Home Blog Pagina 102

Il tuo nuovo PC aziendale ti spia mentre lavori?

Siete sicuri che il PC aziendale appena comprato non stia spiando il vostro lavoro? Capita molto piรน spesso di quello che si pensa, e non perchรฉ durante la navigazione si prendono virus. Ma perchรฉ Pc professionali nuovi di pacca vi vengono venduti con dei virus e dei keylogger preinstallati.

Il trend non รจ nuovo. Giร  anni fa si scoprรฌ che alcuni dischi rigidi della Seagate erano stati venduti con uno spyware preinstallato, e la cosa fece parecchio scalpore. Insomma, dischi appena arrivati in azienda, ancora vergini, giร  contenevano codici in grado di controllarne l’utilizzo e i dati registrati in maniera non accettabile per un’impresa.

Nel corso del tempo i casi si sono moltiplicati e hanno toccato parecchie marche ma il fatto piรน recente e simbolico รจ certamente quello della HP.

Pc aziendali HP: il caso del driver audio impiccione

I ricercatori della Modzero AG, una compagnia di sicurezza con base a Winterthur, in Svizzera, hanno trovato una vulnerabilitร  che era stata introdotta all’interno di portatili HP perfettamente nuovi. Il problema risiedeva in un driver installato da terze parti. Il Conexant HD Audio Driver, infatti, registrava la gestione dell’audio da parte dell’utente, ma non solo: tutto quello che veniva digitato dall’utente veniva registrato in un apposito file di log, il che probabilmente serviva agli sviluppatori per eseguire un del software.

Possiamo sperare che il keylogger della HP sia stato lasciato inavvertitamente dagli sviluppatori quando venne rilasciato ai clienti senza alcuna intenzione malevola. Ma il confine tra funzionalitร  altamente sensibili a quello che facciamo per meri motivi tecnici e veri e propri spyware, i cui dati fanno grandemente comodo alle aziende produttrici, รจ troppo labile per essere lasciato al caso.

รˆ necessario quindi che i responsabili di sistema, e coloro che in genere devono scegliere una nuova linea di strumenti informatici per la loro azienda, siano consapevoli che diversi prodotti possono essere abbinati a funzioni preinstallate al limite dello spyware.

Sempre piรน PC aziendali appena venduti, includono funzionalitร  di registrazione della tastiera. Esistono dei tool per verificare che i terminali nuovi non siano troppo spioni

Il rischio quindi รจ quello di partire con una sorta di virus sin dai primi giorni di attivitร . Il modo con cui i responsabili IT e di sicurezza informatica delle piccole medie imprese italiane si possono difendere, รจ quello innanzitutto di isolare un singolo computer su cui testare il sistema operativo, le funzionalitร  e tutto quanto viene introdotto l’azienda.

In altre parole, รจ un grave errore introdurre una tecnologia in massa su tutta la propria impresa senza aver fatto una prova su un singolo endpoint.

Pc aziendali: come verificare se sono degli spioni

La via corretta, in linea generale, รจ consiste nell’eseguire un controllo su quali file vengono aperti e da quali software. Giusta mossa anche la ricerca di quali processi aprono quali documenti, per determinarne il loro comportamento. E’ importante capire anche la lista dei processi che sono strettamente necessari per il funzionamento del sistema, e quali invece appaiono opzionali, benchรฉ non sia stato installato ancora nessun software di produttivitร .

Per chi non ha il tempo o le competenze specifiche per eseguire manualmente una verifica del genere, esistono degli strumenti che vanno incontro alle esigenze di questo tipo.

Un sondaggio condotto su 263 responsabili IT negli Stati Uniti ha permesso di stilare una classifica di tool in grado di individuare, in un computer perfettamente pulito, comportamenti che completamente puliti non sono.

Il primo รจ certamente IBM Security Appscan, che esegue un esame sui componenti interattivi, statici e dinamici, oltre che un controllo del codice alla ricerca di vulnerabilitร  note su tutte le applicazioni. Viene eseguita anche una verifica della sicurezza di ogni singolo software o applicazione e alcuni altri scan automatici.

Al secondo posto HP Fortify, che offre una gamma di strumenti di sicurezza decisamente soddisfacente e aggiunge una autoprotezione per tutti i prodotti HP.

Qualys, รจ arrivata terza in questo sondaggio. Sebbene l’azienda che lo produce stia attraversando un momento non proprio sereno e questo potrebbe compromettere la stabilitร  del programma nel futuro.

Chiudono la classifica dei tool, i prodotti offerti da Whitehat e Veracode.

Ognuno di questi strumenti analizza la situazione generale del terminale, per capire se il computer ha un comportamento adeguato al normale funzionamento in una azienda.

Il consiglio รจ quello di utilizzarne almeno un paio e incrociare i risultati per arrivare a una ragionevole certezza della bontร  del proprio nuovo PC, prima di introdurlo in azienda su vasta scala.

Wannacry. Il virus che infettรฒ il mondo fu colpa della Corea e… degli USA

0

E alla fine della storia, Wannacry, uno dei peggiori virus degli ultimi decenni, sarebbe responsabilitร  della Corea del Nord, ma anche degli stessi servizi segreti americani, che probabilmente hanno combinata un’altra delle loro sviste.

Il virus Wannacry รจ una delle peggiori piaghe nella storia degli ultimi decenni nel campo della sicurezza informatica: un ransomware che ha generato miliardi di dollari di danni in tutto il mondo. E dopo mesi di rimpalli di accuse tra il governo americano e la cattivissima Corea del nord, che sarebbe responsabile dell’attacco, una buona chiusura di questa brutta storia puรฒ essere che, come spesso accade, la colpa รจ di entrambi i litiganti.

Wannacry: cosรฌ il virus ransomware infettรฒ il mondo

Andiamo con ordine. Tutto comincia nel maggio del 2017, quando un gruppo di hacker che si autodefinisce Shadow Brokers, comunica di aver rubato un codice appartenente ai servizi segreti americani della NSA, studiato per penetrare nei sistemi Windows. La vulnerabilitร , chiamata Ethernal Blue, venne diffusa pubblicamente con tanto di particolari e istruzioni di utilizzo.

Pochissimo tempo dopo la rivelazione, la stessa NSA avvisรฒ Microsoft della necessitร  di prendere rapidamente provvedimenti, e la compagnia di Redmond rispose diffondendo una patch correttiva qualche settimana dopo. Peccato che l’intervento, per quanto tempestivo, non sia servito a granchรฉ: centinaia di migliaia di computer in tutto il mondo, non vennero aggiornati e rimasero completamente scoperti e vulnerabili al meccanismo di Ethernal Blue.

La diffusione del virus Wannacry
La spaventosa diffusione mondiale del virus Wannacry, che causรฒ mld di dollari di danni.

E il mese successivo venne lanciato su vasta scala il virus WannaCry. Si tratta di un ransomware, un virus che blocca il contenuto del computer e lo rilascia solamente dietro pagamento di un riscatto, che sfruttando proprio il meccanismo inventato dagli 007 americani, infettรฒ oltre 300.000 computer in 150 paesi, causando miliardi di dollari di danni.

