24 Febbraio 2026
HomeAttualitàMoscovia. Da dove deriva il termine con cui Zelenskyy vuole rinominare la...

Moscovia. Da dove deriva il termine con cui Zelenskyy vuole rinominare la Russia

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha chiesto di esaminare una petizione online per rinominare la Federazione Russa semplicemente in ‘Muscovia’, dopo che la proposta ha raccolto più di 25 mila firme sul sito web della presidenza ucraina. La petizione sostiene che il nome Russia è una falsificazione storica e che il vero nome dello stato è Muscovia, come era chiamato fino al XVIII secolo. Il presidente Zelenskyy ha incaricato il primo ministro Denis Shmygal di “lavorare” sulla possibilità di cambiare il nome Russia in Muscovia e sostituire il termine “russo” con “moscovita” nelle comunicazioni ufficiali.

La mossa è stata vista come una provocazione da parte di Mosca, che ha accusato Kiev di voler attribuirsi le vittorie storiche della Rus’ e di alimentare l’odio nazionalista.

La petizione originale di Kiev per cambiare il nome della Russia è stata pubblicata sul sito web della presidenza ucraina il 22 ottobre 2022 e ha raccolto più di 25 mila firme in meno di quattro mesi. Si può trovare al seguente link:
https://petition.president.gov.ua/petition/170958

Il significato moderno di Moscovia

La parola Moscovia ha diversi significati a seconda del contesto e della lingua. In italiano, Moscovia è un nome antico per indicare la città di Mosca o il principato di Moscovia. In inglese, Moskovia è una regione storica nella Russia centrale. In russo, Московия (Moskóvija) può essere usato come un termine dispregiativo per riferirsi alla Russia moderna o alla sua politica.

Inoltre la parola Moscovia è usata da alcuni ucraini e altri popoli slavi orientali per sottolineare la differenza tra la Russia e le altre nazioni slave. In altri ambiti la parola Moscovia è associata alla storia coloniale e imperiale della Russia, che ha oppresso e sfruttato molti popoli non russi. Infine la parola Moscovia è vista come un modo di ridurre la Russia alla sua capitale, ignorando la sua diversità culturale e geografica.

Il Granducato di Mosca storicamente

Il Granducato di Mosca era un principato russo del tardo Medioevo centrato su Mosca, e lo stato predecessore dello Zarato di Russia nel periodo moderno. Era governato dalla dinastia Rjurik, che aveva regnato sulla Rus’ dalla fondazione di Novgorod nel 862.

Il Granducato di Mosca si originò nel 1263, quando il principe di Vladimir-Suzdal Alessandro Nevskij creò il Granducato di Mosca come appannaggio per suo figlio Daniele I. Inizialmente, la Moscovia era uno stato vassallo dell’Orda d’Oro, pagando tributo e fornendo truppe ai khan per combattere nelle loro guerre.

Nel corso dei secoli successivi, i principi moscoviti ampliarono il loro territorio sottomettendo le altre città russe e resistendo alle invasioni dei lituani e dei mongoli. Nel 1327, Mosca fu fatta capitale del principato di Vladimir-Suzdal. Nel 1480, Ivan III il Grande si liberò definitivamente dal giogo mongolo e si intitolò Sovrano e Gran Duca di Tutta la Rus’.

Sotto il suo regno e quello dei suoi successori Vasilij III e Ivan IV il Terribile, la Moscovia si trasformò in uno zarato che inglobò vasti territori della Siberia orientale e della steppa meridionale. Il Granducato di Mosca cessò di esistere nel 1547, quando Ivan IV fu incoronato zar di tutte le Russie.

Quando cambiò il nome in Russia

Il nome Granducato di Mosca non fu cambiato in Russia da un giorno all’altro, ma fu il risultato di un processo storico e linguistico. I principi moscoviti si consideravano gli eredi della Rus’ di Kiev, il primo stato slavo orientale che esistette tra il IX e il XIII secolo. La parola Rus’ si evolvette in Russia tra il XIV e il XVI secolo, quando la Moscovia ampliò i suoi confini e assorbì le altre città russe.

