HomeAttualitàL'Ucraina vuole colpire città russe. Che fare?

L’Ucraina vuole colpire città russe. Che fare?

L’Ucraina ha ricevuto il via libera dall’Occidente per l’invio di carri armati Abrams e Leopard. Il governo ucraino ora rilancia e chiede i missili a lunga gittata. Podolyak, il consigliere del presidente ucraino, Zelensky, si è detto certo che l’Occidente arriverà a un accordo sulla consegna di missili in grado di colpire le retrovie russe per centinaia di km. “Raggiungeremo, ne sono certo, un accordo sui missili a lunga gittata”, ha detto Podolyak.

Naturalmente questo pone un problema geopolitico oltre che strettamente militare: l’occidente può inviare armi che potenzialmente possono colpire città russe, se non addirittura Mosca?

Ucraina e Russia sono in guerra, anche se non dichiarata. La Russia ha invaso i territori ucraini dove aveva da anni suoi uomini in lotta con Kiev. Gli aiuti all’Ucraina da parte Nato sono quasi unici nel suo genere. Ogni Paese ha inviato miliardi di euro di armamenti di ogni tipo e moltissimi militari ucraini sono stati addestrati dai paesi aderenti.

Il livello di gravità della guerra ucraina è rimasto sempre circoscritto ai Mosca e Kiev senza degenerare in una guerra totale, una guerra mondiale.

Ma se la Nato consegna armi di offesa e non solo di difesa all’Ucraina il livello rimarrà sempre lo stesso? Missili che possono teoricamente arrivare a Mosca pongono l’inizio di un conflitto diretto Nato/Russia?

Il pericolo c’è, tutti i maggiori analisti militari sono concordi: se la guerra si sposta in territorio russo la Nato diventerà automaticamente un obiettivo di Mosca. Questo è un elemento che tutti i governi devono tenere sotto controllo. La linea di demarcazione tra aiuti e intervento è molto leggera, fin troppo. E pare che qualcuno voglia sorpassarla.

Seguiamo questa storia: iscriviti a questo articolo. Riceverai aggiornamenti in tempo reale non appena vengono pubblicati
Alex Trizio
Alex Triziohttps://www.alground.com
Da sempre appassionato di informatica e nuove tecnologie. Si avvicina al mondo dell’open source e partecipa attivamente allo sviluppo del sistema operativo Linux. Questi progetti lo portano a lunghe collaborazioni all’estero, dove approfondisce le interazioni fra software ed essere umano. I molti viaggi in Medio Oriente aumentano la passione per la politica e la geopolitica internazionale. Questo mix di elevate competenze si sposa perfettamente con il progetto editoriale fondato dalla madre, Brunilde Trizio. Ora Alessandro è Amministratore e Direttore strategico del Gruppo Trizio.
Altri articoli

TI POSSONO INTERESSARE

L’AfD sfonda in Sassonia-Anhalt: vince col 43,8%, ma governare resta un rebus

L’AfD conquista il 43,8% in Sassonia-Anhalt e ottiene 39 seggi su 83. La maggioranza sfugge per tre voti e apre un difficile rebus di governo.

Il fronte russo-ucraino al 5 settembre 2026: dove si combatte e chi sta avanzando

La Russia aumenta la pressione tra Donetsk e Zaporizhzhia senza ottenere uno sfondamento generale. La situazione aggiornata settore per settore.

Agenti IA attaccano un wiki tedesco: le tracce che portano a OpenAI

Migliaia di messaggi lasciati da agenti IA su un wiki tedesco sollevano dubbi sui controlli di OpenAI. Le prove, le smentite e i rischi.

Militari nel partito di Vannacci: cosa verifica la Procura

La Procura militare di Roma verifica la presenza di appartenenti alle Forze armate nella struttura di Futuro Nazionale. Ecco che cosa prevede realmente la legge.

I nuovi Geran a reazione cambiano la guerra nei cieli dell’Ucraina

La Russia impiega sempre più droni Geran a reazione contro l’Ucraina: sono più veloci, difficili da intercettare e progettati per saturare la difesa aerea.

Il Texas ferma i data center: dietro il boom dell’IA cresce la domanda elettrica fantasma

Il Texas sospende le nuove connessioni dei data center e controlla centinaia di gigawatt di richieste. La domanda energetica dell’IA è reale, ma una parte dei progetti potrebbe esistere soltanto sulla carta.

Il drone di Lipsia apre una nuova fase dello scontro tra Europa e Russia

Berlino attribuisce alla Russia il fallito attentato con drone esplosivo all’aeroporto di Lipsia-Halle. L’Europa reagisce, Mosca nega e lo scontro diplomatico entra in una fase nuova.

Arena-M lo scudo di Mosca che doveva rendere invincibili i carri armati russi

Un T-72B3A avanza lentamente nei pressi di Maiak, nel Donetsk. Sulla torretta spicca una corona di sensori e piccoli lanciatori: è l'Arena-M, il sistema...

Il Patto della Mecca e il debutto turco da protagonista

Come l'accordo tra Riad, Ankara e Islamabad ridisegna gli equilibri del Medio Oriente e perché la Turchia non potrà davvero essere la nuova America...