HomeAttualitàLa manipolazione mediatica come forma di guerra. Il paradosso del Cyberspazio

La manipolazione mediatica come forma di guerra. Il paradosso del Cyberspazio

Gli Stati generalmente coesistono in modo pacifico e interdipendente. Tuttavia, quando gli interessi entrano in conflitto, possono esercitare influenza mediatica per proteggere o promuovere i loro interessi nazionali.

Gli Stati possono impiegare i loro strumenti per persuadere, costringere o manipolare altri Stati affinché cambino posizione. Gli Stati ricorreranno a mezzi diplomatici o militari, ma possono anche fare uso dello strumento informativo del potere.

L’informazione come elemento del potere nazionale si riferisce al modo in cui gli Stati utilizzano dati e conoscenze per comprendere e plasmare la natura dell’ambiente informativo a sostegno dei loro interessi nazionali. Lo strumento informativo, quando usato per esercitare influenza ingannevole, mira a disturbare “la capacità dell’avversario di indirizzare contenuti oggettivi al suo pubblico di destinazione, di comprendere correttamente la realtà e di stabilire una capacità di azione difensiva efficace”.

Manipolazione nell’Ambiente Informativo

Quando si utilizza l’informazione come strumento di influenza, è essenziale ottenere un vantaggio competitivo rispetto agli altri attori e ottenere effetti nella sfera informativa.

In altre parole, è necessario manipolare l’ambiente delle informazioni per ottenere effetti voluti, ossia cooperare, persuadere, costringere o manipolare l’attore avversario, portando così a un cambiamento di posizione. Il concetto di “manovrare” è anche in senso militare, non un’arma ma un approccio mediante il quale si mira alle vulnerabilità dell’attore.

Nella guerra di logoramento, due forze armate si scontrano frontalmente distruggendo il nemico, mentre la guerra di manovra si concentra sui centri di comando e controllo o sulle rotte di rifornimento logistiche. Meglio ancora, mira al sostegno della società nello Stato di appartenenza dell’avversario o mina la coesione delle alleanze.

Gli elementi fondamentali della guerra di manipolazione sono la prevenzione, la dislocazione e la perturbazione.

La prevenzione significa cogliere un’opportunità prima che lo faccia il nemico. Ciò spesso contrasta con processi decisionali razionali ed elaborati, poiché l’opportunità deve essere colta con una certa audacia e risolutezza, “ponendo l’accento sulla velocità anziché sulla prudenza”. Sebbene cogliere le opportunità sia un principio fondamentale della guerra, può entrare in conflitto con i principi militari, il che significa che la decisione di cogliere un’opportunità aumenterà i rischi durante lo scontro e avrà conseguenze nel periodo successivo all’azione.

La dislocazione significa condurre le forze nemiche lontano dalla battaglia decisiva utilizzando diversivi o manovre fuorvianti o cambiando la “posizione” della battaglia decisiva, sia in termini di posizione che di funzione. Una potenza nucleare può essere dislocata quando la “battaglia decisiva” viene trasferita alla guerra sottomarina o addirittura in tribunale.

In sostanza, la dislocazione rende irrilevante la forza del nemico.

La perturbazione enfatizza la pratica di sconfiggere il centro di gravità del nemico anziché la sua massa. Concentrandosi sulle vulnerabilità, il nemico è incapace di schierare le sue forze secondo un piano predestinato. Nel maggio del 1940, il piano di difesa dei Paesi Bassi era basato su fortificazioni e inondazioni. Un piano che fu completamente perturbato quando la Luftwaffe della Germania nazista aggirò le inondazioni e distrusse Rotterdam, il cuore economico del paese.

Il Cyberspazio

Le operazioni di influenza, per dislocare o perturbare un avversario non sono affatto nuove. Ciò che è nuovo è che il cyberspazio ha cambiato la dinamica e le caratteristiche delle operazioni di influenza, aggiungendo nuovi strati digitali all’ambiente informativo per esercitare influenza.
Il cyberspazio è un dominio creato dall’uomo che comprende la dimensione virtuale, il livello logico e la dimensione virtuale delle persone e parte della dimensione fisica, il livello della rete fisica. Sebbene il cyberspazio sia un dominio neutrale, simile al dominio terrestre o aereo, può anche essere utilizzato per prendere di mira altri attori.