Ovviamente, il governo americano, dopo delle analisi interne, non esitรฒ a dare la colpa agli avversari storici, i nordcoreani. Il regime di Kimย Jong-un, venne infatti accusato di aver compilato il virus rubando le informazioni all’NSA con i suoi potentissimi hacker. La posizione del governo americano fu particolarmente dura sotto questo aspetto, e l’amministrazione Trump promise una punizione esemplare.

Wannacry fu nordcoreano? Eh no. Sbagliarono anche gli USA

Ma, nel corso dei mesi, alcuni esperti di sicurezza si sono insospettiti e hanno lanciato alcune osservazioni volte a riequilibrare un pochino la situazione, sfuggendo alla comoda ma non onesta pratica di usare i Jong-un come capro espiatorio.

Non si tratterebbe solamente di esperti hacker nordcoreani straordinariamente bravi, ma probabilmente entrรฒ in gioco una delle colossali sviste della stessa NSA. Sembra che il tool Ethernal Blue, sviluppato dagli agenti segreti americani, non sia stato adeguatamente protetto e gestito. รˆ circolata infatti la voce che un paio di dipendenti della NSA si siano incautamente “portati il lavoro a casa”, registrando sui loro computer personali una serie di strumenti di hacking sviluppati dai loro colleghi.

Uno di questi avrebbe addirittura lanciato una scansione con Kaspersky antivirus, consentendo all’azienda russa che produce il prodotto di registrare sui propri server la presenza di questi temibili strumenti di intrusione. E se il sospetto si รจ aggravato nel corso dei mesi, una specie di conferma รจ arrivata direttamente dai responsabili dei servizi di sicurezza americani.

Il capo della Cyber-sicurezza della Casa Bianca, Tom Bossert, ha rilasciato nel corso di una conferenza stampa alcune dichiarazioni che lasciano capire come l’amministrazione americana stia facendo parziale ammenda.

La colpa di Wannacry non fu solo della Corea del Nord. Anche gli 007 americani sbagliarono e non protessero adeguatamente i loro codici

“รˆ vero che se qualcuno lanciasse una bomba a New York City – ammette Bossert – e il governo Siriano fosse coinvolto nella raccolta del materiale fissile necessario per realizzarla, noi li riterremmo responsabili. Ma la Nord Corea non avrebbe potuto fare tutto questo se non ci fosse stata una perdita di controllo da parte dei nostri esperti. Il governo, – ha spiegato Bossart – ha bisogno di proteggere meglio i suoi strumenti.”

“รˆ necessario creare delle nuove misure di sicurezza per proteggersi meglio da avvenimenti come questo”, conclude.

Insomma, la morale della favola รจ che la colpa dovrebbe essere salomonicamente distribuita tra i due contendenti. La NSA, in fondo, non รจ nuova a scivoloni di questo tipo: qualche anno fa lo scandalo del Datagate, in cui vennero rivelati molti meccanismi di funzionamento degli agenti segreti americani, nacque dal furto di un ricercatore a contratto, Edward Snowden. Egli si limitรฒ a lanciare un software di crawling all’interno dei loro sistemi, per poi pubblicare dati sensibili pezzo a pezzo.

Un colpo al cerchio e uno alla botte. I danni possono essere attribuiti all’imperizia di uno e all’approfittamento dell’altro. Anche se, a voler pensare veramente male, sembra che alla fine non sia tanto strano pensare che l’attacco e soprattutto i miliardi di proventi che il ransom ha generato siano andati, cosรฌ come la colpa, metร  nelle tasche degli americani e metร  in quelle della Nord Corea.

Amici – nemici.

Bitcoin. Bolla speculativa o investimento reale? La criptovaluta sotto test

I Bitcoin, la valuta digitale che negli ultimi anni sta spopolando in tutto il mondo, ha attirato l’attenzione dell’universo bancario, dei finanzieri ma soprattutto delle centinaia di migliaia di piccoli investitori, persone in tutto il mondo che hanno iniziato ad usarle. Ma la domanda รจ d’obbligo: si tratta di una bolla speculativa destinata a scoppiare e a lasciare sul lastrico gli sprovveduti che ci stanno investendo senza riguardo, o si tratta di uno scenario solido e sostenibile nel futuro?

I Bitcoin sono una valuta digitale, conosciuta anche come criptovaluta, emersa dopo la recente crisi finanziaria, completamente indipendente da qualsiasi banca centrale. Permette alle persone di superare le banche e i tradizionali metodi di pagamento per beni e servizi.

E’ questa l’idea fondante, che ha scatenato l’interesse degli investitori e che ha consentito al prezzo di un singolo Bitcoin di aumentare del 900% nel corso del solo 2017.

I Bitcoin, creati dai cosiddetti “minatori”, che utilizzano dei computer particolarmente potenti per risolvere algoritmi matematici complessi, devono essere conservati in un portafoglio digitale online (wallet) e possono essere comprati o venduti attraverso piattaforme di scambio come Bitstamp, Bithumb e Kraken.

Bitcoin. La criptovaluta virtuale assomiglia alle antiche bolle speculative

Ma dal momento che i Bitcoin hanno conquistato il grande pubblico, รจ nata la paura che si tratti di una bolla speculativa, anche in virtรน del fatto che non viene utilizzata tanto come moneta di scambio, ma soprattutto come mezzo per accumulare valore, il che apre la strada ad operazioni di ogni tipo e genere, e che infatti ha permesso ai criminali informatici di avere uno straordinario strumento per movimentare denaro con poca tracciabilitร .

Le banche centrali e i loro esperti hanno lanciato diversi allarmi, e gli economisti hanno confrontato il comportamento dei Bitcoin con le bolle speculative finanziarie che si sono succedute nei secoli precedenti.

La bolla speculativa dei Bitcoin
I bitcoin spopolano, ma non hanno valore intrinseco e sono ad altissima volatilitร . Secondo gli analisti, le caratteristiche di una bolla speculativa ci sono tutte

Alcune situazioni simili furono infatti la compravendita di tulipani nel XVII secolo in Olanda, le paventate ricchezze nel commercio del mare del Sud nell’Inghilterra del 18simo secolo, e piรน recentemente le imprese .com, quelle che nel corso degli anni ’90, credevano di poter vendere automaticamente con internet, semplicemente aprendo un sito.

In altre parole, laddove innovazioni tecnologiche davano l’impressione di poter diventare ricchi in poco tempo, lรฌ si sono concentrate le peggiori bolle speculative, e i peggiori fallimenti della storia.

Tutti questi esempi dimostrano quanto anche i Bitcoin possano riservare cattive sorprese, soprattutto perchรจ parliamo di una valuta che ha un valore non intrinseco ma che viene definito, sostanzialmente, dalla stessa comunitร  dei suoi proprietari.

Oliver White, che lavora alla Phantom Financial Consulting, ha giudicato i Bitcoin come fenomeno che rientra pienamente nelle caratteristiche di una possibile bolla speculativa.

