20 Aprile 2026
HomeCybersecurityGps auto vulnerabile. Spegne l'auto da distanza

Gps auto vulnerabile. Spegne l’auto da distanza

Il Gps auto è nato per tenere traccia degli spostamenti di una macchina e per aiutare il ritrovamento in caso di furto. Ma come ogni oggetto tecnologico l’uso può essere forzato per scopi non utili all’utente.

Questo è il caso dei Gps costruiti e forniti alle case automobilistiche da iTrack e Protrack. Ricercatori di sicurezza sono riusciti tramite tecniche non troppo complicate a prendere possesso del Gps da remoto, raccogliere tutti i dati del possessore dell’auto, email, indirizzo di casa ed altre informazioni ma soprattutto se l’auto è ferma, in fila o comunque viaggia a meno di 20km/h può essere spenta e bloccata.

In pratica il Gps diventa il nemico numero uno per la nostra automobile.

GPS Hack: come è fatto

Secondo L & M, l’exploit di queste app che gestiscono il Gps riguarda principalmente  password predefinite deboli e una funzione integrata integrata dai produttori.

La maggior parte di queste app di tracciamento GPS viene fornita con la password predefinita ” 123456 ” e la maggior parte delle volte gli utenti non la modificano. Dopo aver controllato ciò, i ricercatori hanno provato milioni di nomi utente nel sistema di login mantenendo la password come “123456”.

Sono stati in grado di entrare con successo in un numero di account elevatissimo e hanno ricevuto informazioni complete sulla posizione dell’utente.

Secondo uno screenshot e la conferma di Concox, il cui hardware è utilizzato da Protrack e iTrack, il motore dell’auto può essere spento da remoto. 

Qual è la vulnerabilità?

L’hardware utilizzato in ProTrack è prodotto da un’azienda cinese, la iTryBandTechnology, mentre iTrack è prodotto da SEEWORLD, anch’essa con sede in Cina. La capacità di spegnere il motore dell’auto è incorporata nell’hardware dai produttori stessi. Inoltre, le app non informano i propri utenti sulle loro password deboli quando accedono per la prima volta.

Nell’app iTrack non c’erano avvisi che ci dicevano che la password è debole. D’altra parte, nell’app ProTrack, siamo stati immediatamente informati che la nostra password è a rischio.
Fermo restando che la password è rimasta ancora quella. Centinaia, migliaia di utenti non prenderanno provvedimenti per la loro password e tutto rimarrà ancora vulnerabile.

Con l’aumento esponenziale di auto gestite da sistemi informatici remoti il furto di auto o, ancora peggio, l’esposizione di informazioni chiave sulla nostra posizione sono in netta salita.

E’ in pericolo anche la tua casa

Qual è il pericolo correlato a questo hack? Ovviamente il furto dell’auto, ma ancora di più il rilevamento della tua posizione. Mettiamo che un ladro entri nel tuo Gps e veda che sei a Napoli, mentre tu ovviamente risiedi a Milano, cosa che può sapere dai dati inseriti nel sistema. Il passo successivo è il furto nella tua abitazione che sarà sicuramente vuota.
L’utilizzo dei sistemi integrati e soprattutto IoT stanno dando gravissimi segnali di debolezza, ma nessuno li sta ascoltando.

Alex Trizio
Alex Triziohttps://www.alground.com
Da sempre appassionato di informatica e nuove tecnologie. Si avvicina al mondo dell’open source e partecipa attivamente allo sviluppo del sistema operativo Linux, approfondendo sempre di più il settore di sviluppo e ingegneria software, collaborando con aziende statunitensi. Contemporaneamente, avvia e amplia studi sulla comunicazione e sul comportamento sociale e della comunicazione non verbale. Questi progetti lo portano a lunghe collaborazioni all’estero, tra USA e Israele, dove approfondisce le interazioni fra software ed essere umano, che sfociano nella specializzazione in intelligenza artificiale. I molti viaggi in Medio Oriente aumentano la passione per la politica e la geopolitica internazionale. Nel 2004, osserva lo sviluppo dei social network e di una nuova fase del citizen journalism, e si rende conto che le aziende necessitano di nuovi metodi per veicolare i contenuti. Questo mix di elevate competenze si sposa perfettamente con il progetto di Web Reputation della madre, Brunilde Trizio. Ora Alessandro è Amministratore e Direttore strategico del Gruppo Trizio.
Altri articoli

TI POSSONO INTERESSARE

Le decisioni politiche di Trump fanno guadagnare milioni a Trump

Operazioni anomale, crypto e vigilanza indebolita, il probabile insider trading di Donald TrumpDiciotto minuti prima dell'annuncio che fece rimbalzare Wall Street, qualcuno piazzò una...

Colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti: la partita più rischiosa di Trump

La guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele è entrata in una fase nuova, più diplomatica solo in apparenza. A Islamabad, mentre si prepara...

Iran. Trump accetta la tregua

Donald Trump ha annunciato una tregua di due settimane con l’Iran poche ore prima della scadenza che aveva imposto a Teheran, trasformando una crisi...

Chi chiude lo Stretto, chiude il Mondo. Analisi dei passaggi Marittimi Globali

Prodotto da un'analisi geopolitica di intelligence sui flussi energetici globali, rotte marittime e vulnerabilità strategiche. Fonti: EIA, IMF, Lloyd's List, Dallas Federal Reserve, Reuters,...

Dossier Tecnico Militare: EA-18G Growler

L'EA-18G Growler rappresenta l'apice tecnologico attuale nel dominio dell'Airborne Electronic Attack (AEA), fungendo da pilastro insostituibile per le operazioni aeree moderne in ambienti contestati....

Se lo Stato d’Israele scomparisse cosa succederebbe?

L'architettura geopolitica del Medio Oriente contemporaneo poggia su un equilibrio precario di forze in cui lo Stato d'Israele agisce non solo come attore sovrano,...

Claude Code leak: rivelate 512.000 righe di codice

Il codice sorgente di Claude Code è stato accidentalmente esposto tramite npm: ecco cosa è emerso sulle funzioni nascoste, sugli agenti autonomi e sull’architettura...

Pay2Key, il ransomware iraniano che torna a colpire

Pay2Key non è solo un nome che ricompare nel sottobosco del cybercrime. È un caso che racconta come il ransomware possa diventare uno strumento...

Quando l’AI scrive codice, il rischio è dietro l’angolo: ecco come limitarlo

L’uso dell’intelligenza artificiale nella programmazione promette velocità, produttività e automazione. Ma dietro questa promessa c’è un rischio concreto: un codice generato o modificato male...