HomeAttualitàCoronavirus. Amazon esploderà per i troppi ordini?

Coronavirus. Amazon esploderà per i troppi ordini?

Amazon è abituato a enormi picchi di ordini, specialmente per festività natalizie o altre occasioni. E’ capace di spedire milioni di pacchi in un solo giorno per far fronte alla domanda del mercato.

Ma la diffusione del Coronavirus, che ha bloccato tutte le città e ci costringe ad ordinare on-line, sta mettendo seriamente alla prova le capacità di spedizione del più grande e-commerce del mondo.

Amazon rappresenta il 39% delle vendite online nei soli Stati Uniti, percentuale che si alza ancora di più in Italia. Ora che è anche un fornitore di cibo, di apparecchiature mediche e medicinali, di articoli per la casa e molto altro, la piattaforma potrebbe letteralmente implodere per l’enorme aumento di ordini.

D’altra parte, se Amazon riuscisse a soddisfare gli ordini dei clienti persino durante una crisi del genere, potrebbe emergere ancora di più come forza dominante nel mondo.

Amazon: i primi problemi con il Coronavirus

L’inizio dell’epidemia di Coronavirus non è stata assolutamente facile per l’azienda, che ha esaurito in pochi giorni la carta igienica e tutte le scorte mediche del suo inventario, registrando anche consegne rallentate e slot per la spedizione di prodotti freschi, ridotti all’osso.

Inoltre Amazon ha dovuto combattere contro le contraffazioni dei prodotti medicali e aumenti esagerati dei prezzi. Durante l’ultimo fine settimana, il sistema di consegna Amazon Prime ha subito un grave problema tecnico e ha costretto diversi clienti ad annullare i propri ordini.

Nel frattempo, i dipendenti dei magazzini e i fornitori hanno iniziato a sollevare diversi dubbi e preoccupazioni sulle condizioni di lavoro nei centri di smistamento, temendo che il collasso di alcuni magazzini potesse danneggiare persino la salute di molti dipendenti e indebolire le operazioni di consegna.

Le contromisure di Amazon

I leader di Amazon stanno cercando di dimostrare che sono all’altezza del monumentale compito che gli si prospetta davanti e la società si è mossa rapidamente nel corso degli ultimi giorni per apportare grandi cambiamenti e i suoi sistemi di logistica.

Cercando di rispondere alle preoccupazioni dei clienti e dei fornitori, la società ha annunciato l’intenzione di assumere almeno altri 100.000 dipendenti part time da impiegare nei magazzini operativi a tempo pieno per gestire le consegne.

Massima priorità sarà data alla fornitura di medicine e simili, oltre a beni di prima necessità.

Per quanto riguarda la salute e la resistenza dei lavoratori nei magazzini, Amazon ha dichiarato che verranno consultati medici e sanitari per attuare tutte quelle misure preventive che eviteranno il burnout, oltre a garantire una maggiore pulizia dei locali per garantire la sicurezza dei lavoratori.

Alcuni sviluppatori di software per la gestione delle consegne e che riforniscono Amazon, hanno fatto qualche previsione. Secondo alcuni di loro, il pericolo principale di un blocco di Amazon si verificherà proprio nei prossimi giorni, in quanto i principali clienti cinesi stanno iniziando ad eseguire nuovi ordini dopo i blocchi del coronavirus, e nello stesso periodo i clienti europei stanno usando i negozi digitali per riempire le loro dispense come non mai.

Che servizio possiamo aspettarci nei prossimi mesi?

Alcune previsioni ottimistiche ritengono che dopo la paura di questi giorni il numero di ordini complessivi mondiali dovrebbe diminuire e che Amazon dovrebbe riuscire a tenere testa all’aumento di ordinativi.

James Thompson, un ex dirigente di Amazon ora consulente di riposizionamento dei marchi sul mercato, ha affermato che nelle sue valutazioni le ultime mosse di Amazon sono sufficienti per gestire l’aumento degli ordini.

C’è anche da considerare che Amazon non gestisce le consegne da solo, ma collabora a stretto gomito con partner come UPS e US Postal Service, negli Stati Uniti, e Bartolini in Italia.

I ritardi saranno inevitabili, dato che Amazon è stata costretta a elaborare una nuova strategia di consegna con pochissimo preavviso.

Ma c’è anche da considerare che il gigante dell’e-commerce avrà un piccolo vantaggio. La comprensione che i clienti riserveranno alla sua velocità di consegna, tenuto conto della situazione di emergenza.

I clienti saranno probabilmente disposti ad aspettare qualche giorno in più per le loro consegne, e non pretenderanno che il servizio funzioni come al solito.

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Alex Trizio
Alex Triziohttps://www.alground.com
Da sempre appassionato di informatica e nuove tecnologie. Si avvicina al mondo dell’open source e partecipa attivamente allo sviluppo del sistema operativo Linux. Questi progetti lo portano a lunghe collaborazioni all’estero, dove approfondisce le interazioni fra software ed essere umano. I molti viaggi in Medio Oriente aumentano la passione per la politica e la geopolitica internazionale. Questo mix di elevate competenze si sposa perfettamente con il progetto editoriale fondato dalla madre, Brunilde Trizio. Ora Alessandro è Amministratore e Direttore strategico del Gruppo Trizio.
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