Analizzando i dati a ritroso fino al 2013, gli economisti della Phantom hanno verificato il prezzo medio di un Bitcoin e hanno potuto constatare che il valore medio di una unitร  รจ aumentato di 6 volte rispetto al suo equivalente del 2013. La criptovaluta ha anche dimostrato una estrema volatilitร  nel brevissimo periodo: in una settimana il prezzo รจ passato da 11 dollari, ai 9, ed รจ risalito sui 10.

Gli entusiasti del Bitcoin rispondono che il prezzo sarร  destinato ad aumentare, e cosรฌ il suo valore, e vedono la volatilitร  come un passaggio necessario per acquisire maggiore forza nel futuro. I fan del Bitcoin, che vogliono insomma vedere il bicchiere mezzo pieno, hanno anche coniato un nuovo termine per descrivere la tattica che consiste nello sfruttare beatamente le ampie fluttuazioni del Bitcoin: Hodl.

Possiamo dire che al momento attuale la strategia migliore potrebbe essere quella dell'”osserva e aspetta“. Importanti investitori cominciano ad essere interessati al mercato della criptovaluta, dopo che รจ stato dominato sostanzialmente dai ricercatori e dal mondo della criminalitร  online.

La borsa del Chicago Mercantile Exchange, per esempio, ha introdottoย  dei derivati del Bitcoin che gli ha permesso di creare dei fondi disponibili sul mercato, in poco tempo. Ma gli stessi esperti dicono di aspettare.

Il valore dei Bitcoin sul mercato finanziario
Il valore dei bitcoin sul mercato finanziario รจ ancora basso. Sembra sia necessario aspettare per capire che si tratta di uno strumento concreto

Gli analisti finanziari, infatti, spiegano che al momento dello scoppio della bolla speculativa della Dotcom, il valore sul mercato della bolla era di 2,9 trilioni di dollari, appena prima del collasso nel 2000, mentre il mercato dei Bitcoin si attesta attualmente sui 170 miliardi. Questo potrebbe essere un segnale che รจ troppo presto per giudicare, e anche una eventuale esplosione della bolla speculativa รจ piuttosto lontana nel tempo.

Bitcoin. Bolla speculativa o meno, la realtร  รจ che ci emoziona

Il sogno, piuttosto ardito, dei creatori dei Bitcoin, di una valuta che possa esistere fuori dal tradizionale mondo della finanza, sembra poter reggere ancora a lungo. Anche perchรจ il mercato si nutre spesso di emozioni.

Diversi analisti hanno sottolineato che l’aumento rapido dei Bitcoin e la creazione del mito del guadagno facile ha attratto molti piรน compratori rispetto alla media dei nuovi prodotti finanziari.ย Le bolle speculative sono spesso guidate dalle storie e dai sentimenti, e i Bitcoin hanno una grande storia alle spalle capace di suscitare ammirazione.

D’altronde l’origine dei Bitcoin รจ piuttosto misteriosa. La valuta sarebbe stata creata da una leggendaria figura chiamata Satoshi Nakamoto, anche se non c’รจ prova che si tratti di una persona reale.

L’assenza di qualsiasi Governo o banca che stia dietro alla valuta aumenta la sua attrattiva, specie per coloro che sono profondamente scontenti del sistema finanziario e del comportamento degli istituti di credito in generale.

I Bitcoin vengono accettati come pagamenti nei negozi
Per ora, l’utilizzo piรน sicuro รจ quello dei pagamenti presso i negozi, subito convertibili in denaro reale

Nel frattempo sul mercato di Londra, nella piazza del “Silicon Roundabout”, ricca di startup delย  mondo tecnologico, si teme un collasso del valore del Bitcoin neanche troppo lontano. Anche se dovesse accadere, i principali individui ad avere problemi sarebbero coloro che hanno investito con generositร  e il mondo dell’alta finanza, mentre la piccola economia reale non ne sarebbe spaventata.

Un ristorante, ad esempio, non รจ particolarmente esposto ad un eventuale scoppio della bolla speculativa sui Bitcoin, in quanto i clienti pagano attraverso un’applicazione che risolve immediatamente il rischio convertendo i pagamenti in Bitcoin in denaro reale, sebbene eventuali ritardi nella blockchain (il sistema mondiale di gestione dei Bitcoin) puรฒ alterarne il valore rispetto al momento della transazione. E per certi versi conviene, visto che i pagamenti con questa criptovaluta sono esenti dalle altissime commissioni imposte dalle compagnie di carte di credito.

Probabilmente l’approccio migliore, nella diatriba mondiale sul valore dei Bitcoin, potrebbe essere quello di aspettare che il mercato diventi piรน maturo, che vengano inventati degli strumenti per impedire l’utilizzo prevalente da parte di pirati informatici e di hacker, e che in fondo i piรน intelligenti siano i piccoli negozianti.

Che iniziano ad abbinare ai tradizionali pagamenti anche quelli in Bitcoin senza, tuttavia, mettere a repentaglio grossi investimenti,ย  considerando la criptovaluta come una nicchia da sfruttare per rimanere all’avanguardia, ma senza farci troppo affidamento.

Apple Face ID: come fregare il riconoscimento facciale di Apple

0

Il nuovo Face ID, la tecnologia Apple di sblocco dello smartphone tramite riconoscimento facciale, ha debuttato assieme ad iPhone X recentemente. E come un rito, appena la casa di Cupertino lancia un nuovo prodotto, stuoli di hacker lo mettono alla prova, cercando di trovarne delle vulnerabilitร .ย In questo report, cercheremo di capire come funziona Face ID e come questo puรฒ essere “fregato”.

Apple ha la straordinaria capacitร  di rieditare cose vecchie facendole passare per grandi trovate. Il touchscreen esisteva giร , ma iPhone lo rese popolare, ad esempio, e anche nel caso del riconoscimento facciale, non รจ la casa della mela ad averlo inventato. Se per questo, giร  ai tempi del Samsung Galaxy S3 esisteva qualcosa del genere, solo a livello piuttosto rudimentale e per questo non spopolรฒ fra gli utenti.

Apple Face ID: come funziona e quanto รจ bravo a riconoscere i volti?

Face ID invece รจ tecnologia di alto livello: il meccanismo di funzionamento รจ piuttosto semplice, in realtร . Si registra il proprio volto per un paio di volte, e iPhone X รจ capace di riconoscere le “geometrie” del nostro viso. La distanza fra i nostri connotati, attaccatura dei capelli, forma generale del viso, lineamenti caratteristici delle guance. Ma il punto nevralgico รจ quella specie di triangolo che si forma tra i due occhi e il naso, che permette ad iPhone X di riconoscerci.

Il meccanismo funziona nella stragrandissima maggioranza dei casi. Face ID รจ veloce, funzionante e intelligente. Le donne, che piรน degli uomini sono suscettibili a cambi di trucco, pettinatura o che piรน facilmente indossano occhiali fashion o foulard, hanno condotto dei test, tutti al femminile. E’ il caso di Grazia,ย che conferma come iPhone X sia in grado di riconoscerci anche se tentiamo di fare i furbi, e persino in condizioni di pochissima luce, quasi al buio.

