01 Marzo 2026
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Gli Stati Uniti lanciano un’offensiva contro gli Houthi nello Yemen

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ordinato un massiccio attacco militare contro gli Houthi nello Yemen, allineati con l’Iran, in risposta agli attacchi del gruppo contro le navi nel Mar Rosso. L’operazione ha causato almeno 31 vittime e oltre 100 feriti, prevalentemente tra donne e bambini (secondo fonti Houthi), segnando l’inizio di una campagna che potrebbe protrarsi per settimane.

Il monito di Trump all’Iran

Trump ha lanciato un chiaro avvertimento all’Iran, principale sostenitore degli Houthi, esortandolo a interrompere immediatamente il proprio supporto al gruppo ribelle. “Se minacciate gli Stati Uniti, sarete ritenuti pienamente responsabili e non saremo gentili a riguardo!”, ha dichiarato il presidente. Tuttavia, il comandante delle Guardie rivoluzionarie iraniane, Hossein Salami, ha negato che Teheran abbia un controllo diretto sugli Houthi, sottolineando che questi ultimi operano in modo autonomo. “Se i nostri nemici daranno seguito alle loro minacce, l’Iran risponderà in modo deciso e distruttivo”, ha dichiarato Salami ai media di Stato.

Secondo fonti del Pentagono, gli attacchi statunitensi, in corso da sabato, rappresentano la più grande operazione militare degli USA in Medio Oriente dall’inizio dell’amministrazione Trump. L’offensiva è avvenuta in un momento di crescente pressione su Teheran attraverso sanzioni, nel tentativo di costringere il governo iraniano a negoziare sul suo programma nucleare.

Trump ha espresso un messaggio inequivocabile agli Houthi attraverso la sua piattaforma Truth Social: “Il vostro tempo è scaduto e i vostri attacchi devono finire da oggi. Se non lo faranno, l’inferno si scatenerà su di voi come mai visto prima!”.

Le conseguenze degli attacchi

Anees al-Asbahi, portavoce del ministero della Salute gestito dagli Houthi, ha aggiornato il bilancio delle vittime, parlando di 31 morti e 101 feriti. Il governo Houthi ha condannato l’attacco definendolo un “crimine di guerra” e ha ribadito la propria volontà di rispondere con altre azioni militari.

I residenti della capitale Sanaa hanno riferito di esplosioni potenti in un’area controllata dagli Houthi, con case scosse come se fosse avvenuto un terremoto. “Hanno terrorizzato le nostre donne e i nostri bambini”, ha dichiarato Abdullah Yahia, testimone dell’attacco. Gli attacchi hanno colpito anche siti militari a Taiz e una centrale elettrica a Dahyan, provocando un blackout in una zona dove il leader Houthi, Abdul Malik al-Houthi, è solito ricevere i suoi ospiti.

Negli ultimi dieci anni, gli Houthi hanno conquistato gran parte dello Yemen e, dal novembre 2023, hanno lanciato numerosi attacchi contro navi commerciali nel Mar Rosso, sostenendo di agire in solidarietà con la causa palestinese nel conflitto tra Israele e Hamas. Secondo il Pentagono, il gruppo ha attaccato navi da guerra statunitensi 174 volte e imbarcazioni commerciali 145 volte dal 2023.

Mentre la precedente amministrazione Biden aveva adottato un approccio più contenuto, Trump ha optato per una risposta più aggressiva per neutralizzare la minaccia. Secondo fonti anonime interne all’amministrazione, l’attuale strategia mira a colpire in modo sistematico le capacità offensive degli Houthi.

La reazione internazionale

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha descritto l’offensiva come un’operazione su vasta scala, condotta principalmente da aerei da combattimento della portaerei USS Harry S. Truman, posizionata nel Mar Rosso. Il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha dichiarato su X (ex Twitter): “Gli attacchi Houthi contro le navi e le truppe americane non saranno tollerati. E l’Iran è stato avvisato”.

L’Iran ha condannato gli attacchi, definendoli una “grave violazione della Carta delle Nazioni Unite e delle regole fondamentali del diritto internazionale”. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, ha ribadito che gli Stati Uniti non hanno alcuna autorità per dettare la politica estera iraniana e ha attaccato Washington per il suo sostegno a Israele: “Interrompete il sostegno al genocidio e al terrorismo israeliano. Smettete di uccidere il popolo yemenita”, ha scritto su X.

Nel frattempo, gli Houthi hanno annunciato la ripresa degli attacchi contro le navi israeliane nel Mar Rosso, nel Golfo di Aden e nello Stretto di Bab el-Mandeb, ponendo fine a una relativa tregua iniziata con il cessate il fuoco a Gaza.

L’attacco degli Stati Uniti arriva pochi giorni dopo che Trump aveva inviato una lettera alla Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, per cercare di riavviare i negoziati sul nucleare. Khamenei, tuttavia, ha respinto qualsiasi possibilità di dialogo con Washington.

All’interno dell’Iran, cresce il malcontento popolare per la crisi economica, con il timore che la rabbia pubblica possa sfociare in proteste di massa. Secondo fonti statunitensi, gli attacchi israeliani dell’anno scorso contro le infrastrutture militari iraniane hanno ridotto le capacità convenzionali di Teheran, che ora sta accelerando l’arricchimento dell’uranio fino al 60%, un livello vicino alla soglia del 90% necessaria per la costruzione di un’arma nucleare.

In un apparente tentativo di migliorare i rapporti con la Russia, il segretario di Stato Marco Rubio ha informato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, sugli attacchi statunitensi in Yemen. Mosca, infatti, ha ricevuto ingenti forniture di missili e droni dall’Iran per il suo conflitto in Ucraina, secondo funzionari statunitensi e ucraini.

L’operazione militare statunitense contro gli Houthi potrebbe segnare una nuova fase del conflitto in Medio Oriente, con il rischio di un’escalation tra Stati Uniti e Iran. Con l’Iran deciso a difendere i propri alleati e gli Houthi determinati a proseguire i loro attacchi, la regione si avvia verso un periodo di forte instabilità, mentre le ripercussioni sulla sicurezza globale e sulle rotte commerciali internazionali restano imprevedibili.

Luigi Alberto Pinzi
Luigi Alberto Pinzihttps://www.alground.com
Esperto nei più avanzati sistemi di crittografia e da anni impegnato nell'arte del Reverse Engineering, Luigi è redattore freelance con una predilizione particolare per gli argomenti in materie legali.
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