05 Aprile 2026
HomeAttualitàJ.D.Vance. Il burattinaio di Trump?

J.D.Vance. Il burattinaio di Trump?

Nell’arena politica statunitense, pochi rapporti hanno catalizzato l’attenzione come quello tra Donald Trump e il suo vicepresidente J.D. Vance. Quello che inizialmente sembrava un matrimonio di convenienza, l’ex presidente bisognoso di rinnovare il movimento MAGA e l’ex critico repubblicano in cerca di riscatto, si è trasformato in una simbiosi strategica che sta plasmando l’agenda dell’amministrazione. Fonti giornalistiche e analisti politici concordano: Vance non è un semplice comprimario, ma un architetto chiave delle politiche più radicali di Trump, in particolare in politica estera.

L’incidente Zelensky: il punto di non ritorno

Il 12 febbraio 2025, l’incontro tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nello Studio Ovale è degenerato in un dibattito televisivo surreale, trasmesso in diretta su Fox News. Secondo Le Monde, Vance avrebbe orchestrato il confronto, spingendo Trump a rompere pubblicamente con l’alleato ucraino. «Volete altri soldi? Allora smettetela di parlare di democrazia e dateci i nomi dei vostri oligarchi!», avrebbe urlato Trump, mentre Vance osservava in silenzio, soddisfatto.

Fonti della Casa Bianca rivelano che il vicepresidente, giorni prima, aveva preparato Trump con dossier selettivi sull’inefficienza degli aiuti all’Ucraina, enfatizzando presunti legami tra Kyiv e gruppi progressisti americani. Una mossa che ha trasformato Zelensky da eroe della resistenza a capro espiatorio, allineandosi alla narrativa anti-interventista di Vance.

Vance, l’ideologo del nuovo isolazionismo

Già nel 2022, nel suo libro The New Nationalism, Vance delineava una visione anti-globalista che oggi permea la politica estera di Trump: riduzione degli impegni NATO, accordi bilaterali al posto di alleanze multilaterali, e scetticismo verso i conflitti “per procura”. Un’ideologia che Trump inizialmente considerava troppo estrema, ma che Vance ha saputo vendere come realpolitik populista.

Durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco nel febbraio 2025, Vance ha ignorato deliberatamente la guerra in Ucraina, concentrandosi invece su un monito agli alleati europei: «Se volete la nostra protezione, pagate in contanti o in risorse». Un discorso che ha scandalizzato i tradizionalisti repubblicani, ma che ha consolidato il suo ruolo di portavoce dell’America First 2.0.

Vance ha costruito il suo ascendente su Trump combinando lusinghe strategiche e appeal ideologico. «È l’unico che lo chiama “capo” invece di “signor presidente”», rivela un ex collaboratore. «Trump lo vede come un figlio politico, ma Vance gioca un doppio gioco: usa quella fiducia per influenzare decisioni chiave».

Un esempio? La vendita di TikTok a un consorzio guidato da Elon Musk, un’operazione gestita direttamente da Vance. Mentre Trump esitava, temendo ripercussioni elettorali tra i giovani, Vance ha argomentato: «I cinesi controllano i dati, ma noi controlleremo la narrativa». Una mossa che ha rafforzato il loro legame, nonostante le critiche bipartisan.

Le contraddizioni di Vance

La trasformazione di Vance da feroce critico di Trump, lo definì “un idiota culturale” nel 2016 a suo luogotenente fedele resta un rompicapo. Alcuni lo definiscono un “camaleonte ideologico”, ricordando che nel 2022, durante la campagna per il Senato in Ohio, Vance bruciò copie del suo stesso libro per ottenere l’endorsement di Trump.

Oggi, mentre promuove politiche anti-immigrazione che colpiscono persino i lavoratori stranieri delle sue fabbriche in Ohio, Vance incarna il paradosso del populismo: retorica anti-elitaria unita a pragmatismo spietato.

Alcune voci dicono che Trump stia preparando Vance come suo successore designato, affidandogli incarichi ad alto rischio, ad esempio i negoziati con la Corea del Nord, per testarne la resilienza. Intanto, Vance sta costruendo una rete parallela di sostenitori, incontrando segretamente leader di movimenti sovranisti europei e magnati tech.

Tuttavia, il suo destino dipende dalla capacità di bilanciare due identità: il populista ribelle che attira la base MAGA e il calcolatore pragmatico necessario per conquistare l’elettorato moderato.