La tecnologia Face ID di Apple
Face ID, la tecnologia di riconoscimento facciale, funziona sempre, anche se cerchiamo di fare i furbi cambiando un po’ il nostro volto.

Come ammesso dalla stessa Apple durante la conferenza di presentazione, gli unici casi in cui Face ID puรฒ prendere un granchio รจ la presenza di persone con tratti estremamente simili ai nostri (circa 7 persone per ognuno sulla terra), di gemelli omozigoti che sembrano nostre fotocopie o visi di minori fino ai 13 anni, quando i tratti somatici non sono ancora sviluppati completamente. Per il resto, quanto a funzionamento, Face ID รจ un drago.

Apple Face ID: e se arriva un ladro?

A questo punto, per la nostra sicurezza, รจ importante capire se questo meraviglioso ritrovato di Apple puรฒ essere raggirato dagli hacker e se, come utenti, ha senso fidarsi ciecamente di un meccanismo che sembra essere la risposta definitiva a tutti i problemi di sicurezza legati all’accesso al proprio smartphone.

Innanzitutto, la semplicitร  di FaceID ha alcuni elementi controproducenti in caso di furto. Immaginate di trovarvi per la strada, e di incontrare un malintenzionato con tutto l’interesse a rubarvi uno smartphone al top di gamma che costa quasi โ‚ฌ1000. Nel caso che il telefono abbia un PIN o un segno di sblocco, il ladro dovrebbe costringervi a rivelare il codice o addirittura a farvi segnare la sequenza con il dito. Cosa impossibile, se consegnate il cellulare e scappate a gambe levate.

Simile discorso con il Touch ID, il sistema di riconoscimento per impronte digitali, creato sempre da Apple e integrato in tutti i nuovi modelli. Anche in questo caso, il furfante dovrebbe prendersi la briga di farvi appoggiare il polpastrello per bene, per un paio di secondi. E se vuoi fuggite alla velocitร  di Usain Bolt, potreste facilmente lasciare il criminale con un bel telefono ma bloccato.

Con Face ID invece, basterebbe inquadrarvi il viso e lo sblocco avverrebbe immediatamente. Tanto piรน che il sistema non รจ minimamente in grado di riconoscere se la vostra espressione รจ alterata, impaurita o sotto stress. E anche se fosse in grado, un aggiornamento del genere potrebbe rivelarsi controproducente nel caso in cui ci sia un pericolo ma, al contrario, iPhone X dovrebbe sbloccarsi: come una chiamata di emergenza ad una ambulanza.ย In tal caso, dovreste ricorrere all’opzione “chiamata di emergenza” o ad uno sblocco alternativo con PIN, rendendo Face ID inutile nel momento del bisogno.

Il riconoscimento facciale di Apple Face ID
Per ingannare Face ID basta una maschera. Ma il punto รจ un altro: il sistema non riconosce un viso sveglio da uno addormentato.

Aldilร  del furto, un’altro possibile modo di ingannare Face ID sembra quello di utilizzare le maschere. La Bkav, compagnia vietnamita di sicurezza, ha spiegato in un post del suo blog, di essere riuscita a superare il riconoscimento mediante l’uso di una maschera. Dopo aver prelevato i tratti somatici di un viso con un materiale tipo il pongo, รจ bastata una stampante 3D per realizzare una maschera. A questa sono stati aggiunti i tratti somatici principali, gli occhi, tra l’altro in versione 2D, quindi praticamente disegnati, e il gioco ha funzionato.

Il punto debole di Apple Face ID: non riconosce se il viso รจ vitale

Con un lavoro di un paio di ore e poco piรน di 150 dollari, l’iPhone X si sbloccava tramite un viso fantoccio.

In realtร  รจ chiaro che la stragrande maggioranza delle persone non ha nulla da temere da un meccanismo del genere. E’ evidente che il tutto parte da una registrazione delle forme del viso direttamente sulla pelle della vittima, e che una fatica simile non viene certo affrontata ai danni del possessore di iPhone medio. Infatti, Marc Rogers, ricercatore di sicurezza Cloudfare, che nel 2013 riuscรฌ per primo a craccare il Touch ID, ha spiegato che l’esperimento nel suo complesso non rappresenta un reale pericolo nรจ puรฒ essere considerato un hack credibile.

Ma il test di Bkav ha permesso di capire una cosa importante: Face ID, sebbene sia estremamente sofisticato, sembra basi tutto il suo funzionamento sostanzialmente sul riconoscimento degli occhi e del suo contorno. Ma soprattutto, sembra non esegua alcun tipo di controllo se il viso che sta inquadrando รจ un viso “vitale”, ovvero sveglio, attento. E sotto questo aspetto, Bkav ha dimostrato che esiste la reale possibilitร  che l’iPhone X si sblocchi anche inquadrando il viso del proprietario mentre dorme, o peggio, anche quando non รจ piรน in vita.

Insomma: se la fidanzata gelosa, mentre siete profondamente addormentati, non poteva sbloccare il vostro iPhone perchรจ aveva bisogno del PIN, di una sequenza da tracciare o del vostro dito (con il rischio di svegliarvi a meno che non siate sbronzi o in coma), con Face ID basterebbe inquadrare il vostro viso dormiente, e il gioco รจ fatto. Il che posiziona l’efficacia di FaceID al di sotto di quella del TouchID. Con la differenza che la tecnologia impiegata in quest’ultimo รจ decisamente superiore e piรน costosa, sia per l’azienda che per il consumatore.

Insomma, persino Face ID ha qualche sbavatura.

Apple comunque puรฒ essere soddisfatta: i meccanismi di sicurezza nello sblocco dei telefoni e in generale l’esportazione sul mercato di tecnologie di protezione vengono quasi sempre dettate proprio dalla casa di Cupertino, almeno nel mondo mobile. Fu cosรฌ per lo sblocco con impronta digitale, รจ cosรฌ con il riconoscimento facciale, e probabilmente lo sarร  anche nel futuro. Ma questo non toglie che l’attenzione degli utenti debba rimanere sempre alta. Perchรจ il rischio di introdurre novitร  di sicurezza “che fanno figo”, ma poi funzionano persino meno delle soluzioni precedenti, รจ sempre dietro l’angolo.

E l’illusione di sicurezza รจ quanto di peggio possa capitare.

Microsoft, Google, Apple ci violentano per il nostro bene. O no?

Gli utenti sono pigri, ammettiamolo. E quando si tratta di sicurezza informatica ancora di piรน: dopo anni passati a ripetere maniacalmente che bisogna usare password complesse (sapete cos’รจ una password complessa vero?), arrivano gli hacker di turno, craccano Adobe piuttosto che Dropbox e scopriamo che la parola d’ordine piรน usata รจ: 123456.

Per cui ogni tanto, bisogna usare la forza. E da qui il dilemma: le grandi aziende del web, hanno il diritto/dovere di “violentarci” e costringerci a fare delle cose per il nostro bene?

