Lo skateboard fluttuante diventa realtà

Lo skateboard fluttuante  diventa realtà

Nel 1989, per promuovere il marketing di Back to the Future II, Robert Zemeckis annunciò (non senza conseguenze) che lo skateboard volante utilizzato nelle riprese era un oggetto reale, ma considerato poco sicuro per gli utenti e quindi bandito dalle vendite.

Lo fece davvero. E la notizia arrivò come un fulmine a ciel sereno per tutti quei ragazzi e bambini che, a quel punto, non desiderarono altro. Purtroppo l’età giovane non aiutò a capire che si trattava di uno scherzo, di un annuncio di marketing.

Ma, tenete il respiro: il giorno della verità è arrivato.

Back to the future II hoverboard

Lo skateboard fluttuante diventa realtà.

Back to the future: ecco lo skateboard fluttuante

Skateboard fluttuante Back to the future II

Il frame del film Back To the Future II dove si vede lo skateboard fluttuante

C’è chi sta tentando di riprodurre la tecnologia dell’hoverboard. L’ispirazione viene da un artista di nome Nils Guadagnin, che ha cercato di riprodurre il design dell’hoverboard per una sua mostra nel 2010. L’autore si chiama Don Dula: ha comprato un kit di elettromagneti in Olanda. Due magneti restano attaccati a terra, mentre, in corrispondenza, ci sono due altri magneti attaccati al fondo dello skateboard.

Un sistema laser di stabilizzazione fa in modo che i 4 magneti siano sempre in asse; lo skateboard è realizzato con una schiuma plastica speciale, adatta ai magneti, e può sostenere fino a poco più di 2kg.

Non aspettatevi quindi di andare in giro per le strade con il vostro hoverboard. Per il momento lo skate di Dula rimane un oggetto statico sui magneti, in grado però di fluttuare. Si può rimuovere uno dei magneti, in modo tale da far ruotare l’hoverboard: questa particolarità è molto intrigante e compensa l’incapacità della macchina di Biff Tannen di fluttuare. lateralmente.

Qui potete vedere l’oggetto spiegato.

Lo skateboard fluttuante diventa realtà ultima modifica: 2015-04-14T14:46:10+00:00 da Simone De Micheli

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Esperto di comunicazioni cifrate e di cyberbullismo, Simone è impegnato da anni come consulente per la gestione del crimine online e per la protezione dei minori sul web.

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