HomeAttualitàSiren Sounds Effects. App Android dai permessi esosi e senza privacy

Siren Sounds Effects. App Android dai permessi esosi e senza privacy

Siren Sounds Effect è un’applicazione di intrattenimento per Android, free e basata sui banner pubblicitari, che riproduce i suoni delle sirene della polizia, delle ambulanze, dei clacson e di molti altri tipi di allarme. Questi suoni possono essere utilizzati come suoneria del telefono, della sveglia o delle notifiche e applicati alla propria rubrica per personalizzare i toni associati a ogni contatto. L’utente può inoltre creare dei suoni personalizzati.

Alcuni permessi incoerenti

Un’applicazione semplice e intuitiva, che richiede però numerosi permessi, alcuni dei quali decisamente incoerenti con le funzioni dichiarate ufficialmente. Se la modifica dell’archivio USB, così come l’uso del microfono, è giustificata dalla possibilità di registrare ed eliminare suoni e l’autorizzazione a modificare la rubrica dalla funzione di associare un suono ad ogni contatto, inspiegabile è la richiesta di geolocalizzare il dispositivo. Conoscere la posizione dell’utente, sia quella approssimativa basata sul browser sia quella precisa basata sul GPS, non ha alcune implicazioni per le funzioni svolte dall’app.

Inoltre, Siren Slunds Effect richiede la lettura dell’identità del telefono, un codice univoco che identifica il nostro dispositivo e che permette di tracciarlo in qualsiasi momento. La lettura dell’identità del telefono può essere richiesta dagli sviluppatori per tenere sotto controllo la pirateria, ma è anche un dato molto importante e usato per le indagini di marketing. Insieme alla richiesta di localizzare il nostro device, poi, diventa un elemento decisamente fruttuoso per studiare le nostre abitudini di navigazione e inviarci pubblicità mirata.

Nessuna Privacy Policy

Oltre all’inutilità, rispetto alle funzioni dichiarate, di localizzare il nostro device e di leggerne l’ID, importante notare una carenza fondamentale: manca un qualsiasi link o riferimento alla privacy policy. Questo significa che non possiamo sapere cosa accadrà dei nostri dati, una volta raccolti dall’applicazione. Ad esempio, potrebbero essere ceduti o venduti a terzi, a nostra totale insaputa. Inoltre, se è lecito da parte dell’app chiedere l’accesso alla nostra rubrica, è impossibile però sapere se leggerà semplicemente o al contrario memorizzerà e conserverà per un tempo indefinito le informazioni sui nostri contatti.

La mancanza di un documento che tuteli la privacy dell’utente, spiegandogli come saranno usati i suoi dati, è già, a nostro avviso, un motivo più che sufficiente per non utilizzare quest’applicazione.

Permessi esosi e nessuna Privacy Policy. SCONSIGLIATA
Seguiamo questa storia: iscriviti a questo articolo. Riceverai aggiornamenti in tempo reale non appena vengono pubblicati
Alessandro Giusti
Alessandro Giustihttps://www.alground.com
Nella redazione di Alground dal 2010, Alessandro è attivo nel campo della sicurezza e della privacy nei social network, e in un tutte le tematiche riguardanti il mondo mobile e dei diritti sul web.
Altri articoli

TI POSSONO INTERESSARE

L’AfD sfonda in Sassonia-Anhalt: vince col 43,8%, ma governare resta un rebus

L’AfD conquista il 43,8% in Sassonia-Anhalt e ottiene 39 seggi su 83. La maggioranza sfugge per tre voti e apre un difficile rebus di governo.

Il fronte russo-ucraino al 5 settembre 2026: dove si combatte e chi sta avanzando

La Russia aumenta la pressione tra Donetsk e Zaporizhzhia senza ottenere uno sfondamento generale. La situazione aggiornata settore per settore.

Agenti IA attaccano un wiki tedesco: le tracce che portano a OpenAI

Migliaia di messaggi lasciati da agenti IA su un wiki tedesco sollevano dubbi sui controlli di OpenAI. Le prove, le smentite e i rischi.

Militari nel partito di Vannacci: cosa verifica la Procura

La Procura militare di Roma verifica la presenza di appartenenti alle Forze armate nella struttura di Futuro Nazionale. Ecco che cosa prevede realmente la legge.

I nuovi Geran a reazione cambiano la guerra nei cieli dell’Ucraina

La Russia impiega sempre più droni Geran a reazione contro l’Ucraina: sono più veloci, difficili da intercettare e progettati per saturare la difesa aerea.

Il Texas ferma i data center: dietro il boom dell’IA cresce la domanda elettrica fantasma

Il Texas sospende le nuove connessioni dei data center e controlla centinaia di gigawatt di richieste. La domanda energetica dell’IA è reale, ma una parte dei progetti potrebbe esistere soltanto sulla carta.

Il drone di Lipsia apre una nuova fase dello scontro tra Europa e Russia

Berlino attribuisce alla Russia il fallito attentato con drone esplosivo all’aeroporto di Lipsia-Halle. L’Europa reagisce, Mosca nega e lo scontro diplomatico entra in una fase nuova.

Arena-M lo scudo di Mosca che doveva rendere invincibili i carri armati russi

Un T-72B3A avanza lentamente nei pressi di Maiak, nel Donetsk. Sulla torretta spicca una corona di sensori e piccoli lanciatori: è l'Arena-M, il sistema...

Il Patto della Mecca e il debutto turco da protagonista

Come l'accordo tra Riad, Ankara e Islamabad ridisegna gli equilibri del Medio Oriente e perché la Turchia non potrà davvero essere la nuova America...