Esempio pratico: Microsoft. Gli aggiornamenti del sistema operativo di Redmond, una volta arrivavano sul proprio pc e venivano beatamente ignorati. Sรฌ, arrivavano le notifiche e alcuni, magari quando c’era un po’ di tempo, o nel fine settimana, procedevano all’aggiornamento. Ma la stragrande maggioranza degli utenti non aveva la minima voglia di interrompere il proprio lavoro per aggiornare non si sa bene cosa.

Qualche anno fa, chi usa Microsoft (ovvero quasi tutte le terre emerse), si sono accorti di un cambiamento nella modalitร  di aggiornamento. E’ diventato un obbligo: il pc ad un certo punto si riavvia, oppure si spegne drasticamente mentre lavori, va fuori uso per una buona mezz’ora e gli aggiornamenti ti vengono praticamente installati a forza. Tipo il cucchiaio di olio di fegato di merluzzo cacciato a forza in gola.

Io stesso, lo devo ammettere, ho il pc perfettamente aggiornato. L’imprecazione รจ sempre dietro l’angolo, ma di fatto, ha funzionato.

Altro esempio viene offerto dai provider di servizi di posta elettronica. Una volta chiunque poteva aprire una mail in 30 secondi. Inserivi i tuoi dati, o te li inventavi (quante mail di comodo su Yahoo! ci siamo fatti?) e il gioco era completo. Adesso aprire la mail, se non hai l’autenticazione a due fattori con conferma sul tuo cellulare, รจ un’impresa. Ovvero, siamo stati costretti ad abbinare un oggetto che possediamo per confermare la nostra identitร .

Molte volte ho rimpianto i tempi in cui aprivi una bella mail senza tante complicanze, ma di fatto il furto della nostra casella di posta elettronica รจ diventato molto piรน difficile.ย E di nuovo, il risultato รจ stato raggiunto ob torto collo.

L’ultima in ordine di tempo รจ quella di Apple. Cupertino avrebbe volontariamente rallentato i vecchi iPhone. Loro dicono per evitare improvvisi spegnimenti, il popolo del web li accusa di spingere in maniera decisamente troppo drastica gli acquisti di nuovi modelli. Ma dal punto di vista della sicurezza, รจ chiaro che passare da un vecchissimo iPhone 4S ad uno nuovo con la piรน recente release di iOS รจ meglio.

Per cui la domanda sorge spontanea: fino a che punto, per che motivo e con quali modalitร , gli utenti possono accettare azioni di “forza” da parte dei giganti del web? In altre parole: va bene l’olio di fegato di merluzzo. Ma quand’รจ che bisogna smettere di ingoiare e buttare a terra il cucchiaio?

 

 

 

Zeus Panda. Il virus bancario che ce l’ha con gli italiani

0

Si chiama Zeus Panda ed รจ un virus bancario che sembra proprio avercela con gli italiani. Nel 2017 diverse compagnie di sicurezza hanno analizzato piรน di 40 siti di phishing costruiti contro gli utenti del nostro paese, e dedicati alla diffusione del virus Zeus Panda.

Si tratta di un Trojan bancario particolarmente versatile, concepito innanzitutto per rubare le credenziali bancarie e dati simili, ma che ha anche la capacitร  di eseguire una vasta serie di altre operazioni malevole grazie alla sua grande flessibilitร . Anche se sono state osservate diverse varianti, nella stragrande maggioranza dei casi la tattica di attacco รจ sempre quella la stessa.

Zeus Panda contro le banche italiane

Le campagne di phishing che diffondono il virus Zeus Panda sono sempre relative a transazioni bancarie che richiedono attenzione immediata, come fatture da pagare o avvisi di problemi sul conto. In alcuni altri casi si osserva un ordine di spedizione a cui fare attenzione.

Il malware viene diffuso prevalentemente attraverso un documento allegato di Microsoft Office dall’estensione. doc o. xls. All’interno del documento ci sono delle macro, cioรจ delle piccole porzioni di codice che eseguono operazioni ripetitive, costruite per diffondere il virus Zeus Panda. Una volta che Zeus si รจ installato con successo sul computer, l’applicazione esegue dei controlli automatici per capire se si trova in un sistema operativo virtuale, che gira magari su una macchina che non รจ quella fisicamente in possesso della vittima.

Il virus Zeus Panda
Uno dei messaggi di phishing che veicola il virus Zeus Panda, mirato contro gli utenti italiani

Nel momento in cui il virus รจ sicuro di trovarsi di fronte ad un sistema operativo reale, Zeus Panda contatta il server dei pirati informatici e riceve ulteriori istruzioni per diffondere le infezioni. Queste istruzioni guidano il malware al furto organizzato di credenziali, specialmente quelle finanziarie e relative ad account bancari. In piรน, il virus รจ in grado di installare un keylogger per registrare tutto quello che viene digitato sulla tastiera, e per monitorare l’attivitร  dell’utente.ย  Zeus Panda รจ in grado anche di utilizzare il computer compromesso per infettare altri utenti e in generale per essere a disposizione dei comandi da remoto dei pirati informatici.

L’evoluzione futura

Nel corso del 2017 il virus Zeus Panda ha utilizzato quasi sempre le stesse tecniche, migliorando le mail di phishing durante il tempo. In particolare le prime utilizzavano un file di Microsoft Office in formato .zip. Altre due campagne, una di febbraio e una risalente ad aprile, utilizzavano un javascript. Recentemente i pirati informatici hanno ulteriormente aggiornato il virus per stabilire comunicazioni piรน rapide con i loro server e hanno aperto un sito dal dominio. bit per inviare informazioni al virus. Questo rende ancora piรน difficile individuare l’origine delle istruzioni malevole e piรน complicata la rimozione.

Ci aspettiamo che Zeus Panda e le campagne che prendono di mira gli utenti italiani continueranno per tutto il 2018, ed รจ altamente probabile che saranno distribuite nuove varianti. Al momento attuale il virus ha ancora qualche sbavatura: i file, per esempio vengono registrati in percorsi abbastanza ovvi all’interno del sistema operativo. Ma c’รจ da aspettarsi che anche questi errori verranno corretti. Ma soprattutto il malware imparerร  a rubare le informazioni adattandosi sempre meglio ai metodi di comunicazione delle banche italiane con i loro clienti.

La mail di Enel Energia con il virus Zeus Panda
Una falsa mail che invita a leggere la bolletta di Enel Energia, รจ uno degli attacchi piรน pericolosi per la diffusione del virus Zeus Panda

Il modo con cui gli utenti italiani si possono difendere รจ innanzitutto quello di non credere a nessun tipo di comunicazione bancaria inviata per email. E’ necessario leggere con attenzione il testo delle mail inviate, in quanto spesso alcuni piccoli errori di punteggiatura o di ortografia possono far capire l’origine del messaggio. Particolare attenzione deve essere data a una presunta fattura di โ‚ฌ277 da pagare e ad una mail che promette di poter visualizzare la bolletta di Enel Energia tramite la posta elettronica.

