26 Febbraio 2026
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Siren Sounds Effects. App Android dai permessi esosi e senza privacy

Siren Sounds Effect è un’applicazione di intrattenimento per Android, free e basata sui banner pubblicitari, che riproduce i suoni delle sirene della polizia, delle ambulanze, dei clacson e di molti altri tipi di allarme. Questi suoni possono essere utilizzati come suoneria del telefono, della sveglia o delle notifiche e applicati alla propria rubrica per personalizzare i toni associati a ogni contatto. L’utente può inoltre creare dei suoni personalizzati.

Alcuni permessi incoerenti

Un’applicazione semplice e intuitiva, che richiede però numerosi permessi, alcuni dei quali decisamente incoerenti con le funzioni dichiarate ufficialmente. Se la modifica dell’archivio USB, così come l’uso del microfono, è giustificata dalla possibilità di registrare ed eliminare suoni e l’autorizzazione a modificare la rubrica dalla funzione di associare un suono ad ogni contatto, inspiegabile è la richiesta di geolocalizzare il dispositivo. Conoscere la posizione dell’utente, sia quella approssimativa basata sul browser sia quella precisa basata sul GPS, non ha alcune implicazioni per le funzioni svolte dall’app.

Inoltre, Siren Slunds Effect richiede la lettura dell’identità del telefono, un codice univoco che identifica il nostro dispositivo e che permette di tracciarlo in qualsiasi momento. La lettura dell’identità del telefono può essere richiesta dagli sviluppatori per tenere sotto controllo la pirateria, ma è anche un dato molto importante e usato per le indagini di marketing. Insieme alla richiesta di localizzare il nostro device, poi, diventa un elemento decisamente fruttuoso per studiare le nostre abitudini di navigazione e inviarci pubblicità mirata.

Nessuna Privacy Policy

Oltre all’inutilità, rispetto alle funzioni dichiarate, di localizzare il nostro device e di leggerne l’ID, importante notare una carenza fondamentale: manca un qualsiasi link o riferimento alla privacy policy. Questo significa che non possiamo sapere cosa accadrà dei nostri dati, una volta raccolti dall’applicazione. Ad esempio, potrebbero essere ceduti o venduti a terzi, a nostra totale insaputa. Inoltre, se è lecito da parte dell’app chiedere l’accesso alla nostra rubrica, è impossibile però sapere se leggerà semplicemente o al contrario memorizzerà e conserverà per un tempo indefinito le informazioni sui nostri contatti.

La mancanza di un documento che tuteli la privacy dell’utente, spiegandogli come saranno usati i suoi dati, è già, a nostro avviso, un motivo più che sufficiente per non utilizzare quest’applicazione.

Permessi esosi e nessuna Privacy Policy. SCONSIGLIATA
Alessandro Giusti
Alessandro Giustihttps://www.alground.com
Nella redazione di Alground dal 2010, Alessandro è attivo nel campo della sicurezza e della privacy nei social network, e in un tutte le tematiche riguardanti il mondo mobile e dei diritti sul web.
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