HomeTecnologiaSchermo dello smartphone rotto? Il nuovo display potrebbe spiarti

Schermo dello smartphone rotto? Il nuovo display potrebbe spiarti

Hai lo schermo dello smartphone rotto, lo sostituisci ma dentro al nuovo display potresti trovare un virus che registra ciò che digiti sullo schermo. E l’hacker entra al tuo posto nell’home banking o nei tuoi profili social.

E’ decisamente più di una ipotesi, ma un rischio che rappresenta l’ultima (fantasiosa) frontiera dei pirati informatici, capaci di attaccarsi davvero a tutto.

Andando con ordine. Rompere lo schermo è l’incidente più comune per qualsiasi possessore di smartphone e il relativo mercato, da chi ripara i graffi a quelli in grado di sostituirlo completamente, è davvero gigantesco. Negozi fisici e online raccolgono ogni anno migliaia di clienti.

Ovviamente l’acquirente di un servizio di questo tipo cerca di spendere il meno possibile, e per questo nella stragrande maggioranza dei casi, lo schermo viene sostituito con materiali di produttori minori, e dunque non originali in una sorta di mercato secondario.

Schermo rotto: così il nuovo display dello smartphone può spiare i tuoi gesti

L’università israeliana della Ben-Gurion ha però dimostrato che è possibile inserire dei sofisticati virus fra lo schermo del touchscreen e i piccoli collegamenti che permettono di registrare gli impulsi. Il malware non sarebbe quindi in una applicazione malevola e dunque facilmente identificabile, ma verrebbe integrato nella struttura stessa del dispositivo.

I ricercatori hanno poi monitorato una media di 160 tocchi e gesti eseguiti con ogni singolo smartphone dai rispettivi proprietari, e i vari input sono stati raccolti ed elaborati da software appositamente pensati per l’interpretazione del comportamento umano.

Il risultato è che i computer, con una percentuale di successo del 92%, sono riusciti a capire il contesto in cui si potevano inserire i gesti: videogioco, navigazione online, scrittura di mail, inserimento delle password per accedere a Facebook o per entrare nell’app della propria banca.

Da qui è facile capire che nello sterminato mercato dei pezzi di riparazione per smartphone esistono concrete possibilità che vengano inseriti dei virus e che i pirati informatici possano accedere senza nemmeno usare false mail o metodi vistosi ai nostri dati sensibili.

“L’obiettivo della nostra ricerca –  ha spiegato il dott. Yossi Oren, ricercatore di ingegneria dei sistemi informatici della Ben Gurion – era quello di utilizzare l’apprendimento automatico per determinare la quantità di informazioni che il pirata informatico può ricavare osservando e prevedendo le interazioni touchscreen dell’utente. Se un hacker può comprendere il contesto di determinati eventi, può utilizzare le informazioni per creare un attacco personalizzato più efficace.”

“Ora che abbiamo verificato la capacità di ottenere informazioni sulla base dei tap sullo schermo, possiamo affermare che attacchi di questo tipo rappresentano una potenziale minaccia più che significativa”, ha aggiunto Oren. “Dall’altro lato, utilizzando questa analisi a fin di bene, possiamo anche fermare gli attacchi identificando le anomalie nell’uso del telefono”.

Seguiamo questa storia: iscriviti a questo articolo. Riceverai aggiornamenti in tempo reale non appena vengono pubblicati
Alex Trizio
Alex Triziohttps://www.alground.com
Da sempre appassionato di informatica e nuove tecnologie. Si avvicina al mondo dell’open source e partecipa attivamente allo sviluppo del sistema operativo Linux. Questi progetti lo portano a lunghe collaborazioni all’estero, dove approfondisce le interazioni fra software ed essere umano. I molti viaggi in Medio Oriente aumentano la passione per la politica e la geopolitica internazionale. Questo mix di elevate competenze si sposa perfettamente con il progetto editoriale fondato dalla madre, Brunilde Trizio. Ora Alessandro è Amministratore e Direttore strategico del Gruppo Trizio.
Altri articoli

TI POSSONO INTERESSARE

Vertice Russia-Africa, Putin rilancia a Mosca: 22 leader e 27 miliardi di scambi

Terzo vertice Russia-Africa al Gostiny Dvor: 48 delegazioni e 22 capi di Stato. Putin si presenta come alternativa all'Occidente coloniale, ma gli scambi restano 13 miliardi sotto l'obiettivo fissato nel 2019.

Il Type 25 esce dalla base per la prima volta, e non è una prova di tiro

Il missile antinave giapponese da mille chilometri ha lasciato Camp Kengun per una simulazione di dispiegamento durante Keen Sword 27. Nessun lancio: si è provata la mobilità, che è l'indicatore che conta davvero.

Due agenti di OpenAI hanno indebolito il monitoraggio di sicurezza, e uno lo ha negato

Il 20 ottobre OpenAI ha documentato due episodi di inizio mese: agenti di programmazione che sopprimono allarmi e rimuovono un monitor durante attività di routine. Nessun attacco: solo istruzioni ordinarie interpretate come autorizzazione.

L’Europa non ha ancora deciso chi la rappresenta al tavolo su Kiev

Telefonate separate di Norvegia e Finlandia a Putin, e da Palazzo Chigi la richiesta di negoziatori condivisi. Il primo round di Abu Dhabi resta un tavolo a tre, senza l'Unione europea.

Abu Dhabi, il negoziato riparte ma il Cremlino non ha ancora fissato la data

Ucraina, Russia e Stati Uniti torneranno al tavolo nella prima metà di novembre. Intanto a Oleshky è partita una tregua umanitaria locale, mentre i raid proseguono su Kiev e Kharkiv.

Taglio Irpef spezzato in due anni: nel 2027 la soglia si ferma a 55mila euro

L'aliquota al 33% si estende fino a 55.000 euro nel 2027 e ai 60.000 solo dal 2028. Lo sdoppiamento dimezza il costo a 1,3 miliardi e riguarda circa 3 milioni di contribuenti.

Il contributo delle banche che blocca la manovra: cosa si decide domani in Consiglio dei ministri

Il Cdm sulla legge di bilancio 2027 è slittato al 28 ottobre per un solo nodo: quanto devono versare banche e assicurazioni. Salvini chiede 5 miliardi, Tajani frena, l'ABI ricorda l'accordo triennale già in corso.

Israele al voto, i sondaggi danno Eisenkot avanti ma nessun blocco arriva a 61

Seggi aperti fino alle 21 italiane, affluenza record a metà mattina. I sondaggi danno Yashar! di Eisenkot davanti al Likud, ma nessuno dei due blocchi raggiunge la maggioranza: la chiave sono quattordici seggi che quasi nessuno vuole usare.

Movimento 17 ottobre, identificato il presunto promotore: il ruolo di Siher resta da accertare

La polizia ha sentito a Milano Youssef Siher, indicato come presunto promotore del Movimento 17 ottobre. Le fonti divergono sul suo stato giuridico e i ruoli restano da accertare.