 

Allarme WordPress. L’hacker sfrutta il tuo sito e guadagna soldi virtuali

0

Il tuo sito WordPress รจ lento, le pagine si caricano con fatica o ricevi strane email di alert? Potresti essere vittima di un attacco informatico che sfrutta il tuo sito WordPress e il tuo server per generare a tua insaputa soldi virtuali, che finiscono sui conti di criminali digitali.

Negli ultimi tempi la preoccupante diffusione di attacchi di questo genere sta rapidamente colpendo migliaia di proprietari di siti WordPress: il rischio รจ quello di compromettere il proprio sito e il proprio server e di dover spendere diverso tempo e denaro per ripristinare la situazione. Non ultimo, regalare parecchi soldi a chi ci ha creato tutti questi fastidi: fino a 100mila dollari al giorno.

Il mining di criptovaluta attraverso i siti WordPress
Attaccano i siti in WordPress come ponte per raggiungerne i server. E qui inizia il mining di criptovaluta

Allarme WordPress. Tutta una questione di soldi

Per capire l’origine del problema รจ necessario comprendere rapidamente il concetto di criptovaluta. Non esistono piรน solamente i soldi reali, ma รจ stata sviluppata ormai da anni una valuta completamente virtuale, i Bitcoin. Queste monete digitali devono essere all’inizio acquistate con soldi reali attraverso alcuni istituti appositi, alchรจ diventano del denaro proprio del web, scambiabile su internet per la compravendita di beni.

Le criptovalute hanno perรฒ una caratteristica importante. Mentre i soldi reali possono essere stampati solamente dalla Banca d’Italia, le criptovalute possono essere generate autonomamente da chiunque. รˆ necessario attivare un computer e dargli il comando di eseguire una serie di calcoli al fine di decifrare alcune stringhe di codice.

Nel momento in cui queste stringhe sono state decodificate e i calcoli sono terminati, si ottiene una unitร , una moneta, della criptovaluta. Si chiama “Mining“, parola che rappresenta proprio l’atto di scavare in una miniera per farne sbucare dei soldi virtuali. Va da sรฉ che maggiore รจ la potenza del computer che esegue i calcoli, piรน velocemente si riesce a convertire le stringhe di codice e ad ottenere “monete” digitali utilizzabili. Una di queste monete รจ Monero, il cui mining, a differenza di altre, si appoggia alla CPU senza bisogno di schede grafiche.

La criptovaluta Monero
Monero, la valuta digitale, che puรฒ essere minata senza bisogno di scheda grafica. La migliore per i pirati informatici

Per questo motivo, i pirati informatici creano delle reti internazionali di computer e di server compromessi, che mettono a loro disposizione per eseguire quanti piรน calcoli possibili, guadagnando alle spalle delle vittime. E qui entrano in gioco i siti WordPress. Nell’ultimo periodo si รจ assistito ad un attacco su vasta scala basato su dei virus che prendono di mira i siti basati sul popolarissimo CMS WordPress.

Questi virus sono particolarmente abili nel nascondersi ai normali software di sicurezza, modificano il loro nome per non farsi identificare e non provocano nessun tipo di cambiamento visibile al sito, in modo che l’amministratore non si accorga di nulla.

Dal sito WordPress allo sfruttamento del server

In realtร , utilizzando il sito in WordPress come ponte, il virus si installa sul server presso cui il sito รจ registrato, che viene raggirato e messo ad eseguire calcoli di mining per conto del pirata informatico. Normalmente l’amministratore di WordPress nota una sensibile rallentamento nel caricamento delle pagine ma non riesce a capire l’origine del problema. Nel lungo periodo, i server compromessi si dedicano sostanzialmente a due cose: diffondere il virus ad altri WordPress per aggiungere nuovi server alla rete malevola e minare dati per conto del pirata informatico.

Server WordPress compromessi
I server compromessi servono a due cose: infettare altri WordPress e minare soldi virtuali. Fino a 100 mila euro al giorno

L’impatto sul sito e sul business della vittima รจ evidente: le attivitร  legate al dominio si bloccano in maniera irrimediabile e al danno di veder danneggiato il proprio lavoro e la reputazione del proprio sito nei confronti di clienti, si aggiunge la beffa di aver aiutato Il pirata informatico a guadagnare. Si stima che alcune botnet siano in grado di generare centomila dollari al giorno con questo sistema.

Il team di Alground ha analizzato fin dai primi giorni le dinamiche di questi attacchi e ha sviluppato un servizio gratuito che permette di verificare se รจ attivo un mining sul proprio server, attraverso il proprio sito WordPress. Utilizzando il modulo in fondo all’articolo รจ possibile richiedere un’analisi gratuita della propria situazione.

I metodi per risolvere questo tipo di attacco sono sostanzialmente due. Il primo รจ quello di bonificare lo stato di salute del proprio WordPress: puรฒ essere utile un’occhiata ai log con tutte le attivitร  e una verifica dell’integritร  dei file sul server. Questa operazione puรฒ essere eseguita direttamente dall’amministratore del sito, se ha conoscenze di programmazione WordPress sufficientemente avanzate. Oppure puรฒ essere svolto dal nostro team di Alground Security, che si appoggia a sofisticati strumenti in collaborazione con la Sucuri per rimuovere ogni tipo di infezione su WordPress.

La soluzione definitiva รจ invece quella di appoggiarsi ad un hosting hardenizzato per questo tipo di minacce. Alground Hosting attua un controllo in tempo reale delle richieste e dell’attivitร  del server, accorgendosi immediatamente di ogni tipo di anomalia ed intervenendo proattivamente per impedire il propagarsi di software malevolo e per eliminare alla radice l’attivitร  di mining della criptovaluta. Data la gravitร  della situazione, Alground Hosting offre, eccezionalmente, la migrazione gratuita del proprio sito WordPress sui nostri server sicuri.

Seleziona un modulo valido

Gli esperti di sicurezza informatica avvertono le aziende: i dipendenti sono un pericolo

0

T-Systems (www.t-systems.co.uk), l’enteย IT e di sicurezza informatica di Deutsche Telekom (la piรน grande societร  europea di telecomunicazioni), mette in guardia le organizzazioni dai rischi per la sicurezza associati al permettere ai dipendenti di lavorare mentre sono in vacanza a Natale.

T-Systems afferma che รจ essenziale che i dipendenti che devono assolutamente lavorare in remoto da casa o dal luogo di vacanza, abbiano ricevuto unย addestramento sulla sicurezza informatica o rischieranno di compromettere la sicurezza aziendale e la riservatezza dei dati.

Scott Cairns, responsabile per la sicurezza informatica presso T-Systems, ha spiegato:

“Il tempo lontano dalla nostra vita frenetica di lavoro dovrebbe essere apprezzato, non rovinato dal continuo rispondere alle e-mail e alle richieste di lavoro.ย Mettendo da parte l’impatto sulle nostre famiglie, questa pratica crea anche una vera minaccia per la sicurezza informatica per le organizzazioni.”