Un altro fattore fu che Ivan IV il Terribile, nel 1547, si proclamò zar di tutte le Russie, affermando la sua sovranità su tutti i territori russi. Il nome Russia si affermò definitivamente nel XVIII secolo, quando Pietro I fondò l’impero russo e spostò la capitale da Mosca a San Pietroburgo.

Le reazioni internazionali alla richiesta di Zelenskyy

Le reazioni internazionali alla petizione sono state contrastanti. Da un lato, alcuni paesi occidentali e organizzazioni non governative hanno espresso il loro sostegno all’iniziativa ucraina, considerandola un atto di resistenza culturale e politica contro l’aggressione russa. Dall’altro lato, la Russia e i suoi alleati hanno condannato la petizione come una provocazione irresponsabile e una violazione del diritto internazionale. Alcuni esperti hanno anche messo in dubbio la legalità e la fattibilità della proposta, sottolineando le difficoltà pratiche e le possibili ripercussioni negative di un tale cambiamento.

Fonti:

  • HistoryMaps
  • Historyguild.org
  • Bbc
  • Wikipedia.org
  • Nv.ua
  • Treccani
  • Britannica
Alex Trizio
Alex Triziohttps://www.alground.com
Alessandro Trizio è un professionista con una solida expertise multidisciplinare, che abbraccia tecnologia avanzata, analisi politica e strategia geopolitica. Ora è Amministratore e Direttore Strategico del Gruppo Trizio, dirigendo il dipartimento di sicurezza informatica. La sua competenza si estende all'applicazione di soluzioni innovative per la sicurezza cibernetica e la risoluzione di criticità complesse.
Altri articoli

TI POSSONO INTERESSARE

Il Messico all’indomani di “El Mencho”: tra assedio dei cartelli e pressione degli Stati Uniti

Un’operazione “storica” che apre una nuova fase L’uccisione di Nemesio Rubén Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, segna uno spartiacque nella guerra messicana contro i...

USA-Iran, la macchina da guerra americana si prepara alle porte dell’Iran

Gli Stati Uniti hanno schierato oltre 50 caccia, due portaerei, sottomarini e sistemi antimissile in Medio Oriente. È il più grande ammassamento di forza...

Israele sta ridisegnando la Cisgiordania

Tra l’8 e il 19 febbraio 2026 Israele ha approvato un pacchetto di misure su terre, acqua, siti archeologici e luoghi sacri in Cisgiordania....

Come il furto dei dati di 5.000 agenti Digos aggrava il fronte tra Italia e Cina

Nel silenzio dei data center governativi, tra il 2024 e il 2025, qualcuno è entrato nelle reti del Viminale senza farsi notare. Non ha...

Chrome sotto assedio: oltre 300 estensioni malevole spiano 37 milioni di utenti

Più di 300 estensioni Chrome usate per spiare gli utenti. È l’immagine che emerge da una nuova indagine di sicurezza: add‑on apparentemente innocui, spesso...

Cina, Iran, Russia e Corea del Nord stanno assediando il cuore dell’industria della difesa globale

Secondo una nuova ricostruzione di Google Threat Intelligence Group, l’industria della difesa globale è sottoposta a un assedio silenzioso ma costante da parte di...

Gli Stati Uniti accusano la Cina di un test nucleare segreto

Pechino nega e rilancia le critiche a Washington. Sullo sfondo, la promessa di Donald Trump di riportare gli Stati Uniti all’era delle prove atomiche...

Trump disse che avrebbe fermato Putin in una settimana, e invece.

Donald Trump ha promesso più volte di poter mettere fine alla guerra in Ucraina «in 24 ore». Da quando è tornato alla Casa Bianca,...

Giustizia e referendum, lista dei finanziatori del Comitato del No

La richiesta formale del ministero della Giustizia all’Associazione nazionale magistrati di rendere noti i finanziatori del Comitato per il No al prossimo referendum sulla...