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Intelligenza artificiale. Quanta energia utilizza?

L’intelligenza artificiale (IA) è passata da essere un sogno di fantascienza a una realtà diffusa e influente. Oggi, l’IA è il motore di numerosi strumenti online, come i motori di ricerca e gli assistenti vocali, e trova applicazione in vari settori, dall’analisi di immagini mediche allo sviluppo di veicoli autonomi. Tuttavia, questa rapida evoluzione dell’IA si sta scontrando con una questione critica: il suo elevato consumo energetico.

Attualmente, l’IA è sotto la lente di ingrandimento, simile a quanto accaduto con le criptovalute, per il suo considerevole bisogno di elettricità. Questa situazione ha generato due fazioni: da un lato ci sono gli entusiasti dell’IA, che lodano i progressi ottenuti grazie all’aumento della potenza di calcolo; dall’altro, i critici vedono il consumo energetico dell’IA come uno spreco e una potenziale minaccia. Queste critiche ricordano quelle rivolte al mining di criptovalute negli ultimi anni. È probabile che si assista a ulteriori tentativi di limitare lo sviluppo dell’IA attraverso restrizioni sulla sua fornitura energetica.

I critici dell’IA presentano alcuni argomenti convincenti. Per esempio, lo sviluppo di un’intelligenza artificiale sempre più avanzata richiede enormi risorse di calcolo. Ad esempio, il calcolo necessario per addestrare ChatGPT-3 di OpenAI era equivalente a quello di 800 petaflop, paragonabile alla potenza combinata dei 20 supercomputer più potenti al mondo. Inoltre, ChatGPT gestisce centinaia di milioni di richieste ogni giorno. Si stima che l’energia necessaria per gestire tutte queste richieste sia di circa 1 GWh al giorno, che corrisponde al consumo energetico giornaliero di circa 33.000 famiglie americane. È previsto che questa richiesta di energia aumenti ulteriormente in futuro.

Le preoccupazioni sul consumo energetico nell’ambito tecnologico non sono una novità. Sin dai primi giorni di Internet, l’incremento dei server, dei data center e dei dispositivi connessi ha portato a un aumento della domanda di elettricità. Gli ambientalisti hanno da tempo evidenziato gli impatti ambientali derivanti dal funzionamento continuo di queste infrastrutture ad alta intensità energetica, necessarie per garantire la disponibilità dei servizi online 24 ore su 24, 7 giorni su 7. In questo contesto, il consumo energetico dell’intelligenza artificiale può apparire eccessivo se visto senza il giusto contesto, proprio come accaduto in passato con le criptovalute e l’ascesa di Internet.

I critici tendono a vedere la rapida espansione dell’informatica basata sull’intelligenza artificiale come superflua e pericolosa. Tuttavia, se l’IA aumenta la produttività dei lavoratori – ad esempio, aiutando i programmatori a scrivere codici più velocemente, i ricercatori a trovare e leggere articoli più rapidamente, e gli impiegati a svolgere compiti ripetitivi o a redigere documenti – allora l’IA potrebbe anche portare a significativi risparmi energetici. Questi risparmi non includono gli altri benefici diretti dell’IA.

La potenza di calcolo aggiuntiva non è l’unico fattore, ma migliora le capacità dell’IA in aree come l’elaborazione del linguaggio naturale e la visione artificiale. Anche se l’uso del calcolo per risolvere problemi non assicura automaticamente il progresso, tende a produrre miglioramenti significativi. In questo senso, l’informatica è il carburante che alimenta l’innovazione nell’ambito dell’intelligenza artificiale.

Purtroppo, come accade nel caso del mining di criptovalute, le sfumature spesso si perdono nei dibattiti pubblici, che possono diventare rapidamente emotivi. Con le crescenti preoccupazioni sul cambiamento climatico, è probabile che l’idea di imporre restrizioni sull’uso dell’elettricità guadagni popolarità come strumento per gli attivisti che si oppongono a determinate industrie. Questo approccio ricorda l'”Operazione Choke Point”, mirata a limitare il consumo energetico.

Abbiamo già assistito a funzionari che prendono di mira settori considerati problematici, esercitando pressioni sulle banche e sui sistemi di pagamento che forniscono loro servizi finanziari. Industrie come i venditori di armi da fuoco, i prestatori su stipendio e le compagnie di combustibili fossili sono diventate bersagli. Queste pressioni provengono da politici e attivisti che cercano di modificare il comportamento di queste industrie, isolandole dalle principali istituzioni finanziarie, anche in assenza di prove di illegalità.

Ora, con il dibattito sull’opportunità di limitare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, sembra inevitabile che campagne di pressione simili emergano in questo settore. Come le banche sono state spinte a limitare le loro controparti per ragioni politiche, le compagnie elettriche potrebbero presto affrontare pressioni simili riguardo ai loro clienti che consumano più energia.

Sebbene le preoccupazioni degli attivisti non siano completamente infondate – esistono rischi reali associati all’IA che devono essere considerati e gestiti – l’imposizione di restrizioni generali sull’uso dell’elettricità non è l’approccio giusto. Basare i diritti di utilizzo dell’energia su considerazioni politiche è pericoloso. Fortunatamente, fino ad ora, l’accesso all’elettricità negli Stati Uniti è rimasto un diritto incontestato.

Invece di scegliere vincitori e vinti, i politici dovrebbero concentrarsi sul fornire elettricità affidabile e accessibile a tutti i clienti che rispettano la legge e pagano le bollette. Settori come le criptovalute e l’IA miglioreranno naturalmente la loro efficienza energetica nel tempo, poiché questa è già una priorità per loro. Dovrebbero avere lo spazio necessario per svilupparsi.

Non dovremmo cedere ai tentativi di limitare l’approvvigionamento energetico delle tecnologie emergenti solo perché alcune industrie sono diventate oggetto di dibattiti politici. Con politiche sagge e favorevoli all’innovazione, è possibile soddisfare le nostre esigenze energetiche e raggiungere gli obiettivi ambientali contemporaneamente.

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Giacomo Crosetto
Giacomo Crosettohttps://www.alground.com
Dopo anni impiegati nell'analisi forense e nelle consulenze per tribunali come perito, si dedica alla gestione dell'immagine digitale e alle tematiche di sicurezza per privati ed aziende
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