HomeAttualitàInstagram. Bene la privacy, permessi coerenti e rassicuranti

Instagram. Bene la privacy, permessi coerenti e rassicuranti

Instagram non ha bisogno di molte presentazioni. E’ un’app e contemporaneamente un social network, che dal 2010 ad oggi continua a conquistare un numero crescente di fan. Focalizzata sulle immagini – ma adesso anche sui video – permette di scattare e condividere le proprie fotografie, editandole con i filtri a disposizione, e guardare le foto altrui. Inoltre, è possibile geolocalizzare i propri scatti e taggare i propri amici. Un’app che ha destato tanto interesse da finire nella lista della spesa di Facebook, che l’ha acquistata nel 2012.

A livello di permessi, l’app chiede una serie di autorizzazioni perlopiù coerenti con le sue funzioni: accesso alle comunicazioni di rete, a fotocamera e microfono. Anche le richieste che rischiano maggiormente di ledere la nostra privacy sono fondate: la geolocalizzazione serve per assegnare una posizione precisa ai nostri scatti, mentre la lettura dei nostri contatti è richiesta per inviare inviti agli amici. Oltre a questi permessi, richiesti nel momento in cui scarichiamo l’app, ci sono però molte altre informazioni che possono essere raccolte su di noi, più di quelle che si potrebbe pensare. Vediamo quali.

INFORMAZIONI RACCOLTE DA INSTAGRAM

Instagram colleziona diverse tipologie di informazioni. Le prime sono quelle che noi stessi diamo volontariamente:

  • Username, password e indirizzo e-mail, dati che forniamo al momento della registrazione
  • Eventuali informazioni del nostro profilo, come nome e cognome, foto o numero di telefono, elementi che possono essere utilizzati per cercare e farsi trovare dai propri amici su Instagram
  • Tutti i contenuti che postiamo, come foto, commenti ecc
  • Se utilizziamo le funzione “Trova amici” che ci fornisce l’app, Instagram avrà accesso alla nostra lista contatti

Oltre alle informazioni che forniamo volontariamente, ci sono poi quelle che vengono estrapolate attraverso tool di monitoraggio. Instagram, come moltissime altre app, si avvale di strumenti esterni per tracciare le nostre attività e abitudini di navigazione. Possono inoltre essere usati cookies e altre tecnologie per analizzare il nostro utilizzo dell’app, sempre per fini statistici e per migliorare il prodotto.

Entrando nel dettaglio delle abitudini di navigazione che possono essere seguite, si intende tutto ciò che riguarda il nostro uso dell’app e altri dati come l’IP address e il browser installato. L’app può inoltre tracciare il nostro ID, l’identificativo del telefono, che permette di seguire tutte le nostre azioni compiute anche quando l’applicazione non è in uso. Queste informazioni possono inoltre essere condivise con terze parti, per analisi statistiche e fini promozionali. L’ID del nostro telefono può essere memorizzato insieme ad altre informazioni, come il sistema operativo in uso, l’hardware e altri software o i dati che Instagram può aver spedito al nostro device.

Come sono utilizzate queste informazioni?
Tutti i dati raccolti servono chiaramente per permetterci di fruire dei servizi di Instagram, ma non solo. Vengono usati anche per personalizzare contenuti e messaggi promozionali, in modo da cucirli addosso alle nostre esigenze. Sono impiegati inoltre per fini statistici volti ad analizzare il traffico e altri dati sui visitatori. Tutti questi dati possono inoltre essere condivisi con i partner di Instagram, ma secondo la privacy policy anche le terze parti rispettano la scelta fatta dall’utente sulla privacy delle proprie foto, in modo che continui a renderle visibili soltanto a chi desidera.

LE OPINIONI DEGLI UTENTI

Le lamentele degli utenti riguardano i crash che si verificano tavolta utilizzando l’applicazione o il fatto che senza una buona connessione l’app non funziona come dovrebbe. Per quanto riguarda eventuali remore dovute all’appartenza di Instagram a Facebook, la privacy policy dell’app tenta di metterle a tacere in anticipo: dal momento dell’acquisto, è stato aggiunto un paragrafo apposito per tranquillizare gli utenti sul fatto che possono comunque decidere in modo trasparente a chi mostrare le proprie foto e nulla sarà pubblicato su Facebook senza previo consenso.

Seguiamo questa storia: iscriviti a questo articolo. Riceverai aggiornamenti in tempo reale non appena vengono pubblicati
Alessandro Giusti
Alessandro Giustihttps://www.alground.com
Nella redazione di Alground dal 2010, Alessandro è attivo nel campo della sicurezza e della privacy nei social network, e in un tutte le tematiche riguardanti il mondo mobile e dei diritti sul web.
Altri articoli

TI POSSONO INTERESSARE

Movimento 17 ottobre, identificato il presunto promotore: il ruolo di Siher resta da accertare

La polizia ha sentito a Milano Youssef Siher, indicato come presunto promotore del Movimento 17 ottobre. Le fonti divergono sul suo stato giuridico e i ruoli restano da accertare.

Primarie a febbraio, la proposta di Franceschini: sfida a due e programma entro novembre

Franceschini propone primarie del centrosinistra entro l’inizio di febbraio, a turno unico, tra Schlein e Conte. Majorino si candida a Milano: cosa è deciso e cosa no.

Manovra 2027 e utili Eni: il vertice sul taglio Irpef e l’attacco di Avs sull’energia

Dopo il vertice di maggioranza sulla manovra 2027, Eni annuncia utili in forte crescita. Avs accusa il governo; restano aperte le coperture per Irpef e giovani.

Raid russi su Kyiv dopo il vertice Witkoff-Putin: il negoziato riparte, la guerra no

Poche ore dopo l'incontro tra Putin e l'inviato Witkoff, droni e missili russi su Kyiv. Il Cremlino accetta di riaprire i colloqui a tre dopo il 10 novembre, mentre il diesel russo e lo Starlink rallentato dividono Washington, Kyiv e l'Europa.

PHP2Shell, due falle critiche in PHP: milioni di attacchi e portali pubblici spenti

Il 21 ottobre PHP ha corretto due vulnerabilità critiche che consentono di prendere il controllo dei server. Gli attacchi sono saliti a milioni in poche ore e diversi governi hanno spento i portali. La falla è stata trovata con l'intelligenza artificiale.

Attacco all’aeroporto di Dammam, gli Usa ritirano il personale dall’Arabia Saudita

Due morti nell'attacco all'aeroporto King Fahd di Dammam, mentre Washington ordina al personale non essenziale di lasciare l'Arabia Saudita. La guerra con gli Houthi ora minaccia anche l'oleodotto che permette a Riad di aggirare Hormuz.

Iran, Usa e Israele preparano nuovi raid dopo il voto di midterm

Il New York Times rivela piani americani e israeliani per colpire di nuovo l'Iran dopo il 3 novembre. I Pasdaran rivendicano sette navi colpite nel Golfo e minacciano le basi Usa, mentre le scorte di petrolio iraniano in mare sono finite.

Il laser anti-drone dell’Esercito USA: primi reparti operativi nel 2028

L'Esercito statunitense ha scelto il laser LOCUST X3 di AeroVironment: il primo reparto sarà operativo all'inizio del 2028. Cosa sappiamo del sistema e quali dati mancano ancora.

Pakistan, il test del missile Fatah-2 a gittata estesa senza la gittata

L'esercito pakistano ha provato il Fatah-2 a gittata estesa e lo definisce ipersonico. Ma non ha detto quanto lontano arriva, e l'etichetta di ipersonico da sola dice poco.