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Resident Evil HD Remaster. Recensione e prova

In Resident Evil HD Remaster, la nostalgia è un’emozione difficile da interpretare, dal momento che trasforma le cose che abbiamo amato così tanto in passato facendogli assumere i contorni della “leggenda”. Tuttavia, riflettendoci, il capolavoro che tutti noi ricordiamo potrebbe essere stato in realtà tutt’altro che eccezionale, forse persino mediocre, per tutto questo tempo.

Per questo, a volte, è meglio vivere nella beatitudine dei nostri ricordi evitando di andare a riproporre un “classico” ormai polveroso, rimettendone in luce pregi e difetti, con il rischio che rivalutandolo sotto una nuova luce possa rivelarsi – sorprendentemente – un fiasco totale.

Il trucco sta appunto in questo: una moderna riedizione di un gioco considerato ormai “classico” deve, essenzialmente, ricalcare quel gioco per come ce lo ricordiamo, anzichè per quello che rappresentava in realtà.
E questo, Resident Evil HD lo fa in modo mirabile.

Portando, naturalmente, tutti i vantaggi delle moderne tecnologie videoludiche in un “remake” del classico titolo uscito per Gamecube nel lontano 2002: texture migliori, giochi di luce accattivanti, nuovo formato di gioco widescreen (che, molto semplicemente, un tempo non esisteva). E il semplice fatto che tutto questo possa realmente rievocare piacevoli ricordi di ben 13 anni fa è, di per sè, già una vittoria.

La trama di gioco

resid4Per i nuovi giocatori di Resident Evil, sarà necessario illustrare brevemente la trama di gioco. Si gioca sia come Jill Valentine e Chris Redfield, i membri di una squadra speciale chiamata STARS (Special Tactics And Rescue Service).

Si trascorre la maggior parte del gioco esplorando un palazzo in cui si è rimasti intrappolati, mentre si indaga sulla scomparsa di altri membri STARS: fin dalle prime fasi di gioco, però, è presto chiaro sarà il proprio destino a dare maggior ragione di preoccupazione. Scappare sarà il vostro obiettivo primario, ma per far questo bisognerà raccogliere e ispezionare oggetti, capire come utilizzarli all’interno degli ambienti o combinarli fra loro.

Non da ultimo, vi troverete a fare i conti con la spiacevole realtà dei mostri non-morti. Alcuni di questi sono inclini a ritornare nel corso del gioco, più ripugnanti e forti che mai, a meno che non vi prendiate la briga di bruciarne i cadaveri con una torcia o freddarli con un colpo alla testa.

Durante il gioco, non controllerete la visuale di gioco: ad ogni angolo, in ogni stanza, la sensazione di claustrofobia trasmessa dagli autori aumenta. Questo, insieme ad un abile utilizzo delle luci, conferisce un grande effetto scenico al titolo. In molti casi, i luoghi più pericolosi saranno caratterizzati da uno spazio limitato in cui muoversi. Capiterà di sentire, nel silenzio, il ringhio di un morto vivente dietro di voi.

Girandovi di scatto tutto quello che vedrete sarà un tappeto sporco, una carta da parati mezza scrostata, una porta che conduce verso un luogo sicuro e una che invece vi manderà dritti verso la fonte dell’inquietante rumore. Starà a voi fare la più primordiale delle scelte: combattere con l’arma in pugno o fuggire.

In altri casi, le inquadrature enfatizzano la già cupa atmosfera. Colpi di luce provenienti dalle lampade sottolineano la ricchezza dei drappi della residenza, altrove le ombre celano la presenza di cocci di vetro sul pavimento: il rumore improvviso che si produce calpestandoli, fa letteralmente sobbalzare sulla sedia. Resident Evil è stato creato con un’anima votata alla fotografia, quella tradizionalmente riservata ai grandi film, tanto da far apparire più che giustificato definirlo un titolo “cinematografico”.

Resident Evil, 13 anni dopo

resid5Resident Evil HD riporta sullo schermo lo stesso mistero, vi circonda con gli stessi scenari familiari e richiede di risolvere gli stessi enigmi: un’avventura avvincente che beneficia dell’ esplorazione di un ambiente di gioco suggestivo, costellato da puzzle e rompicapo intelligenti. Molto è stato attinto dai “classici della paura” di questa serie: il passaggio in cui i cani zombie saltano attraverso le finestre del corridoio sferrandovi un attacco brutale, è indubbiamente uno dei momenti più iconici dell’intero videogioco.

Eppure, una delle risorse più preziose Resident Evil la nasconde proprio sotto il profilo degli enigmi: esplorando le diverse aree si sbloccano in sequenza tutti i rompicapo, dietro ogni porta si nasconde un pezzetto di storia, un accenno di esperimenti andati male. Risolvere un puzzle è come spazzare via un po’di quella nebbia che dall’inizio del gioco offusca la nostra comprensione della trama.

Non fraintendiamoci: le vecchie paure restano comunque, nonostante anche chi non ha mai giocato prima a Resident Evil possa aspettarsi di vedersi piombare addosso orde di zombie a ogni nuovo angolo. L’effetto spavento è garantito: anche se, da fan della saga, saprete benissimo che a un certo punto quei cani si schianteranno contro il vetro, non potrete trattenervi dal saltare immancabilmente sulla sedia.

Pregi e difetti

resid3La telecamera fissa, però, può anche essere una fonte di frustrazione. Quando si sta fuggendo da un nemico e l’angolazione visiva cambia, è necessario adeguarsi in pochissimi istanti alla nuova telecamera e impartire di conseguenza i comandi corretti al personaggio.

Stesso discorso per alcuni puzzle a tempo, che andranno risolti prima che due pareti scorrevoli schiaccino il personaggio fra di loro con una certa sensazione di “mal di mare” dettata dai rapidi movimenti dell’inquadratura.

Sicuramente, Resident Evil HD presenta un paradosso di fondo: le sue meccaniche di gioco tengono il giocatore costantemente in bilico tra l’azione e la circospezione, arrivando a volte a snervarlo lasciandogli l’impressione di aver sprecato del tempo durante le fasi di gioco. Un inventario troppo limitato può portare alle volte ad aver bisogno di un oggetto che si è dovuto lasciare per strada, costringendo ad arrancare a ritroso fino alla sua ubicazione.

A suffragare questa sensazione di tempo perso, si aggiunge l’animazione delle porte: transizioni della telecamera di gioco che costringono a osservare, ogni volta, la sequenza “cammina per tre secondi, attendi tre secondi di animazione porta, cammina per altri tre secondi, attendere altri tre secondi di animazione”. Un ritmo che, a lungo andare, smette di essere affascinante e rischia invece di diventare noioso.

Malgrado tutto, la bella semplicità che si cela dietro Resident Evil HD serve a ricordarci che i misteri più affascinanti non necessitano di storie contorte per tenere incollati allo schermo i giocatori. Gli ultimi giochi targati Resident Evil hanno aggiunto al filone nuovi letali virus e sotto-trame non necessarie, ma è il capitolo originale che ancora oggi, con il suo palazzo minaccioso, conserva intatto quel carattere inconfondibile che ha regalato successo all’intera saga. Ci siete voi, il palazzo e la vostra immaginazione: un trio che già da solo costruisce una bella avventura, senza il bisogno spasmodico di avere più mostri, più scontri e più armi da fuoco.

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Roberto Bonfatti
Roberto Bonfattihttps://www.alground.com/origin
Giornalista, copywriter, scrittore per passione. Da anni seguo con interesse il mondo dell'IT, con un occhio sul mondo e uno sulla mia tastiera.
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