HomeAttualitàPerchè la Reuters è proprietaria del database di terroristi World Check?

Perchè la Reuters è proprietaria del database di terroristi World Check?

Chris Vickery nel recente passato ha scoperto decine di banche dati costituite da registri elettorali, analisi mediche, record di assicurazioni, e molto altro ancora. Questo ricercatore ha pubblicato un articolo su Reddit dove annuncia di essere entrato in possesso del più grande database di probabili terroristi.

Cosa ha trovato Vickery

Alcuni anni fa, Thomson Reuters ha acquistato una società per 530.000.000 di dollari. Parte di questa offerta comprendeva un database globale di “individui a rischio accresciuto” chiamato World-Check che Thomson Reuters mantiene fino ai giorni nostri. Secondo Vice.com, World-Check è utilizzato da oltre 300 governi e le agenzie di intelligence, 49 delle 50 più grandi banche, e 9 dei primi 10 studi legali globali. La versione corrente del database contiene, tra le altre categorie, una lista nera di 93.000 individui sospettati di avere legami con il terrorismo.

Ho ottenuto una copia del database di World-Check  del 2014.

Non c’entra l’hacking in questa storia, dice Vickery, io lo chiamerei più una svista o una faciloneria messa in atto da chi detiene questo database. I dettagli esatti  possono essere condivisi in un secondo momento, continua il ricercatore.

Questa copia ha più di 2,2 milioni di individui ritenuti a rischio per avere contatti con ambienti terroristici. La categoria terrorismo è solo una piccola parte del database. Altre categorie sono costituite da persone sospettate di essere legati al riciclaggio di denaro, la criminalità organizzata, la corruzione, e altre attività illegali.

Sto inviando questo messaggio, al fine di chiedere, “Devo rilasciare questo database alla libera consultazione?”. Io voglio la vostra opinione.

Questa la frase più rilevante di tutto l’articolo del ricercatore. Sta avvisando che potrebbe rendere di dominio pubblico tutto il database. E continua Per lo meno, questo dovrebbe far ripartire un po di conversazione on-line per quanto riguarda l’opportunità di avere soggetti privati che ​​detengono elenchi utilizzati da agenzie governative e banche.

Ma l’articolo continua:

Ecco alcuni argomenti a favore e contro, della pubblicazione del database:

Pro:

  1. Persone innocenti sono state messe in questa lista meritano di sapere che sono sospettate.
  2. I dati sono apparentemente tutti aggregati da fonti pubbliche.
  3. Il database è già accessibile a chiunque sia disposto a pagare Thomson Reuters per questo.

Contro:

  1. Il rilascio potrebbe avvisare alcuni veri terroristi che sono stati scoperti.
  2. Il team legale della  Thomson Reuters probabilmente mi denuncerà (Vickery parla in prima persona). Dopo tutto, visto che investono molto tempo e fatica nella categorizzazione e analisi dei dati, anche se provengono da fonti pubbliche. C’è probabilmente un copyright da difendere.
  3. Non ho nulla contro Thomson Reuters e io sono generalmente un ragazzo abbastanza amichevole.
  4. Potrebbe arrecare danno a persone che non dovrebbero essere sulla lista, ma ci sono per errore.

Inoltre, si consideri questo articolo: Articolo sulla blacklist dei terroristi internazionali

E la pagina di Thomson Reuters per il database: https://risk.thomsonreuters.com/products/world-check

* Una nota speciale per Thomson Reuters: Ho intenzione di contattarvi a breve per quanto riguarda le circostanze che mi hanno permesso di ottenere una copia di questo database. Speriamo di poter lavorare insieme per riavere  l’originale, io sono a disposizione – dice il ricercatore –  se non desiderate che la mia copia del database divenga pubblico, basta avere una motivazione convincente.

Ultime considerazioni

In questo articolo, che ho riportato in breve, si trascura il particolare più ombroso di tutta la faccenda: perchè una agenzia giornalistica detiene un database di probabili terroristi, senza che questo sia acquisito dai governi? Perchè ci sono listate persone di cui non si ha prova che siano collegati al crimine? Può una agenzia privata rivendere a chiunque paga un database così privato e così pericoloso?
O questa è tutta una storia inventata oppure la situazione è molto più grave di come appare.

Seguiamo questa storia: iscriviti a questo articolo. Riceverai aggiornamenti in tempo reale non appena vengono pubblicati
Alex Trizio
Alex Triziohttps://www.alground.com
Da sempre appassionato di informatica e nuove tecnologie. Si avvicina al mondo dell’open source e partecipa attivamente allo sviluppo del sistema operativo Linux. Questi progetti lo portano a lunghe collaborazioni all’estero, dove approfondisce le interazioni fra software ed essere umano. I molti viaggi in Medio Oriente aumentano la passione per la politica e la geopolitica internazionale. Questo mix di elevate competenze si sposa perfettamente con il progetto editoriale fondato dalla madre, Brunilde Trizio. Ora Alessandro è Amministratore e Direttore strategico del Gruppo Trizio.
Altri articoli

TI POSSONO INTERESSARE

Gli Houthi arrivano a Bab el-Mandeb: perché una piccola isola può pesare sulla guerra e sul petrolio

Gli Houthi raggiungono Perim, nel cuore di Bab el-Mandeb. Perché l’avanzata in Yemen può minacciare una delle principali rotte mondiali del petrolio.

L’AfD sfonda in Sassonia-Anhalt: vince col 43,8%, ma governare resta un rebus

L’AfD conquista il 43,8% in Sassonia-Anhalt e ottiene 39 seggi su 83. La maggioranza sfugge per tre voti e apre un difficile rebus di governo.

Il fronte russo-ucraino al 5 settembre 2026: dove si combatte e chi sta avanzando

La Russia aumenta la pressione tra Donetsk e Zaporizhzhia senza ottenere uno sfondamento generale. La situazione aggiornata settore per settore.

Agenti IA attaccano un wiki tedesco: le tracce che portano a OpenAI

Migliaia di messaggi lasciati da agenti IA su un wiki tedesco sollevano dubbi sui controlli di OpenAI. Le prove, le smentite e i rischi.

Militari nel partito di Vannacci: cosa verifica la Procura

La Procura militare di Roma verifica la presenza di appartenenti alle Forze armate nella struttura di Futuro Nazionale. Ecco che cosa prevede realmente la legge.

I nuovi Geran a reazione cambiano la guerra nei cieli dell’Ucraina

La Russia impiega sempre più droni Geran a reazione contro l’Ucraina: sono più veloci, difficili da intercettare e progettati per saturare la difesa aerea.

Il Texas ferma i data center: dietro il boom dell’IA cresce la domanda elettrica fantasma

Il Texas sospende le nuove connessioni dei data center e controlla centinaia di gigawatt di richieste. La domanda energetica dell’IA è reale, ma una parte dei progetti potrebbe esistere soltanto sulla carta.

Il drone di Lipsia apre una nuova fase dello scontro tra Europa e Russia

Berlino attribuisce alla Russia il fallito attentato con drone esplosivo all’aeroporto di Lipsia-Halle. L’Europa reagisce, Mosca nega e lo scontro diplomatico entra in una fase nuova.

Arena-M lo scudo di Mosca che doveva rendere invincibili i carri armati russi

Un T-72B3A avanza lentamente nei pressi di Maiak, nel Donetsk. Sulla torretta spicca una corona di sensori e piccoli lanciatori: è l'Arena-M, il sistema...