L’alleanza Trump-Vance non è unidirezionale, ma un esperimento di potere condiviso: Trump fornisce il carisma e la visibilità, Vance l’ideologia e la tattica. Insieme, stanno ridefinendo il conservatorismo americano, mescolando nazionalismo economico, isolazionismo selettivo e guerra culturale.

Tuttavia, il rischio è che questa simbiosi acceleri la frantumazione dell’ordine internazionale e approfondisca le divisioni domestiche. Vance manovra Trump: lo amplifica, trasformando ogni suo impulso in politica. È il ventriloquo che usa il burattino per parlare più forte.

Per ora, la domanda cruciale resta: chi sta veramente tenendo le fila? La risposta, forse, è che in questa danza di potere, entrambi credono di condurre.

Alex Trizio
Alex Triziohttps://www.alground.com
Logo Home Perché Eywa Perché Eywa Il Team fondatore Alessandro Trizio Direttore Responsabile Da sempre appassionato di informatica e nuove tecnologie. Si avvicina al mondo dell’open source e partecipa attivamente allo sviluppo del sistema operativo Linux, approfondendo sempre di più il settore di sviluppo e ingegneria software, collaborando con aziende statunitensi. Contemporaneamente, avvia e amplia studi sulla comunicazione e sul comportamento sociale e della comunicazione non verbale. Questi progetti lo portano a lunghe collaborazioni all’estero, tra USA e Israele, dove approfondisce le interazioni fra software ed essere umano, che sfociano nella specializzazione in intelligenza artificiale. I molti viaggi in Medio Oriente aumentano la passione per la politica e la geopolitica internazionale. Nel 2004, osserva lo sviluppo dei social network e di una nuova fase del citizen journalism, e si rende conto che le aziende necessitano di nuovi metodi per veicolare i contenuti. Questo mix di elevate competenze si sposa perfettamente con il progetto di Web Reputation della madre, Brunilde Trizio. Ora Alessandro è Amministratore e Direttore strategico del Gruppo Trizio.
Altri articoli

TI POSSONO INTERESSARE

Dossier Tecnico Militare: EA-18G Growler

L'EA-18G Growler rappresenta l'apice tecnologico attuale nel dominio dell'Airborne Electronic Attack (AEA), fungendo da pilastro insostituibile per le operazioni aeree moderne in ambienti contestati....

Se lo Stato d’Israele scomparisse cosa succederebbe?

L'architettura geopolitica del Medio Oriente contemporaneo poggia su un equilibrio precario di forze in cui lo Stato d'Israele agisce non solo come attore sovrano,...

Claude Code leak: rivelate 512.000 righe di codice

Il codice sorgente di Claude Code è stato accidentalmente esposto tramite npm: ecco cosa è emerso sulle funzioni nascoste, sugli agenti autonomi e sull’architettura...

Pay2Key, il ransomware iraniano che torna a colpire

Pay2Key non è solo un nome che ricompare nel sottobosco del cybercrime. È un caso che racconta come il ransomware possa diventare uno strumento...

Quando l’AI scrive codice, il rischio è dietro l’angolo: ecco come limitarlo

L’uso dell’intelligenza artificiale nella programmazione promette velocità, produttività e automazione. Ma dietro questa promessa c’è un rischio concreto: un codice generato o modificato male...

Precision Strike Missile (PrSM): il missile di Precisione a Lungo Raggio

Il panorama della difesa globale ha subito una trasformazione radicale nel corso dell'ultimo decennio, passando da operazioni di contro-insurrezione a una competizione tra grandi...

Il Pentagono accelera su THAAD: la corsa per blindare il cuore dello scudo antimissile

Il Pentagono ha firmato un nuovo accordo con BAE Systems e Lockheed Martin per quadruplicare la produzione dei sensori di guida del sistema THAAD,...

L’ornitorinco di Tokyo: EC-2 Stand-Off Electronic Warfare Aircraft arma invisibile nella guerra elettronica

Il 17 marzo 2026, da una pista della base aerea di Gifu, in Giappone, un aereo dall'aspetto improbabile ha preso quota per la prima...

Opzione militare terrestre USA contro l’Iran: dossier operativo-tattico

A marzo 2026 il dispositivo militare statunitense nel Golfo Persico e nel teatro mediorientale ha completato l'accumulo delle forze necessarie per condurre operazioni di...