nello specifico.

L’intelligenza artificiale che il ministero della difesa degli Stati Uniti sta sviluppando potrebbe rispondere a questa domanda, la quantità di dati disponibili ma ora inutilizzati potrebbe portare a un modello di impatto sulla manutenzione e addestramento delle unità militari ed una ottimizzazione della rotazione che potrebbe produrre un vantaggio operativo rispetto al nemico con uomini e mezzi minori rispetto al passato.

Inoltre la gestione dell’intelligenza artificiale sul posizionamento delle forze in campo potrebbe portare a livelli di prontezza inferiori ma molto più capaci di portare a termine una missione. I dati a disposizione possono rendere efficiente una unità militare per uno specifico obiettivo in questo modo si possono utilizzare meno risorse con gli stessi risultati o addirittura con risultati migliori

Al momento i piani militari cercano solo di avere un modello di azione pronto in ogni momento ma si sottovaluta la qualità dei mezzi e degli uomini a disposizione. Ovviamente un’intelligenza artificiale non potrà mai sostituire la capacità degli uomini sul campo ma potrà scegliere quali uomini sono più adatti per quell’obiettivo.

Alex Trizio
Alex Triziohttps://www.alground.com
Da sempre appassionato di informatica e nuove tecnologie. Si avvicina al mondo dell’open source e partecipa attivamente allo sviluppo del sistema operativo Linux, approfondendo sempre di più il settore di sviluppo e ingegneria software, collaborando con aziende statunitensi. Contemporaneamente, avvia e amplia studi sulla comunicazione e sul comportamento sociale e della comunicazione non verbale. Questi progetti lo portano a lunghe collaborazioni all’estero, tra USA e Israele, dove approfondisce le interazioni fra software ed essere umano, che sfociano nella specializzazione in intelligenza artificiale. I molti viaggi in Medio Oriente aumentano la passione per la politica e la geopolitica internazionale. Nel 2004, osserva lo sviluppo dei social network e di una nuova fase del citizen journalism, e si rende conto che le aziende necessitano di nuovi metodi per veicolare i contenuti. Questo mix di elevate competenze si sposa perfettamente con il progetto di Web Reputation della madre, Brunilde Trizio. Ora Alessandro è Amministratore e Direttore strategico del Gruppo Trizio.
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