Operazioni nel cyberspazio

Il cyberspazio ha agito come catalizzatore per sbloccare il potenziale dell’ambiente informativo. Di conseguenza, attori non statali, aziende ma anche agenti dello Stato, ad esempio, servizi di intelligence, agenzie di polizia, forze armate, hanno abbracciato le possibilità di interagire nell’ambiente informativo – tramite il cyberspazio – al fine di generare effetti.

Le attività rese possibili tramite il cyberspazio includono:
1) spionaggio digitale, o sfruttamento delle reti informatiche (CNE), estrarre dati confinati in repository virtuali
2) operazioni che minano o sovvertono i tre livelli del cyberspazio stesso (Attacchi alle Reti Informatiche – CNA) mediante codice binario, al fine di modificare o manipolare i dati, e degradare o distruggere l’infrastruttura ICT, con conseguenti effetti virtuali e fisici nel cyberspazio.
3) operazioni di influenza che utilizzano il cyberspazio, più specificamente Internet e i social media, come vettore per colpire la dimensione cognitiva, utilizzando contenuti, parole, meme e materiale video come “armi”.


Il cyberspazio non solo ha ampliato l’area di interazione consentendo a numerosi attori di entrare a basso costo, ma accelera anche la comunicazione e la rende più diffusiva. Inoltre, consente agli attori di mirare chirurgicamente a specifiche audience con messaggi su misura, potenziati computazionalmente, basati su algoritmi e grandi moli di dati personali forniti da individui e gruppi tramite piattaforme di social media come Facebook, Instagram, Twitter o Telegram.
Per invocare euristiche ed eseguire narrazioni strategiche, le operazioni di influenza digitale utilizzano una serie di tecniche, tra cui la disinformazione, il trolling o la divulgazione di dati sensibili. Le tecniche sono efficaci quando sono in grado di collegare grandi quantità di set di dati, che contengono dati personali forniti da individui e gruppi tramite piattaforme di social media.

Il meccanismo manipolativo delle operazioni di influenza è alla base della dottrina delle Misure Attive, che si basa sul controllo riflessivo, ossia “trasmettere a un partner o a un avversario informazioni appositamente preparate per spingerlo a prendere volontariamente la decisione predeterminata desiderata dall’iniziante dell’azione”.

Durante il referendum del Regno Unito del 2016 sulla permanenza o meno nell’Unione europea (Brexit), il campo del Leave coniò slogan come “Riprendiamoci il controllo” o fece l’ipotesi che l’UE costasse 350 milioni di sterline a settimana. “Riprendiamoci il controllo” fornisce un esempio del funzionamento della via periferica.

L’argomento socialmente divisivo è la membership del Regno Unito nell’UE, una questione controversa fin dalla sua adesione nel 1973. Si invocavano inoltre sentimenti radicati suggerendo che l’UE controllasse le politiche del Regno Unito e che i versamenti del Regno Unito superassero i benefici.


Pijpers, Peter B. M. J., and Paul A. L. Ducheine. Deception as the Way of Warfare: Armed Forces, Influence Operations and the Cyberspace Paradox. Hague Centre for Strategic Studies, 2023. 
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Alex Trizio
Alex Triziohttps://www.alground.com
Da sempre appassionato di informatica e nuove tecnologie. Si avvicina al mondo dell’open source e partecipa attivamente allo sviluppo del sistema operativo Linux. Questi progetti lo portano a lunghe collaborazioni all’estero, dove approfondisce le interazioni fra software ed essere umano. I molti viaggi in Medio Oriente aumentano la passione per la politica e la geopolitica internazionale. Questo mix di elevate competenze si sposa perfettamente con il progetto editoriale fondato dalla madre, Brunilde Trizio. Ora Alessandro è Amministratore e Direttore strategico del Gruppo Trizio.
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