03 Giugno 2026
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Perchè la Reuters è proprietaria del database di terroristi World Check?

Chris Vickery nel recente passato ha scoperto decine di banche dati costituite da registri elettorali, analisi mediche, record di assicurazioni, e molto altro ancora. Questo ricercatore ha pubblicato un articolo su Reddit dove annuncia di essere entrato in possesso del più grande database di probabili terroristi.

Cosa ha trovato Vickery

Alcuni anni fa, Thomson Reuters ha acquistato una società per 530.000.000 di dollari. Parte di questa offerta comprendeva un database globale di “individui a rischio accresciuto” chiamato World-Check che Thomson Reuters mantiene fino ai giorni nostri. Secondo Vice.com, World-Check è utilizzato da oltre 300 governi e le agenzie di intelligence, 49 delle 50 più grandi banche, e 9 dei primi 10 studi legali globali. La versione corrente del database contiene, tra le altre categorie, una lista nera di 93.000 individui sospettati di avere legami con il terrorismo.

Ho ottenuto una copia del database di World-Check  del 2014.

Non c’entra l’hacking in questa storia, dice Vickery, io lo chiamerei più una svista o una faciloneria messa in atto da chi detiene questo database. I dettagli esatti  possono essere condivisi in un secondo momento, continua il ricercatore.

Questa copia ha più di 2,2 milioni di individui ritenuti a rischio per avere contatti con ambienti terroristici. La categoria terrorismo è solo una piccola parte del database. Altre categorie sono costituite da persone sospettate di essere legati al riciclaggio di denaro, la criminalità organizzata, la corruzione, e altre attività illegali.

Sto inviando questo messaggio, al fine di chiedere, “Devo rilasciare questo database alla libera consultazione?”. Io voglio la vostra opinione.

Questa la frase più rilevante di tutto l’articolo del ricercatore. Sta avvisando che potrebbe rendere di dominio pubblico tutto il database. E continua Per lo meno, questo dovrebbe far ripartire un po di conversazione on-line per quanto riguarda l’opportunità di avere soggetti privati che ​​detengono elenchi utilizzati da agenzie governative e banche.

Ma l’articolo continua:

Ecco alcuni argomenti a favore e contro, della pubblicazione del database:

Pro:

  1. Persone innocenti sono state messe in questa lista meritano di sapere che sono sospettate.
  2. I dati sono apparentemente tutti aggregati da fonti pubbliche.
  3. Il database è già accessibile a chiunque sia disposto a pagare Thomson Reuters per questo.

Contro:

  1. Il rilascio potrebbe avvisare alcuni veri terroristi che sono stati scoperti.
  2. Il team legale della  Thomson Reuters probabilmente mi denuncerà (Vickery parla in prima persona). Dopo tutto, visto che investono molto tempo e fatica nella categorizzazione e analisi dei dati, anche se provengono da fonti pubbliche. C’è probabilmente un copyright da difendere.
  3. Non ho nulla contro Thomson Reuters e io sono generalmente un ragazzo abbastanza amichevole.
  4. Potrebbe arrecare danno a persone che non dovrebbero essere sulla lista, ma ci sono per errore.

Inoltre, si consideri questo articolo: Articolo sulla blacklist dei terroristi internazionali

E la pagina di Thomson Reuters per il database: https://risk.thomsonreuters.com/products/world-check

* Una nota speciale per Thomson Reuters: Ho intenzione di contattarvi a breve per quanto riguarda le circostanze che mi hanno permesso di ottenere una copia di questo database. Speriamo di poter lavorare insieme per riavere  l’originale, io sono a disposizione – dice il ricercatore –  se non desiderate che la mia copia del database divenga pubblico, basta avere una motivazione convincente.

Ultime considerazioni

In questo articolo, che ho riportato in breve, si trascura il particolare più ombroso di tutta la faccenda: perchè una agenzia giornalistica detiene un database di probabili terroristi, senza che questo sia acquisito dai governi? Perchè ci sono listate persone di cui non si ha prova che siano collegati al crimine? Può una agenzia privata rivendere a chiunque paga un database così privato e così pericoloso?
O questa è tutta una storia inventata oppure la situazione è molto più grave di come appare.

Alex Trizio
Alex Triziohttps://www.alground.com
Da sempre appassionato di informatica e nuove tecnologie. Si avvicina al mondo dell’open source e partecipa attivamente allo sviluppo del sistema operativo Linux, approfondendo sempre di più il settore di sviluppo e ingegneria software, collaborando con aziende statunitensi. Contemporaneamente, avvia e amplia studi sulla comunicazione e sul comportamento sociale e della comunicazione non verbale. Questi progetti lo portano a lunghe collaborazioni all’estero, tra USA e Israele, dove approfondisce le interazioni fra software ed essere umano, che sfociano nella specializzazione in intelligenza artificiale. I molti viaggi in Medio Oriente aumentano la passione per la politica e la geopolitica internazionale. Nel 2004, osserva lo sviluppo dei social network e di una nuova fase del citizen journalism, e si rende conto che le aziende necessitano di nuovi metodi per veicolare i contenuti. Questo mix di elevate competenze si sposa perfettamente con il progetto di Web Reputation della madre, Brunilde Trizio. Ora Alessandro è Amministratore e Direttore strategico del Gruppo Trizio.
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