“La nostra ricerca mostra che unย terzo degli impiegati utilizza il Wi-Fi gratuito in luoghi come aeroporti, hotel, caffetterie e nei barย , nonostante questi siano precari e aperti all’intercettazione da parte di criminali informatici.ย Unita poi con la pratica diffusa di inviare i documenti dalla e-mail privata, dove la sicurezza รจ ovviamente inferiore, si espone la propria azienda a potenziali attacchi.”

“Il nostro messaggio alle aziende per le festivitร  natalizie รจ che i dipendenti possano godere di una pausa ininterrotta.ย Scoraggiateli dal portarsi il lavoro in vacanza e assicuratevi che non si sentano costretti a lavorare quando dovrebbero prendersi una pausa.”

La ricerca ha rilevato che, nonostante il ritmo con cui si stanno evolvendo gli attacchi informatici, il 66% degli intervistati non ha ricevuto alcuna formazione aggiornata negli ultimi dodici mesi.ย Quasi il 30% degli intervistati afferma di non aver mai avuto un’educazione alla sicurezza informatica.

“Laddove รจ inevitabile, le aziende dovrebbero assicurarsi che ci sia formazione e chiare linee guida da seguire.ย Molti dipendenti non sono informati sulla moltitudine di modi in cui i loro dispositivi possono essere infettati da virus e malware… e coloro che ritenevano di essere “molto competenti” spesso davano la risposta sbagliata quando venivano interrogati”.

“La formazione regolare dei dipendenti su pratiche di sicurezza informatica efficaci รจ probabilmente il passo piรน utile che le aziende possano intraprendere per ridurre drasticamente i rischi di virus, malware e altre forme comuni di criminalitร  informatica”.

La ricerca di T-Systems รจ stata condotta dall’agenzia di ricerche di mercato Censuswide su oltre 2.000 dipendenti del Regno Unito.ย I suoi risultati dimostrano che:

  • Quasi un terzo dei dipendenti (31%) utilizza gli hotspot Wi-Fi gratuiti e quasi un quarto (24%) li utilizza per inviare e-mail e documenti relativi al lavoroย .ย Queste sono aree di grande pericolo in quanto sono insicure e facili da clonare per gli attacker
  • Il 28% dei dipendenti invia documenti di lavoro da e verso la propria e-mail personale, nonostante questo comporti numerosi problemi di sicurezza
  • Il 10% utilizza gratuitamente punti di ricarica USB negli aeroporti e nelle stazioni.ย Queste porte possono essere utilizzate per trasferire virus e malware a utenti ignari
  • Ilย 28% dei dipendenti non ha mai avuto nella propria carriera lavorativa alcuna formazione sulla sicurezza informaticaย per proteggere se stessi e l’ambiente di lavoro

La formazione sulla sicurezza informatica per tutti i dipendenti รจ particolarmente importante poichรฉ i pericoli continuano anche quando i dipendenti tornano a casa dalle loro vacanze di Natale.ย La ricerca di T-Systems ha rilevato che:

  • Il 18%ย dei dipendenti ammette di collegare la propria fotocamera digitale al proprio computer di lavoro per scaricare foto.ย E pensa che le connessioni Wi-Fi e Bluetooth siano piรน sicure, ignorando invece che virus e malware si possano facilmente trasferire tramite connessioni wireless e diffondersi rapidamente all’interno dell’azienda.
  • Il 15% ammette di collegareย chiavette USB e schede di memoria che condivide con i propri familiari sul proprio computer di lavoro.ย Un modo sicuro per i virus di diffondersi rapidamente da casa ad azienda.

Per destabilizzare i terroristi ISIS la soluzione c’รจ: il porno

0

Per destabilizzare l’ISIS, almeno online, la soluzione c’รจ: il porno.

Un paio di settimane fa un gruppo di hacker musulmani รจ entrato all’interno del sito ufficiale dello stato islamico chiamato Amaq, e ha rubato una lista di 2000 utenti iscritti. Ora un altro gruppo di sei hacker di origine musulmana, รจ riuscito a mettere sotto scacco l’organizzazione terroristica utilizzando delle false notizie e del contenuto pornografico.

Il gruppo si definisce DaeshGram: si tratta di una unione di “Daesh“, il nome con il quale il gruppo terroristico definisce se stesso in lingua araba, e del suffisso “Gram“, che deriva direttamente dal social network Instagram. Non sono chiare le identitร  di questo gruppo hacker ma fra essi si nasconde uno studente, un ingegnere e quattro ricercatori di cybersicurezza che vivono in Iraq e combattono l’Isis sul piano delle comunicazioni digitali.

Il gruppo inizia il suo lavoro registrando i post, le attivitร  e il comportamento di tutti i membri dell’Isis sui siti e sulla applicazione criptata Telegram, che viene utilizzata dai terroristi per comunicare fra di loro nel mondo. Ad un certo punto, gli hacker hanno postato un immagine realizzata con il programma Photoshop di una donna nuda coinvolta in una scena porno, assieme alla notizia dell’apertura di un cinema a luci rosse per i membri dell’ISIS in Siria.

Fake news e porno: il cocktail micidiale per confondere le comunicazioni ISIS

Subito dopo, รจ stato allegato un video che mostrava dei partecipanti dell’Isis intenti a guardare il film porno: queste informazioni hanno di fatto confuso i membri dell’organizzazione terroristica e Daeshgram รจ riuscito nel suo intento di diminuire la credibilitร  delle informazioni che vengono scambiate sulla loro rete.

In un altro caso il gruppo ha caricato un video dove sembrava che il sito ufficiale di Amaq fosse stato hackerato. Il video era confezionato in maniera cosรฌ credibile da aver creato il panico tra i membri dell’Isis. La reazione, come ci si aspettava, รจ stata di sconcerto e alcuni membri hanno iniziato a litigare fra di loro, alcuni hanno abbandonato le conversazioni segrete a cui partecipavano e altri membri sono stati esclusi dagli amministratori delle chat.

Infine gli stessi partecipanti alle chat del Daesh hanno raccomandato ai membri di non credere a tutti i link che sembravano provenire da Amaq, facendo il gioco di Daeshgram: confondere le informazioniย  veicolate attraverso i classici strumenti di propaganda significa indebolire la rete di comunicazione dei terroristi.

E ancora: in uno degli attacchi piรน recenti del Daeshgram, gli hacker sono stati in grado di diffondere un falso audio contenente un messaggio dei capi dell’Isis dove si annunciava che la stazione radio al Bayan, loro alleata, era stata distrutta in un attacco aereo. Secondo le stime, l’audio รจ stato scaricato 800 volte creando tensione tra i partecipanti all’Isis.

