HomeAttualitàGoogle AMP. Cos'è, come funziona, come cambia le news

Google AMP. Cos’è, come funziona, come cambia le news

L’era delle lunghe attese a fissare lo schermo dello smartphone in attesa del caricamento di una pagina web sembra che stia per finire. O per lo meno, si sta pensando seriamente a una soluzione. Google ha presentato il nuovo progetto a cui sta lavorando: si chiamerà Google AMP e consentirà un aumento di velocità nel caricamento dei contenuti su dispositivo mobile.

Google AMP. Cos’è, come funziona

Accelerate Mobile Pages ha, dunque, l’obiettivo di mettere fine alle lunghe attese a cui è costretto l’utente quando apre un link dal suo cellulare. Con l’avvento di smartphone e tablet è inevitabilmente cambiato il modo di accedere alle informazioni, i cui contenuti sempre più spesso vengono consultati da dispositivi mobili e sempre meno da personal computer.

Ogni volta, però, che un contenuto carica lentamente sul telefonino, l’utente tende ad abbandonare il link e l’editore perde un lettore. Questo comporta l’innescarsi di un circolo vizioso in cui sono tutti a perdere. Il consumatore che non ottiene quello che vuole e l’editore che, perdendo un lettore, ha sempre meno possibilità di generare entrate attraverso la pubblicità o gli abbonamenti.

Con l'avvento dei dispositivi mobili è cambiato il modo di fruizione delle notizie
Con l’avvento dei dispositivi mobili è cambiato il modo di fruizione delle notizie

La presentazione del progetto da parte dell’azienda di Montain View mira proprio a colmare questo deficit. Come funziona AMP? Si tratta dunque di un’iniziativa open source che rivoluzionerà l’esperienza dell’accesso ai contenuti sui dispositivi mobili da parte degli utenti. Sarà garantita un’accelerazione nelle prestazioni del web mobile, senza rinunciare alla ricchezza dei contenuti.

Le pagine web avranno comunque video, animazioni ed elementi grafici, ma saranno caricate più velocemente. Non solo. Il linguaggio di codice sarà lo stesso per più piattaforme e dispositivi, in modo che il contenuto possa apparire ovunque in un istante, a prescindere dal tipo di telefono o tablet che si sta utilizzando.

Google AMP. L’accordo con gli editori più importanti

Il progetto si basa su AMP HTML, framework aperto e costruito interamente sulla base di tecnologie web esistenti, che permette ai siti di costruire pagine web più leggere. Il formato AMP HTML in futuro sarà adottato da altri servizi Google, come Google News. Nuove collaborazioni con editori e aziende tecnologiche saranno avviate. Twitter, Pinterest, WordPress.com, Chartbeat, Parse.ly, Adobe Analytics e LinkedIn è il primo gruppo di partner tecnologici che prevedono di integrare pagine HTML AMP.

Al progetto stanno già partecipando trenta editori di tutto il mondo, tra cui il gruppo Condé Nast, The New York Times, The Guardian, El Pais, La Stampa. Il progetto con gli editori europei era stato già annunciato negli scorsi mesi con il nome di Digital News Initiative (DNI), attraverso il quale si era costituita una sorta di tavola rotonda in cui discutere collettivamente su un futuro sostenibile per l’informazione digitale.

Google AMP. Contenuto, distribuzione e pubblicità

Dal progetto Google AMP saranno in molti a trarre beneficio. Quali sono gli aspetti che Google AMP provvederà a migliorare? Contenuti, distribuzione delle notizie e pubblicità sono gli elementi di cui il colosso di Montain View terrà conto per migliorare le prestazioni.

Google AMP migliorerà la distribuzione delle notizie in tutto il mondo e su qualsiasi dispositivo
Google AMP migliorerà la distribuzione delle notizie in tutto il mondo e su qualsiasi dispositivo

Gli editori, innanzi tutto, potranno produrre contenuti sempre più ricchi di elementi multimediali, come immagini, video, mappe, per rendere più accattivanti le loro news. Google AMP fornisce un approccio open source, che consente agli editori di concentrarsi sulla produzione di grandi contenuti, basandosi su componenti condivisi per assicurare elevate prestazioni e una grande esperienza da parte dell’utente.

Per quanto riguarda l’aspetto della distribuzione, i contenuti prodotti in Spagna possono essere raggiunti in un attimo in tutto il mondo, per esempio, anche in Cile. Per garantire questo è stato progettato un nuovo approccio per la memorizzazione nella cache.

Google intende aprire i server cache che saranno utilizzati da chiunque gratuitamente. Vale a dire che gli editori potranno continuare a ospitare il loro contenuto mentre questo verrà distribuito in maniera efficiente attraverso alte prestazioni della cache globale di Google.

Per quanto riguarda la pubblicità, infine, Google AMP supporterà formati diversi di advertising. Ogni sito che utilizzerà l’AMP HTML manterrà la possibilità di scegliere il network pubblicitario così come il formato. Anche il supporto degli abbonamenti e dei paywall è obiettivo centrale del progetto”.

I lettori potranno finalmente accedere ai contenuti dallo smartphone con più rapidità
I lettori potranno finalmente accedere ai contenuti dallo smartphone con più rapidità

Google AMP. Le strategie di Apple e Facebook

Pare però che Google arrivi in ritardo per quanto riguarda la velocizzazione di caricamento dei contenuti sui dispositivi mobili. Facebook e Apple, infatti, con i loro rispettivi “Facebook instant articles” e “Apple News” permettono, già da tempo, a giornali, riviste e società di media digitali di pubblicare i contenuti direttamente sulle loro piattaforme. Google AMP quindi potrebbe essere la risposta dell’azienda di Montain View agli altri due giganti del mercato globale.

Anche se Google afferma che AMP sia stato progettato per facilitare gli affari e le entrate degli editori, chiunque adottando AMP rischia di dover fare cambiamenti radicali nel modo in cui fornisce la pubblicità online. Inoltre, Google AMP, sebbene abbia annunciato che sarà una parte cruciale del progetto, al momento non supporta ancora le modalità di abbonamento per accedere al contenuto.

Nessuna data è stata ancora fissata, ma con ogni probabilità si prevede che il nuovo progetto Google AMP non sarà lanciato prima del prossimo anno.

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Andrea Pizzo
Andrea Pizzohttp://www.alground.com
Profondo conoscitore di tutto ciò che è il mondo della rete e delle informazioni su device Apple, tiene corsi nelle università per l'educazione alla sicurezza informatica in Italia e in Europa.
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