La falsa notizia di un cinema porno dedicato ai membri ISIS ha minato la credibilitร  delle reti di comunicazione degli estremisti islamici

Uno dei membri di Daeshgram ha spiegato al quotidiano Daily Beast la tecnica. “Noi lasciamo credere al Dash di essere capaci di replicare le loro informazioni in maniera altamente credibile per instillare in loro il dubbio. Le nostre produzioni devono essere subdole e altamente attendibili. Vogliamo creare dei contenuti a cui i membri all’Ssis credano immediatamente, senza metterli minimamente in dubbio.” Daeshgram mira a migliorare sempre di piรน le sue sofisticate tecniche per confondere e innervosire ogni tipo di comunicazione dei reali terroristi.

In passato vi erano state delle altre iniziative per attaccareย  online il gruppo Isis. Precedentemente l’hackerย WauchulaGhost aveva defacciato il loro account Twitter con della pornografia e del contenuto Pro LGBT, mentre l’arcinoto gruppo di attivisti Anonymous aveva defacciato il loro sito ufficiale includendo delle pubblicitร  di Viagra. Ma l’approccio del gruppo Daeshgram non รจ un attacco estemporaneo, ma una vera tattica di antiterrorismo in grado di minare in maniera definitiva il sistema di comunicazione degli estremisti islamici.

E se Google creasse cittร  intelligenti sotto il suo controllo?

0

Cosa potrebbe accadere se Google o una azienda a lei collegata potesse creare delle cittร  informatizzate e avesse il pieno controllo su tutte le sue infrastrutture?ย รˆ un’ipotesi piรน che reale che in Canada sta giร  sollevando forti dubbi sulla privacy.

Anni fa, i fondatori di Google si chiesero che cosa sarebbe successo se la loro tecnologia e l’esperienza aziendale fosse stata applicata non a singoli oggetti ma ad una intera cittร . “Abbiamo iniziato a parlarne qualche tempo fa e ci siamo chiesti che cosa saremmo stati capaci di fare se qualcuno ci avesse dato una zona in cui costruire e il permesso di creare dei nuclei abitativi da zero”, aveva spiegato il CEO di Alphabet Google, Eric Schmidt.

Lo scorso mese, dopo una competizione pubblica, il governo canadese ha creato una organizzazione che ha il compito di rivitalizzare un area vicina al lago Ontario, nell’ambito del progetto “Waterfront Toronto” e la Sidewalk Labs, legata a Google, รจ stata scelta come partner per l’innovazione. L’azienda ha subito risposto con dei progetti futuristici di una cittร  hi-tech e collegata ad internet.

Cosรฌ potrebbe apparire una cittร  hi-tech costruita da una azienda collegata a Google i cui servizi sono di fatto in mano ad un solo partner

La compagnia ha prospettato, anche con una serie di tavole e disegni, delle strade intelligenti, degli autobus che si guidano da soli, e una serie di canali metropolitani dove dei robot buttano la spazzatura, trasportano i pacchetti che devono essere consegnati ai cittadini e svolgono in piena autonomia altri compiti importanti. La sidewalk Lab ha promesso di investire 50 milioni di dollari per concretizzare il progetto nel corso del prossimo anno.

Le cittร  intelligenti di Google: una communitร  hi-tech sotto il suo controllo?

Al momento, andando a visitare il luogo dove dovrebbe sorgere questa cittadina, รจ difficile immaginare qualcosa di cosรฌ futuristico. Per ora si tratta ancora di una terra disabitata, con pochi silos di grano appartenenti ad alcuni contadini della zona. Ma Dan Doctoroff, il CEO di Sidewalk Lab e assessore della cittร  di New York, ha promesso di impegnarsi per creare in quella zona una cittร  dove le strade prendono letteralmente vita assieme all’attivitร  dei cittadini.

Doctoroff spiega la sua visione di una comunitร  cittadina dove dei taxi e degli autobus robot guidano le persone, evitando intelligentemente ciclisti e pedoni e dove la proprietร  e lo sharing delle biciclette o dei mezzi pubblici viene largamente preferito al possesso di macchine private. Grazie al nuovo approccio di veicoli che si auto guidano e ad un gran numero di opzioni alternative all’automobile,ย  le strade saranno piรน libere e ci sarร  molto piรน spazio per la creazione di spazi pubblici e giardini.

E la sua realizzazione non sarebbe troppo difficile. Google detiene giร  Waymo, una compagnia dedicata alla costruzione di macchine intelligenti che si guidano da sole, e Nest, un’altra azienda concentrata sulla tecnologia per la casa.

In una conferenza dello scorso mese, il primo ministro canadese Justin Trudeau, parlando del progetto,ย  ha presentato il progetto come una possibilitร  per ottenere dei nuovi posti di lavoro fino alla costruzione di un hub permanente per l’innovazione.

Preoccupazioni sulla privacy

Gli abitanti di Toronto hanno visioni contrastanti sull’idea. Alcuni attivisti protestano dicendo che la visione della compagnia non รจ abbastanza chiara per poterne comprendere le dinamiche e le ripercussioni sui cittadini. Alejandra Ruiz Vargas, portavoce del gruppo Acorn, si preoccupa che le innovazioni pensino piuttosto a fornire abitazioni per le persone sotto la soglia della povertร .

La Sidewalk Labs, ha in parte risposto a questo problematica, spiegando di avere intenzione di aggiungere al progetto alcune abitazioni modulari che si basano su tecnologie di costruzione particolarmente rapide e che possono adattarsi all’architettura del vicinanze.

La cittร  digitale di Toronto Waterfront sarebbe gestita da macchine robot e da meccanismi di movimento sotterraneo automatici

Un altra fascia di cittadini, quelli piรน impiegati nel settore terziario, sono invece entusiasti: Asma Khan, un project manager di 35 anni che ha fondato una propria azienda tecnologica a Toronto, sembra accogliere al meglio la nuova idea.

Ma in generale i dubbi e le domande su una cittร  completamente guidata dalla tecnologia e alla fine collegata a Google sono legittime. “Siamo preoccupati che Google possa utilizzare questo lab, e di fatto le nostre vite, per testare le nostre reazioni, spiega Donna Patterson, una attivista che dice di vivere vicino al sito dove dovrebbe essere costruita la cittร  digitale.

E se da un lato la Sidewalk spiega che la raccolta dati ha il solo obiettivo di migliorare la qualitร  dei servizi, รจ evidente che l’abbondanza di informazioni cosรฌ specifiche sulla vita di una comunitร  non puรฒ che essere guardata con golositร  dagli sponsor. Tanto piรน che non esistono regole precise: sappiamo tutti che la privacy negli spazi pubblici รจ soggetta a regole non chiarissime.

Tuttiย  hanno una videocamera nel proprio smartphone, non sappiamo chi viene ripreso, in quale momento e a che titolo e anche sul trattamento dei dati non ci sono leggi precise.

E Doctoroff, nel corso di una intervista, alla domanda se i dati dei cittadini sarebbero stati usati per guadagnare ha risposto in maniera abbastanza sibillina. “Se puoi migliorare in maniera importanteย  la condizione esistenziale delle persone, un modo per guadagnare lo si trova sempre. Quali saranno queste vie? potrebbero essere associate allo sviluppo della cittร , oppure alla concessione di licenze per l’utilizzo delle tecnologie. Abbiamo molto tempo per pensarci.”